18.7 C
Bastia Umbra
4 Maggio 2026
Terrenostre 4.0 giornale on-line Assisi, Bastia Umbra, Bettona, Cannara
Assisi Politica

Stangata record sulla caccia: la Giunta Proietti colpisce tutta l’Umbria, penalizzando anche i cacciatori del territorio assisano

COMUNICATO STAMPA

STANGATA RECORD SULLA CACCIA:
LA GIUNTA PROIETTI COLPISCE TUTTA L’UMBRIA,
PENALIZZANDO ANCHE I CACCIATORI DEL TERRITORIO ASSISANO

Il Consigliere Fasulo (Forza Italia):
“Aumenti fino al 40% tra tasse e quote, senza alcun miglioramento dei servizi. I cacciatori rischiano di essere trattati come un bancomat: mi opporrò con forza in ogni sede per difendere cittadini, territorio e tradizioni”

 

Assisi, 04/05/2026 – Il Consigliere Comunale di Assisi Francesco Fasulo, Capogruppo di Forza Italia, denuncia pubblicamente l’ennesimo aggravio fiscale che l’amministrazione regionale guidata dalla Presidente Proietti ha imposto ai cittadini umbri: questa volta a farne le spese sono i cacciatori, colpiti da aumenti pesantissimi delle tasse e delle quote per l’esercizio dell’attività venatoria.

Gli aumenti in numeri: quanto dovranno pagare in più i cacciatori

La manovra fiscale regionale per il 2026, approvata dalla Giunta Proietti, ha previsto un rincaro generalizzato dei costi che ogni cacciatore umbro deve sostenere per praticare la propria passione:

  1. TASSA DI CONCESSIONE REGIONALE: La quota annuale che storicamente in Umbria era fissata a 84,00 euro è destinata ad aumentare. La normativa consente alla Regione di incrementare questa tassa ogni anno fino al 20% dell’importo precedente, oppure nella misura maggiore stabilita dallo Stato per le tasse governative. Questo significa che un cacciatore potrebbe trovarsi a pagare fino a oltre 100 euro solo per la tassa regionale.
  2. QUOTE AMBITI TERRITORIALI DI CACCIA (ATC):Con delibera regionale del 29 aprile 2026, la Giunta ha uniformato le quote annuali di iscrizione ai tre Ambiti Territoriali di Caccia regionali. In particolare:
    • ATC 1 (Perugino) e ATC 2 (Folignate-Spoletino): le quote sono state innalzate a 51,65 euro, per allinearle a quanto già previsto per l’ATC 3 (Ternano)
    • Precedentemente i cacciatori dell’ATC 1 e 2 pagavano quote inferiori, ora subiscono un rincaro sostanziale
  1. COSTI AGGIUNTIVI: A questi importi vanno aggiunti:
    • Le quote per la caccia al cinghiale in battuta (circa 250,00 euro per squadra più 25,00 euro per ciascun cacciatore iscritto alla squadra)
    • L’assicurazione obbligatoria
    • Le spese per il rinnovo della patente venatoria
    • Il tesserino digitale obbligatorio per gli under 65 tramite l’App “Umbria Caccia”

IL CONTO TOTALE: Un cacciatore umbro che voglia esercitare regolarmente l’attività venatoria, compresa la caccia al cinghiale, si trova oggi a dover versare oltre 350-400 euro all’anno, con aumenti che possono arrivare al 30-40% rispetto agli anni passati.

La Regione Umbria tra le più care d’Italia

Le associazioni venatorie regionali (Federcaccia, Libera Caccia) hanno espresso forte contrarietà, sottolineando come l’Umbria rischi di diventare una delle regioni più care d’Italia per i cacciatori. Paradossalmente, regioni con territori venatori più ampi e con maggiori servizi applicano costi inferiori.

Aumenti senza servizi: ecco il vero problema

“Il punto non è solo l’entità degli aumenti, che pure è rilevante per tante famiglie umbre”, dichiara il Consigliere Fasulo. “Il problema è che a fronte di questi rincari non corrisponde alcun miglioramento dei servizi offerti ai cacciatori. Non ci sono investimenti nella gestione del territorio, non c’è maggiore flessibilità nei calendari venatori, non ci sono interventi per contrastare i danni da fauna selvatica che colpiscono le nostre campagne. I cacciatori umbri pagano di più per avere lo stesso, se non peggio.”

La normativa nazionale prevede che le tasse di concessione regionale possano essere aumentate “per garantire l’equilibrio di bilancio e finanziare i servizi essenziali”. Ma, secondo Fasulo, la Regione sta usando i cacciatori come bancomat senza investire nelle politiche faunistico-venatorie che pure giustificherebbero questi prelievi.

Le quote ATC: uniformazione al rialzo

Particolarmente contestata è la decisione della Giunta regionale di uniformare le quote degli Ambiti Territoriali di Caccia verso l’alto. La legge regionale e la giurisprudenza amministrativa (come confermato dalla sentenza del TAR Umbria n. 136/2012) prevedono che le quote possano essere differenziate tra ATC diversi quando giustificate da “specifiche esigenze gestionali del territorio di competenza”.

“Invece di migliorare la gestione dell’ATC 3 portandolo agli standard degli altri due, la Giunta Proietti ha deciso di livellare verso l’alto, penalizzando i cacciatori di Perugia e Foligno”, attacca Fasulo. “È una scelta ideologica, non tecnica. Si poteva uniformare verso il basso, ma evidentemente servivano più soldi nelle casse regionali.”

La stangata totale: caccia + IRPEF

Questo aumento delle tasse venatorie si inserisce nel più ampio contesto della manovra fiscale 2026 della Regione Umbria, che ha previsto anche la rimodulazione delle addizionali IRPEF regionali. “I cacciatori umbri vengono colpiti due volte: come contribuenti con l’aumento dell’IRPEF regionale, e come appassionati con l’aumento delle tasse di caccia”, prosegue Fasulo. “Questa è la stangata fiscale firmata Proietti: più tasse, meno servizi.”

Il rischio: meno licenze, più abusivismo

Le associazioni venatorie temono che questo rincaro, unito all’obbligatorietà del tesserino digitale e alle altre restrizioni, possa portare a un ulteriore calo delle licenze rinnovate. “Molti cacciatori, soprattutto anziani e con redditi modesti, stanno valutando di rinunciare”, spiega Fasulo. “E quando le persone oneste rinunciano perché non possono più permetterselo, il rischio è che aumenti il bracconaggio e l’abusivismo, con danni ancora maggiori per l’ambiente e la fauna.”

La posizione di Forza Italia: basta tasse, più efficienza

“Come Capogruppo di Forza Italia mi oppongo con forza a questa logica di aumentare sempre le tasse senza migliorare i servizi“, conclude il Consigliere Fasulo. “I cacciatori umbri non sono un bancomat da cui prelevare a piacimento. Sono cittadini che praticano un’attività legale, spesso legata alla tradizione e alla cura del territorio, e meritano rispetto.”

Fasulo annuncia che in qualità di Consigliere di Forza Italia chiederà formalmente l’accesso agli atti della Giunta Regionale per verificare nel dettaglio la delibera del 29 aprile 2026 sull’uniformazione delle quote ATC e la manovra fiscale che ha aumentato la tassa di concessione regionale. “Voglio vedere nero su bianco dove vanno a finire questi soldi e se davvero vengono reinvestiti nella gestione faunistica.”

Appello ai cacciatori: “Fatevi sentire”

“Invito tutti i cacciatori umbri, e in particolare quelli del territorio di Assisi e di tutte le frazioni, a far sentire la loro voce”, conclude Fasulo. “Le associazioni venatorie stanno protestando, ma serve anche la mobilitazione dei singoli cittadini. Scrivetemi, segnalatemi i disagi, fatemi sapere cosa pensate di questa amministrazione che vi chiede sempre più soldi senza darvi nulla in cambio. Io sarò al vostro fianco per portare le vostre ragioni nelle sedi istituzionali.”

 

 


Francesco Fasulo
Consigliere Comunale di Opposizione
Capogruppo di Forza Italia Assisi e Frazioni
Consigliere di Strada

 

Lascia un commento