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Bastia Umbra
27 Giugno 2022
Terrenostre 4.0 giornale on-line Assisi, Bastia Umbra, Bettona, Cannara
Assisi Associazioni Cultura

Incontro con gli artisti Peducci e Savini.

Sabato 11 novembre ore 17,00
VIAGGIO AD ASSISI
appunti per la seconda tappa
Incontro con gli artisti 
Matteo Peducci e Mattia Savini
Assisi Via San Francesco, n°12F
Società Culturale Arnaldo Fortini, associazione Oicos riflessioni, patrocinio Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia, in collaborazione con l’associazione Terre Nostre
L’incontro con gli artisti Matteo Peducci e Mattia Salvini è inserito in un più ampio progetto “VIAGGIO AD ASSISI” di cui costituisce gli appunti per la seconda tappa.
Già a Pasqua si è raccolta una gran mole di documentazione su tutto quanto concerne i riti religiosi, le usanze, le abitudini e tradizioni che caratterizzano questi luoghi in quel periodo. Tutto il materiale video e fotografico è in corso di montaggio per ricavarne varie forme di utilizzo che saranno quanto prima presentate in pubblico.
La tappa con i due artisti costituisce un preliminare dell’incontro vero e proprio che si svolgerà, non si sa bene quando,  presso il loro laboratorio con le stesse modalità e filosofia degli altri “casuali incontri”.
Se fossimo stranieri, forestieri, poco informati da guide e tour operator girovagando nel comprensorio assisano, senza un itinerario prestabilito, fuori dai normali circuiti organizzati sicuramente rimarremmo meravigliati scoprendo cosa si cela nel laboratorio della vecchia cava di pietra sotto la Rocca Maggiore.
 
Inizieremmo a parlare con questi due strani e sempre impolverati ragazzi, chiederemmo chi sono, cosa fanno, perché vivono lì, cosa producono e il dialogo si farebbe sempre più serrato, perché la spinta della nostra curiosità, libera da “preparazione”, ci consentirebbe un’esplorazione senza il condizionamento dell’abitudine del residente. E loro sicuramente guidati dalla voglia di far capire agli sconosciuti il loro pensiero su pietra, materia ed energia non ci lascerebbero andare e starebbero lì ore ed ore ad intrecciare progetti e mostrare opere.
Li abbiamo già incontrati due mesi fa, poi dieci giorni fa per preparare questo incontro, ed ora al circolo Fortini saremo pronti con le nostre telecamere per continuare quella discussione costruendo un canovaccio per le riprese definitive.
Viaggio ad Assisi è un progetto Oicos riflessioni che cerca di volta in volta partners negli itinerari che gli capita di percorrere, ci hanno accompagnato fin qui Terre Nostre e Marco Francalancia.

 
La Società Culturale Fortini condivide con Oicos questa tappa che gode anche del patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Perugia.
Continueremo, tempo ed energie permettendo, a visitare da stranieri la nostra terra per fissare in immagini e video quanto merita di essere esposto, sia esso cosa naturale, esperienza umana o comunitaria, bene o reperto culturale.
il sito ufficiale di affiliati Peducci Savini

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Paolo Ansideri
 
L’ESTETICA CONTEMPORANEA È IN CONTINUA DEFORMAZIONE
Hanno le opere in tutto il mondo e godono di un apprezzamento vasto, da parte di competenti e appassionati. Si sono installati in Assisi da un quinquennio, occupando un laboratorio della pietra che ha subito il destino di tante attività artigianali del territorio: abbandonato. Hanno scelto consapevolmente questa sede e ci lavorano con entusiasmo, orgoglio ed umiltà.
Sarebbe scontato associare alla loro origine umbra e toscana l’ironia, ma sarebbe più appropriato parlare di sarcasmo. Sta qui parte dell’originalità del loro lavoro in quanto il loro sarcasmo, raro o inesistente altrove nella scultura, anche quella più ardita, si confronta, nasce da un’elaborazione tecnica e manuale che ha del sorprendente. Come potrebbe essere definito altrimenti un lavoro che ha per titolo Sacco per riciclaggio stilistico o Ammorbidente della Quercia? Un sarcasmo elegante, raffinato, rivolto alla percezione dell’arte e della sua storia messa a confronto con le istanze estetiche dell’oggi.
Nella rivisitazione delle opere di varie derivazioni classiche, Donatello, Michelangelo, la statuaria greca, romana e mediorinascimentale o, magari anche quella meno nota o più vicina a noi, rielaborata come se fosse detrito, combustione, copia in materiale vile, la simulazione del polistirolo.
Decisamente valida sotto diversi punti di vista, la messa a disposizione di un’eventuale infanzia fruitrice, di opere del passato riprodotte in materiali molli, in sostituzione degli insignificanti bucciotti con cui si fanno giocare i bambini.
Grandi programmi sono continuamente in via di realizzazione.
Restringere ad abilità, talento, progettualità, ironia (o sarcasmo) il loro lavoro, sarebbe riduttivo, Matteo Peducci e Mattia Savini sono impegnati anche nel campo della collaborazione scientifica con la normale di Pisa su un progetto sui conduttori ed altro che sfiora la fantasia, ma è certezza basata sulla ricerca e sulla sperimentazione e, soprattutto, sono profondamente radicati nel contemporaneo, con una visone prospettica sul futuro, anche se il materiale che trattano è per lo più quello della tradizione della scultura, quello di Prassitele, di Jacopo della Quercia di Donatello, di Michelangelo, nomi citati (non) a caso, perché da essi attingono direttamente per proporre la “continua deformazione dell’estetica contemporanea”.
Sono giovani e in un certo senso scambievoli, anche nella reciprocità del pensiero e il termine Affiliati che connota la ragione sociale della loro factory, dichiara qualcosa di più di un sodalizio artistico e di una comune provenienza di formazione, c’è e si vede nel loro lavoro una convergenza di stilemi e di poetica, di estetica, di studi che pare non nascere da una dialettica, bensì da assiomi condivisi in origine, tanto che, alla luce di quanto si percepisce, non si riesce ad attribuire all’uno o all’altro le opere. Decisamente straordinario il loro catalogo, anche non considerando soltanto la loro giovane età.
Forse a quelli che frequentano la loro scuola, un manipolo di giovani dediti a respirare marmo, non solo metaforicamente, insegnano, in analogia con quanto facevano, mutatis mutandis, i Carracci nell’Accademia dei Desiderosi, memoria e futuro, sulla base di un confronto attivo, beneficiando anche della notevole quantità di calchi che conservano nel loro atelier-soggiorno, scaturigine dei loro interventi.
Concettuale potrebbe essere la categoria del loro agire artistico, la definizione che, volendo usare schemi di comodo, maggiormente si attaglia alla loro produzione. Ma alla pienezza di senso delle sculture si aggiunge, appunto, la scultura, l’elaborazione, prima progettuale del pezzo, poi l’attacco con i mezzi della moderna tecnologia, quindi le finiture, che, talvolta – si potrebbe dire sempre in quanto la cura estrema delle finiture è parte integrante delle loro procedure – presentano dettagli virtuosistici.
Protetti dalla parete di pietra della cava, da adattare alla loro weltanschauung, guardano alla valle del Tescio e in tralice al cimitero (!), lavorano indefessamente e appassionatamente. Hanno idee, non solo estetiche, profondamente scolpite che chiamano al confronto
Enrico Sciamanna
 
03/11/2017
Paolo Ansideri

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