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Bastia Umbra
1 Ottobre 2022
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Assisi Associazioni

“Il futuro della Comunità di Pace di San Josè de Apartadò e della Colombia” alla Pro Loco di S. Maria degli Angeli.

Il circolo culturale “primomaggio” in collaborazione con la Rete Colombia Vive, Operazione Colomba e la Comunidad de Paz de San Josè de Apartadò, organizza:


SANTA MARIA DEGLI ANGELI – Sala Pro Loco, Piazza Garibaldi 12
Sabato 24 settembre 2022 – ore 18,00
Incontro pubblico
“Il futuro della Comunità di Pace di San Josè de Apartadò e della Colombia”
Interverranno:
JOSE’ ROVIRO LOPEZ RIVERA – membro della Comunità di Pace ed invitato all’Economy di Francesco
SAYDA YADIS ARTEAGA GUERRA – membro della Comunità di Pace ed invitata all’Economy di Francesco
MONICA PUTO – di Operazione Colomba
SILVIA DE MUNARI – di Operazione Colomba
CARLA MARIANI – memoria storica della Rete Colombia Vive
LUIGINO CIOTTI -presidente Rete Colombia Vive
LA COMUNITA’; DI PACE DI SAN JOSÉ DE APARTADÓ – COLOMBIA
La Comunità di Pace di San José de Apartadó (CdP) è un’organizzazione non governativa
costituitasi il 23 marzo 1997, a seguito di due tristemente noti massacri avvenuti ad opera di
militari e paramilitari nel settembre 1996 e nel febbraio 1997. Nasce con l’obiettivo di difendere il
diritto della popolazione civile alla neutralità, alla tutela della propria vita e del proprio
territorio, per evitare così lo sfollamento forzato.
La Comunità conta attualmente circa 300 persone che vivono in piccoli villaggi alcuni dei quali
particolarmente isolati, dislocati in un'area rurale molto vasta di foresta pluviale montuosa.
Fin dalla sua fondazione, i leader della Comunità hanno richiesto il rispetto per la loro scelta di
popolazione civile non combattente, affinché nessuna fazione armata potesse entrare nel loro
territorio dichiarato appunto come zona neutrale.
Sia lo Stato colombiano, sia i gruppi armati illegali hanno però sin da subito cercato di eliminare
questo processo di resistenza e difesa civile: sono più di 300 le persone che dal 1997 ad oggi
sono state assassinate.
Se all’inizio la necessità urgente è stata quella di trovare una alternativa per la difesa della vita e
del territorio, negli anni successivi tale processo si è reso più ambizioso, cercando di proporre e
praticare un progetto di vita alternativo all’attuale modello di società, un progetto che implica la
realizzazione di diversi percorsi correlati tra loro:
– la resistenza nonviolenta alla guerra e allo sfollamento forzato (7,7 milioni di sfollati interni);
– lo sviluppo integrale e sostenibile per il raggiungimento dell’autosufficienza alimentare;
– la costruzione della pace a livello globale, sforzandosi di diffondere la propria esperienza.

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