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Bastia Umbra
9 Agosto 2022
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Corriere dell'Umbria

“Chi muore vive nel cuore di chi resta Ciao Antonio”

funeraleantonioFolla di giovani al funerale del quindicenne ucciso da un palo a Bastia Il vescovo Sorrentino conforta i famigliari: “Siate uniti, lui vi parla dal cielo”
BASTIA UMBRA Lo strazio per la perdita di un figlio di 15 anni, il dolore per non poter vivere il resto della vita accanto al fratello, l’incredulità per la morte di un amico hanno accomunato, nella chiesa di San Michele Arcangelo familiari e amici di Antonio Perrella, il ragazzo che nella notte fra l’8 e il 9 agosto è morto al campetto di calcio di viale Giontella, schiacciato da uno dei pali sui quali si era arrampicato. Accanto a loro tutta Bastia, che nel giorno di Ferragosto si è stretta attorno alle persone che più avvertono la mancanza di Antonio e che insieme a lui avevano il desiderio di affrontare la vita. Con Antonio, posto nella bara adagiata ai piedi dell’altare, ha continuato a parlare il vescovo Sorrentino, convinto che “nella nostra fede noi sappiamo che tu sei vivo”. Gli ha voluto parlare come se Antonio stesse continuando a seguire quel percorso di formazione che lo avrebbe portato a ricevere la cresima. “Vogliamo continuare ad accompagnarti – ha detto monsignor Sorrentino – in questo dialogo con Gesù, per essere una famiglia, accanto alla tua famiglia”. Toccante il passo dell’omelia con cui ha cercato di dare conforto ai familiari: “Antonio vi parla dal cielo. Siate uniti, vi dice, continuate a essere uniti e sentirete che io sono ancora in mezzo a voi. Non lo vedrete più fra voi,ma con il cuore lo sentirete ancora accanto a voi”. Fuori dalla chiesa,in piazza Mazzini,manifestazioni d’affetto altrettanto forti. Su tutte, lo striscione appeso al balcone di un palazzo.Due grossi cuori blu,le forme degli amici e una scritta: “Chi muore vive nel cuore di chi resta. Ciao Antonio”. Chiesa gremita e centinaia di giovani fuori, all’uscita della bara, accompagnata dai genitori,mentre decine di palloncini bianchi volavano in cielo, ad annunciare, lassù, l’arrivo di Antonio, della sua anima, della sua voglia di vivere, la stessa che in una calda domenica d’agosto lo ha strappato all’affetto dei suoi cari.

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