COMUNICATO STAMPA
CONSIGLIERE FASULO (FORZA ITALIA): “HO CHIESTO DI POTER ISPEZIONARE PERSONALMENTE IL CANTIERE DELLA STRUTTURA POLIVALENTE DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI. MENTRE IL SINDACO STOPPINI BOCCIA IL PALASPORT CON BASTIA, ASSISI RISCHIA DI PERDERE ANCHE SCUOLA, GUARDIA MEDICA E IL SUO FUTURO.”
Il Capogruppo di Forza Italia Francesco Fasulo: «Ho chiesto di poter ispezionare personalmente il cantiere del Polivalente Migaghelli per verificare lo stato reale dei lavori, le cause dei ritardi e come siano stati impiegati i soldi pubblici in un’opera ferma da troppo tempo. Mentre si paralizza un’opera attesa dalla città, si boccia per puro campanilismo il Palasport intercomunale e si resta immobili davanti al rischio di perdere scuola e Guardia Medica. Una Giunta senza visione che sta facendo pagare ad Assisi un prezzo altissimo in termini di infrastrutture, servizi, investimenti e futuro».
Assisi, 07/07/2026 – L’associazionismo sportivo nel territorio del Comune di Assisi sta vivendo una crisi strutturale senza precedenti, una crisi notoria che rischia di soffocare il futuro delle nostre realtà locali. Società di calcio, basket, volley, arti marziali e tante altre discipline si trovano quotidianamente a fare i conti con una drammatica realtà: la totale assenza di sedi e strutture adeguate dove poter esercitare le proprie attività, programmare gli allenamenti e far crescere i giovani. Una situazione di stallo che mortifica il tessuto sociale della nostra comunità e di fronte alla quale l’attuale amministrazione comunale guidata dal sindaco Stoppini si sta dimostrando incapace di dare risposte concrete.
Il “giallo” del Polivalente al Migaghelli: Fasulo chiede l’ispezione interna
La risposta della nuova Giunta a questa emergenza doveva essere la struttura polivalente presso lo stadio “Giuseppe Migaghelli” di Santa Maria degli Angeli, ereditata dalle programmazioni precedenti e ancora oggi al centro di ritardi infiniti. Un’opera che, tuttavia, appare ancora in altissimo mare.
“Dall’esterno il cantiere del Polivalente appare completamente paralizzato”, dichiara con durezza il Consigliere Francesco Fasulo, capogruppo di Forza Italia ad Assisi. “Siamo passati da una previsione di spesa iniziale di 450mila euro a un esborso che oggi sfiora i 2 milioni di euro, a colpi di mutui che graveranno sulle tasche dei cittadini, senza che le nostre società sportive abbiano ancora un metro quadro a disposizione. Per fare chiarezza e verificare il reale stato di avanzamento dell’opera – annuncia Fasulo – ho formalmente depositato una richiesta per poter ispezionare la struttura al suo interno. Vogliamo vedere cosa c’è dietro quelle recinzioni, perché la narrazione della Giunta Stoppini non corrisponde alla realtà che i cittadini vedono ogni giorno”.
La miopia della Giunta sul Palasport intercomunale con Bastia Umbra: il diritto dice sì, Stoppini dice no
Accanto ai ritardi interni, il capogruppo di Forza Italia solleva un’aspra critica politica riguardo alla clamorosa opportunità persa dall’amministrazione assisana: la proposta avanzata dal Comune di Bastia Umbra per la realizzazione in comunione di un grande Palazzetto dello Sport. La struttura, finanziata per 3 milioni di euro dal bando nazionale “Sport e Periferie” su un progetto complessivo di 7 milioni, verrebbe collocata nella zona industriale di Bastia, a ridosso del confine tra i due comuni. Un’area baricentrica, strategica e interconnessa.
La scelta della Giunta Stoppini di declinare l’invito viene definita da Fasulo come l’emblema di una “totale miopia politica e amministrativa”. Una miopia che — e questo è il punto decisivo — non trova alcuna giustificazione sul piano giuridico. L’ordinamento italiano non solo consente, ma incentiva attivamente la cooperazione intercomunale per la realizzazione e gestione di opere pubbliche.
Gli strumenti giuridici che la Giunta finge di ignorare
L’ordinamento mette a disposizione dei comuni strumenti collaudati per la cooperazione intercomunale: la convenzione ex art. 30 del D.Lgs. 267/2000 per lo svolgimento coordinato di funzioni e servizi; l’accordo di programma ex art. 34 del D.Lgs. 267/2000, pensato specificamente per opere che richiedono l’azione integrata di più enti; il consorzio ex art. 31 del D.Lgs. 267/2000 per la gestione associata. Sul versante societario, l’art. 4 del D.Lgs. 175/2016 consente espressamente di costituire società per la progettazione e realizzazione di opere pubbliche sulla base di accordi di programma tra amministrazioni. Quanto alla localizzazione, l’art. 38, comma 2, lett. b), del D.Lgs. 36/2023 (Codice Appalti) prevede una corsia dedicata alle opere che interessano il territorio di almeno due comuni. Il quadro è completato dal D.Lgs. 201/2022, art. 5, che incentiva le aggregazioni volontarie tra enti locali per massimizzare l’efficienza dei servizi.
A ciò si aggiunge un dato giurisprudenziale dirimente: la gestione degli impianti sportivi comunali è qualificata come servizio pubblico locale, non come mera concessione di bene. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, sentenza n. 2506 del 2024, affermando che l’utilizzo del patrimonio sportivo «si fonde con la promozione dello sport che, unitamente all’effetto socializzante ed aggregativo, assume il ruolo di strumento di miglioramento della qualità della vita». Cooperare non è una svendita, ma l’adempimento di un dovere di servizio pubblico verso cittadini di comunità già profondamente interconnesse. E il TAR Lombardia – Brescia, sentenza n. 498 del 2019, ha chiarito che ciascun ente conserva la facoltà di recesso dalle convenzioni ex art. 30 TUEL: nessuna perdita di sovranità, dunque, ma piena reversibilità dell’impegno.
I vantaggi concreti della cooperazione: economie di scala, finanziamenti e capacità progettuale
Sul piano operativo, i benefici di una gestione intercomunale del Palasport sono evidenti e misurabili.
Economie di scala. La condivisione dei costi di realizzazione e gestione consente una struttura di livello superiore — per capienza, dotazioni tecniche e polifunzionalità — rispetto a quanto ciascun comune potrebbe permettersi singolarmente. Un impianto da 7 milioni di euro, con 3 milioni già coperti dal bando “Sport e Periferie”, ha una sostenibilità finanziaria radicalmente diversa se ripartita su due bilanci comunali.
Maggiore capacità di attrazione di finanziamenti. I bandi pubblici — nazionali ed europei — premiano sempre più i progetti intercomunali e di area vasta. La compartecipazione di due enti locali costituisce un elemento premiante in sede di valutazione delle candidature.
Bacino d’utenza ampliato. Un Palasport al confine tra Assisi e Bastia Umbra servirebbe naturalmente entrambe le comunità, con un bacino di potenziali fruitori — società sportive, scolaresche, cittadini — pressoché raddoppiato. Questo aumenta la sostenibilità economica della gestione, riducendo il rischio di strutture sottoutilizzate e cronicamente in perdita.
Ottimizzazione urbanistica. La collocazione in zona industriale di Bastia, a ridosso del confine, garantisce accessibilità da entrambi i territori senza consumare nuovo suolo in aree pregiate. Una scelta di razionalità urbanistica che l’art. 38 del Codice Appalti già contempla e agevola.
La battaglia di Fasulo sui servizi essenziali: la scuola e la guardia medica non sono merce di scambio
Il Consigliere Fasulo non è nuovo a questo genere di battaglie e la sua coerenza è sotto gli occhi di tutti. “Pur essendo di un segno politico opposto rispetto all’amministrazione di Bastia Umbra, ritengo che l’appartenenza partitica non possa e non debba mai compromettere una gestione del territorio finalizzata a dare risposte concrete ai cittadini. La politica deve essere al servizio della comunità, non dei propri posizionamenti”.
Ma è proprio la Giunta Stoppini a rendersi colpevole di un doppio standard che grida vendetta. A fronte del rifiuto opposto al Palasport intercomunale — motivato con una presunta difesa dei confini territoriali — la stessa Giunta ha assistito inerte, quando non complice, allo spostamento di un ramo fondamentale dell’Istituto Properzio nel territorio di Bastia Umbra. Una scelta che ha impoverito l’offerta formativa di Assisi e costretto decine di famiglie a riorganizzare la propria quotidianità. “Non una parola, non un gesto, non una delibera per trattenere quel presidio educativo nella nostra città”, tuona Fasulo. “Ma quando si tratta di costruire insieme un impianto sportivo che servirebbe entrambe le comunità, allora scatta la difesa a oltranza dei sacri confini. È una contraddizione che offende l’intelligenza dei cittadini”.
E il paradosso è destinato ad aggravarsi. Si sta infatti profilando — nei tavoli sanitari regionali — il trasferimento della continuità assistenziale, la Guardia Medica, ancora una volta nel comune limitrofo. Un servizio essenziale, presidio di prossimità per anziani, famiglie e soggetti fragili, rischia di essere allontanato dal territorio assisano senza che la Giunta Stoppini abbia ancora messo in campo una strategia credibile per trattenerlo. “Su questi temi la mia battaglia non muta e non muterà mai”, dichiara Fasulo con fermezza. “Rimango fermamente contrario al depauperamento del nostro territorio. Scuola e sanità sono l’architrave della comunità. Ma proprio per questo trovo intollerabile che si usi la scusa della difesa dei confini solo quando fa comodo — contro lo sport — e la si abbandoni quando si tratta di servizi essenziali che se ne vanno sotto gli occhi di tutti. Collaborare per costruire una nuova e grande infrastruttura sportiva comune non avrebbe tolto nulla ad Assisi, avrebbe anzi aggiunto valore. Restare a guardare mentre la scuola e la guardia medica se ne vanno, questo sì è un danno irreparabile”.
La Giunta Stoppini e l’occasione perduta: non è questione di opinioni, è questione di diritto
A questo punto il rifiuto opposto dalla Giunta Stoppini alla proposta di Bastia Umbra non si presta più a essere derubricato a legittima divergenza di vedute politiche. Diventa un errore amministrativo con potenziali profili di responsabilità.
Perdere l’occasione di un cofinanziamento pubblico di 3 milioni di euro per una struttura sportiva che servirebbe il territorio significa privare deliberatamente i cittadini di un servizio che l’ordinamento qualifica come pubblico e che lo stesso ordinamento incentiva quando gestito in forma aggregata. Significa ignorare strumenti giuridici — convenzioni, accordi di programma, consorzi — che il legislatore ha messo a disposizione proprio per superare i limiti dimensionali e finanziari dei piccoli comuni.
E, soprattutto, significa anteporre il calcolo elettorale di breve periodo all’interesse della comunità. Perché, al di là delle dichiarazioni di facciata, non esiste una sola ragione giuridica — non una — che impedisca ad Assisi e Bastia Umbra di sedersi a un tavolo e progettare insieme il futuro sportivo del territorio.
Conclusioni
Le vedute dell’attuale Giunta vengono liquidate da Fasulo come “miopi, retrograde e ancorate a vecchie logiche campanilistiche, finalizzate esclusivamente a meri tornaconti elettorali e alla visibilità di bottega”. Un giudizio che, alla luce del quadro normativo e giurisprudenziale, trova solidissime fondamenta.
“Assisi merita molto di più”, conclude Francesco Fasulo. “Merita una visione di gestione del territorio e dei servizi che sia ampia, moderna ed europea. Continuare a guardarsi l’ombelico con la scusa della continuità, mentre le società sportive muoiono e i cantieri restano fermi, è un lusso che la nostra città non può più permettersi. Il diritto offre tutte le soluzioni. Manca solo la volontà politica di coglierle.”

Francesco Fasulo
Consigliere Comunale di Opposizione
Capogruppo di Forza Italia Assisi e Frazioni
Consigliere di Strada
