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28 Giugno 2022
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Attualità Bastia Umbra

Modifica al Regolamento d’igiene, il Comitato di Costano chiede le modalità di controllo e monitoraggio

Il Comitato per la difesa dell’ambiente e del territorio di Costano è pronto alla battaglia relativamente alla modifica dell’art. 115 del regolamento comunale di igiene e, confermando lo stato di mobilitazione, affila le armi “informatiche” e “giuridiche”.

L’ormai famigerata modifica dell’articolo  “barriera” è avvenuta, ma la “guerra” è appena iniziata. L’ “economia idilliaca” tanto decantata a livello comunale ed auspicata dalla normativa regionale, basata sul connubio perfetto fra allevatori ed agricoltori  volto al bene di entrambi e con lo scopo di “…contribuire a realizzare la protezione delle acque superficiali e sotterranee dall’inquinamento da nitrati di origine agricola, attraverso una più attenta  gestione del bilancio di azoto”,  potrà prendere corpo nel nostro territorio?

Lo scetticismo è d’obbligo e a tal proposito vorremmo porre 2 questioni su tutte: la tipologia di allevamento zootecnico e la modalità con cui questo idillio viene MONITORATO e CONTROLLATO.

Il primo punto è abbastanza semplice e basta un minimo di buon senso per capirlo. Dopo una assenza lunga più di 10 anni di sversamenti provenienti da allevamenti zootecnici, è proprio il caso di partire con un allevamento intensivo? Siamo pronti a fare i conti con i quantitativi di liquami prodotti o, appellandoci alla normativa regionale, ci sentiamo tranquilli perché “….tanto lì c’è scritto tutto e non c’è bisogno di altro..” ? Siamo proprio certi che l’auspicata economia circolare così equilibrata nei rapporti (anche economici) fra allevatori-agricoltori-ambiente non sia troppo sbilanciata verso un attore?

Il secondo punto invece è sempre il solito, evidenziato anche nella vicenda 2011-12 del “mitico” bio-digestore da 999 kW, poi non realizzato dalla precedente Amministrazione comunale: COME avvengono i monitoraggi ed i controlli (amministrativi e sul posto) da parte degli Enti preposti? Con che FREQUENZA avvengono? COSA viene effettivamente controllato?

La normativa regionale stabilisce che:

  • La COMUNICAZIONE dello spandimento, con il dettaglio delle aree interessate ed i m3 da sversare, avviene 30 giorni prima dell’inizio delle operazioni ed è indirizzata al Comune. Ciascuna operazione di spandimento invece, entro le 48 ore precedenti, viene comunicata al distretto dell’ARPA Umbria del territorio interessato.
  • Il MONITORAGGIO avviene attraverso l’analisi degli eventuali scostamenti dei valori (in particolari azoto) rilevati da ARPA (ogni 6 mesi) sullo stato dei terreni e delle falde (matrici suolo, acqua, aria).
  • Il CONTROLLO viene esercitato sia da un punto di vista amministrativo che con interventi sul posto. L’Ente preposto è anche in questo caso ARPA Umbria (destinatario delle comunicazioni dell’allevatore).

Fin qui tutto bene, salvo entrare nel merito di quanto scritto nella normativa e notare che sia il monitoraggio che il controllo non sono eseguiti SEMPRE e CONTINUATIVAMENTE, ma sono a SPOT e variano a seconda che il controllo venga fatto “in loco”  o sia “amministrativo”.

In un’economia circolare dove uno degli attori è un allevamento di tipo intensivo, che genera quotidianamente non meno di 50 tonnellate di liquami, siamo certi che queste frequenze siano idonee?

Sempre tornando all’idilliaca economia circolare con l’allevamento intensivo, siamo certi che i livelli di azoto in botte (o per meglio dire nelle diverse botti che verranno a spandere liquame) saranno sempre pari al livello dichiarato? Qualora così non fosse, ce ne dovremmo accorgere dopo 6 mesi o immediatamente?  …6 mesi ….180 giorni ….!

Il Comitato non ha pregiudizi e non vuol fare processi alle intenzioni, ma parte da semplici analisi basate sul buon senso e sulle norme attualmente vigenti, norme che non sono “tagliate” per allevamenti intensivi. Ci stiamo impegnando a portare agli Enti sopra citati altre chiavi interpretative, altri spunti normativi, altri “vaccini” a quella che, in realtà, è una norma non adatta al nostro territorio e alla nostra storia.

Naturalmente il Comitato rimarrà vigile e sta affinando l’uso di nuove tecnologie proprio per “non farci sfuggire niente”  di questa nuova pratica di fertirrigazione.

 

Comitato per la difesa dell’ambiente e del territorio di Costano

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