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Bastia Umbra
6 Luglio 2020
Terrenostre 4.0 giornale on-line, Assisi, Bastia Umbra, Bettona, Cannara
Editoriale

Diamo risposte di senso…

Camminare di notte, in solitudine, fra gli alberi di un bosco ci costringe a cercare i labili raggi della luce lunare. Guardiamo in alto, scrutiamo tra le fronde. A volte il sentiero si illumina, altre no. Ci fermiamo cercando di permettere alla vista di andare oltre. Un breve indugio. Esaminiamo il terreno per evitare le radici delle piante in superficie e i piccoli avvallamenti. Il respiro diventa affannoso e la mente offuscata. Allora lo sguardo si muove intorno al nostro corpo. I piccoli rumori dei rami spezzati, il sibilo del vento e gli sporadici rumori degli animali notturni a volte ci fanno compagnia, ma in altri momenti ci preoccupano.

Tutto accade in un tempo breve o indefinito? Come procedere? Dove cercare il percorso giusto? Quale “abito” devo indossare? Allora il pensiero si manifesta, ma… è un fido scudiero, una porta stretta o una fune tesa? Non importa sapere quale sia la sua forma. L’importante è avere il coraggio di pensare, di scegliere, di procedere.
La nostra esistenza chiede sempre risposte di senso, di cuore, di fede.

 

  • Il lockdown del Coronavirus ha colpito anche noi di Terrenostre impedendo l’uscita del periodico nel mese di aprile e ostacolando notevolmente la relativa raccolta pubblicitaria. Ci siamo rimboccati le maniche lavorando ancora di più nel nostro portale on-line www.terrenostre.info raggiungendo notevoli risultati. (Leggere con attenzione le pagine 4 e 5 dell’edizione cartacea).
    Oggi più che mai l’informazione influenza la nostra vita e le nostre sicurezze. Le notizie sono una cosa seria e noi della redazione ci sentiamo costantemente responsabili. Terrenostre di questo mese di maggio è il nostro punto di ripartenza.

1 commento

Virgilio P. 30 Giugno 2020 at 15:23

Gent.mo sig. Francesco,
le scrivo per tributarle tutto il mio apprezzamento per il meraviglioso Editoriale. Le confesso e credo che già solo dal titolo il suo Editoriale merita un’analisi attenta e profonda!
Anzitutto DIAMO RISPOSTE. Ci si potrebbe chiedere: Chi ha le risposte? Chi dovrebbe trovarle? Perché dovrebbero andare bene per tutti? Come mai dovremmo sforzarci di cercarle se non ne abbiamo voglia?
Poi aggiunge DI SENSO. E qui si apre un mondo, un universo o forse un …. multiverso. Viviamo in una società basata sul business, sulle logiche di marketing, sul profitto. Crediamo di essere furbi quando riusciamo a passare avanti a qualcuno in coda per una commissione o un acquisto, ci diamo da fare per lavorare ed averne un profitto, ma per ottenerlo non ci facciamo scrupoli se si tratta di non fare uno scontrino, una fattura, o non scontare un bene o un servizio se abbiamo davanti una brava persona che però abbiamo capito essere ingenua. Addirittura insegniamo ai figli che se possono devono copiare, inventare scuse o quant’altro perché così dimostrano di essere svegli. Non siamo poi così diversi dai nostri antenati latini che dicevano: MORS TUA, VITA MEA!
Se questo è dare un senso … personalmente mi dissocio da tutto e tutti non perché mi ritengo più bravo, più capace, più integerrimo degli altri, Un certo Salomone (figlio di Davide re d’Israele) conosciuto come re e uomo estremamente saggio scrisse quanto segue: “L’oppressione può far agire follemente il saggio …” ed io come tutti sono un uomo oppresso dai miei problemi e dalle ansie che la vita moderna procura.
E allora come dare un senso? Forse potremmo fare nostra questa frase di Albert Einstein: “Ci sono due modi di vivere la vita. Uno è pensare che niente è un miracolo.”
Mi fermo un attimo prima di scrivere il secondo modo … Questo è il modo di vivere più attualmente diffuso. Con i ritmi che ci sono quando ci prendiamo il tempo di ascoltare il cinguettio di un uccellino, ammirare un tramonto, passeggiare in un prato, giocare con il nostro pet invece che solo portarlo a fare i bisogni, accarezzare il nostro coniuge, ascoltare i nostri figli? Ma poi perché dovremmo farlo? NIENTE è un miracolo. Siamo il prodotto del caso, di miliardi di errori che in milioni di anni hanno selezionato i più adatti, in fondo siamo animali più acculturati. Perciò perché dare un senso? Siamo: HOMO HOMINI LUPUS [(lat. «l’uomo è lupo per l’uomo»). – Proverbio pessimistico, derivato dall’Asinaria di Plauto, II, 4, 88 (lupus est homo homini, non homo), che vuole alludere all’egoismo umano, e assunto dal filosofo T. Hobbes, nella sua opera De cive, per designare lo stato di natura in cui gli uomini, soggiogati dall’egoismo, si combattono l’un l’altro per sopravvivere.]
Quindi a posto, tutti a casa e continuiamo a fare come ci pare …
Einstein aggiunge: L’altro modo di vivere la vita è pensare che ogni cosa è un miracolo.
Io saluto e ringrazio accomiatandomi in punta di piedi per PROVARE A VIVERE PENSANDO CHE OGNI COSA E’ UN MIRACOLO

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