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25 Settembre 2022
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Assisi

PRG di Assisi: l’interrogazione del consigliere regionale Paolo Brutti

Paolo Brutti

Interrogazione alla Giunta Regionale

Premesso che:
–    il Prg strutturale del Comune di Assisi, in fase di approvazione, prevede un notevolissimo ampliamento delle quantità volumetriche anche dopo l’intervento di ridimensionamento operato dalla Provincia di Perugia:
–    tale notevolissimo ampliamento riguarda pressoché tutti i perimetri degli ambiti urbani, soprattutto delle frazioni minori;
–    questo ampliamento non è compatibile con la  tutela del territorio comunale, interamente vincolato sotto l’aspetto paesaggistico – ambientale, e con la salvaguardia  delle zone agricole;
–    l’ampliamento in questione condurrà inevitabilmente ad un maggiore consumo di suolo ed al rischio di una ulteriore cementificazione indipendentemente dalle quantità volumetriche previste dal Prg strutturale dopo l’intervento della Provincia;
–    sarebbe stato opportuno, necessario e dovuto per non incorrere in una “culpa in vigilando” che l’intervento della Provincia avesse richiesto tassativamente il restringimento delle perimetrazioni urbane previste;
–    l’ampliamento dei perimetri urbani condurrà inevitabilmente ad un ampliamento della urbanizzazione dell’ambito peri-urbano e alla trasformazione di molti terreni ancora a vocazione agricola in territori pianificati urbani;
–    nel piano manca una valutazione attendibile e una adeguata normativa degli ambiti peri-urbani.

Considerato inoltre che:
–    in sede di conferenza partecipativa del Documento Programmatico del nuovo PRG la Regione dell’Umbria con determinazione dirigenziale 5586 del 9 luglio 2004, ha tra l’altro osservato la necessità di “…coordinare in sede di Prg le previsioni con quanto programmato negli ambiti territoriali dei comuni contermini…“ e che questo coordinamento non è stato di fatto effettuato, non comparendo alcuna indicazione, in merito, nella Relazione illustrativa  e che conseguentemente non sembra essere stata effettuata alcuna scelta relativa a tale necessario operato;
–    il Documento Programmatico del Prg, approvato nel 2004, affrontava, con specifiche indagini specialistiche, il tema della mobilità e delle infrastrutture da integrare e modificare in funzione dei collegamenti generali esistenti nel territorio e la rete di mobilità regionale e intercomunale, mentre nell’attuale piano strutturale, come si evince dalla relazione illustrativa del Prg, non sono  esplicitate le scelte operate.
Sottolineato con particolare preoccupazione che:
–    il Piano non è stato sottoposto a VAS, in contrasto con le previsioni della normativa regionale vigente, con l’argomentazione fallace che tale valutazione non era prevista dalla pregressa normativa urbanistica (l.r. 31/97), mentre è evidente che la valenza del territorio assisiate rende necessaria tale valutazione complessiva che non può essere omessa;
–    il principio guida dell’operato della pubblica amministrazione, quello della trasparenza delle scelte generali e programmatiche che vengono operate anche attraverso una adeguata partecipazione della cittadinanza, è contraddetto dal fatto molto grave che le modifiche  apportate al Prg, nel corso del suo iter di esame in sede provinciale, rispetto alle previsioni iniziali adottate dal Consiglio Comunale potranno essere conosciute dalla cittadinanza solo in sede di definitiva approvazione non essendo prevista per il Piano una ulteriore pubblicazione, con grave compromissione del diritto dei cittadini a conoscere le scelte di programmazione che vanno ad incidere considerevolmente sul loro futuro;
–    la Regione in sede di approvazione del PRG vigente nell’anno 2004, aveva operato delle consistenti riduzioni del dimensionamento previsto dal Piano e delle previsioni pianificatorie, in quanto già allora considerava di fatto il Piano sovradimensionato e chiedeva al Comune di riesaminare attentamente tale dimensionamento nel nuovo PRG strutturale già in corso di redazione, operando una drastica riduzione;
–    il nuovo PRG strutturale ha nuovamente inserito invece la quasi totalità di tutte le zone a suo tempo stralciate, che spesso andavano ad interessare le così dette “aree agricole di pregio”;
–    questo fatto incontrovertibile contrasta gravemente con quanto indicato dalla Regione in sede di approvazione del PRG vigente 2004 nel Decreto di approvazione dell’agosto 2004 e rende assolutamente necessario un intervento diretto della Regione stessa per bloccare la revisione delle indicazioni vincolanti a suo tempo emanate;
–    è inoppugnabile che SE Il PRG DEL 2004 ERA CONSIDERATO DALLA REGIONE SOVRADIMENSIONATO, A MAGGIOR RAGIONE TALE GIUDIZIO VALE OGGI,  QUANDO IL NUOVO PRG INTRODUCE LE ZONE A SUO TEMPO STRALCIATE E OPERA ULTERIORI NUOVI INCREMENTI DI DIMENSIONAMENTO;
–    tutto ciò non può essere trascurato e lasciato correre con comportamento omissivo da parte della Giunta regionale.

Preoccupazione e sconcerto induce il fatto che:
–    la Soprintendenza non sia stata invitata a partecipare alla Conferenza Istituzionale di esame e approvazione del nuovo PRG parte strutturale di Assisi, pur essendo questo territorio integralmente vincolato e quindi soggetto al controllo specifico della Soprintendenza, oltre ad essere un territorio patrimonio Unesco e quindi soggetto ad una specifica tutela da parte del Ministero dei B.C.;
–    la normativa regionale (L.R. 11/2005) non preveda la presenza della Soprintendenza quale istituzione nell’ambito della Conferenza Istituzionale di esame dei PRG e quindi che tale istituzione si troverà a operare sul Piano a scelte avvenute e che a tutt’oggi la Giunta Regionale non abbia inteso proporre una modifica della normativa  per consentire la necessaria presenza della la Soprintendenza nell’ambito della conferenza istituzionale per l’esame dei Piani Urbanistici, là ove i territori siano soggetti a vincolo paesaggistico-ambientale;
–    non si voglia tenere in alcun conto che tutti gli interventi edilizi e i piani di dettaglio attuativi dei PRG in zone vincolate, e in particolare del PRG di Assisi, sono soggetti per normativa al controllo della Soprintendenza;
–    tale fatto una volta operate le scelte generali da parte del PRG parte strutturale potrebbe condurre a notevoli contrasti istituzionali e operativi in sede attuativa difficilmente colmabili in quanto la Soprintendenza, alla fine, potrebbe di fatto anche disconoscere  le previsioni dei PRG per la  tutela ambientale e paesaggistica del territorio vincolato

Tutto ciò premesso e sottolineato, con preoccupazione e sconcerto, si chiede alla Giunta che:
–    poiché la Regione ha una diretta responsabilità pianificatoria per la tutela dei territori assoggettati a vincolo ambientale e paesaggistico e in particolare dei territori dichiarati dall’Unesco patrimonio dell’umanità, in quanto ha in corso la  redazione il Piano paesaggistico regionale, già adottato; la Provincia di Perugia ha una delega regionale per il vaglio e l’accettazione dei PRG e la deve quindi esercitare secondo i principi, gli obiettivi e le direttive della regione stessa si chiede alla Giunta di assumere tutte le informazioni presso  la Provincia per comprendere il mancato rispetto, in sede di esame istruttorio, delle direttive a suo tempo assunte dalla Regione con Decreto agosto 2004 in merito al contenuto e alla stesura del nuovo PRG e presso la  Soprintendenza in merito alle osservazioni formulate dalla stessa  sul  Piano di Gestione del sito Unesco di Assisi, adottato dal Comune congiuntamente al PRG strutturale, onde poter verificare, in sede di Conferenza Istituzionale, la congruità delle scelte operate dal Prg per l’accoglimento di tali osservazioni; ciò anche allo scopo di non incorrere in gravi censure per il concorso ad un danno irreversibile di un sito Unesco che potrebbero pregiudicare il risultato della gara per fare di Perugia e Assisi congiuntamente la capitale europea della cultura.

Consigliere Paolo Brutti

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