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12 Agosto 2022
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Assisi Economia

TARES Assisi, le considerazioni di Antonio Lunghi

Antonio Lunghi

La scorsa settimana le famiglie e le attività economiche del nostro Comune hanno ricevuto il bollettino della TARES. La nuova tassa sui rifiuti urbani. È una tassa che ha avuto un incremento notevole e che graverà in maniera pesante nei bilanci delle nostre famiglie e delle nostre aziende. Il risentimento della gente è pienamente condivisibile.
Vorrei ricordare alcuni concetti di fondo che sono alla base dell’applicazione di questa nuova tariffa.
1) il servizio va integralmente pagato con la tariffa e non con l’uso di fiscalità generale. Se il servizio costa 100 dalla tariffa si deve ottenere 100.
2) il servizio va pagato da tutti in proporzione al quantitativo di rifiuti che si producono, sia a livello familiare che delle attività produttive in genere. Chi ha più componenti familiari più paga; chi fa una attività che produce molti rifiuti più paga.
Fino ad oggi nel Comune di Assisi una parte notevole del servizio è stato pagato con la fiscalità ordinaria, da qui livelli di costo notevolmente più bassi degli altri Comuni della Regione. Con le ultime aliquote ci siamo allineati con gli altri dati Regionali.
Il servizio è esteso anche alla pulitura delle strade delle caditoie dei vari servizi accessori che servono per tenere pulito il nostro territorio.
Abbiamo come amministrazione fatto la scelta di estendere il servizio porta a porta di raccolta differenziata a circa l’80 % del territorio. È stata una scelta importante che ha comportato l’aumento considerevole dei costi. Alcuni sostengono che questa scelta sia stata un errore ma era ineluttabile farla perché raggiungere buoni livelli di raccolta differenziata costituisce per noi un valore irrinunciabile.
Ma l’aumento considerevole del costo ci deve spingere a fare il servizio di raccolta nel miglior modo possibile, perché meno rifiuti indifferenziati conferiamo e meno spendiamo, più conferiamo in maniera giusta e meno spendiamo, più sporchiamo meno e meno spendiamo. Inoltre facendo questa azione la società che gestisce il servizio deve garantire livelli di raccolta adeguati alla normativa vigente.
Questo è il mio impegno principale come amministratore del Comune e vi assicuro che sto verificando tutte le strade per migliorare il servizio e diminuire i costi dello stesso.
Ma anche la Regione deve fare la sua parte; occorre  rivedere il Piano Regionale dei Rifiuti che non è riuscito ancora a risolvere il problema del riuso energetico del materiale indifferenziato conferito che è l’unico modo per abbassare i costi.
Le tecnologie ci sono, credo che ci siano anche i finanziatori, occorre procedere velocemente alla ridefinizione del Piano introducendo quelle giuste libertà di azione da parte dei Comuni che possano valorizzare al massimo i prodotti conferiti. E di questo l’assessore competente Silvano Rometti ne è consapevole.
Nella tassa c’è anche una percentuale che lo Stato ha voluto per se  per ripagare fantomatici costi di manutenzione territoriale. I Comuni sono ritornati ad essere gli esattori dello Stato; esattori che devono per forza raccogliere pena il venir meno degli introiti necessari per il mantenimento della struttura.
In questa vicenda quello che non è condivisibile è la demagogia da parte di alcune forze politiche che vorrebbero cavalcare un risentimento ed una rabbia che ha delle giuste motivazioni. Oggi ci vogliono da parte di chi fa politica idee e proposte per uscire da questo tunnel, non serve la demagogia ed ahimè di idee e proposte ne vedo poche in giro.

 

28/07/2013
Tonino Lunghi

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