L’OSSESSIONE DI ESISTERE
SOLO SE SI APPARE
Oggi esistiamo davvero solo se qualcuno ci guarda. O meglio, se qualcuno mette un like. L’immagine è sempre stata importante nei rapporti umani, ma ciò che accade oggi è diverso: non si tratta più di presentarsi, bensì di costruire una versione di sé pensata per essere consumata. I social media rendono tutto semplice e immediato: basta un filtro, una posa, qualche parola calibrata per creare una maschera perfetta. Il rischio è che, a forza di indossarla, diventi più reale di chi la porta.
Viviamo immersi in un flusso continuo di vite perfette: corpi impeccabili, sorrisi costanti, successi ostentati. Un teatro permanente in cui tutti sembrano felici e realizzati. Ma è davvero così o stiamo assistendo a una gigantesca finzione collettiva? Anche nel nostro quotidiano, tra spot di politici e spot commerciali, vediamo narrazioni costruite e opposte: chi descrive tutto come perfetto, chi come un disastro. La verità, probabilmente, sta nel mezzo. Ma sui social il mezzo non funziona: funziona ciò che colpisce e divide.
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di Francesco Brufani - Direttore
(© Riproduzione riservata)
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