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I santi mercanti della neve: un’antichissima devozione popolare. Oggi San Biagio

I santi mercanti della neve:
un’antichissima devozione popolare.
Oggi San Biagio

 

Bastia Umbra, 03/02/2026 – Il calendario liturgico invernale conserva, soprattutto nelle campagne, un legame profondo con l’osservazione della natura e con l’antica cultura contadina. È da questo intreccio tra fede e vita quotidiana che nasce la tradizione dei cosiddetti “santi mercanti della neve”, figure alle quali la sapienza popolare attribuiva il compito simbolico di “distribuire” le ultime nevicate e di segnare il progressivo allontanarsi dell’inverno.

Secondo una credenza popolare, il periodo compreso tra metà gennaio e i primi giorni di febbraio rappresentava la fase decisiva della stagione fredda. I protagonisti di questo passaggio erano Sant’Antonio abate (17 gennaio), San Sebastiano (20 gennaio) e San Biagio (3 febbraio). A loro, secondo i proverbi e la tradizione orale, spettava il ruolo di “vendere” la neve rimasta: dopo San Biagio, si diceva, la neve è ormai fuori tempo.

Sant’Antonio abate, legato al fuoco e alla protezione degli animali domestici, apriva questo ciclo invernale, mentre San Sebastiano, spesso associato alle gelate più pungenti, ne rappresentava il momento più aspro. Con San Biagio, invece, il tempo del grande freddo si considerava concluso: l’inverno poteva ancora riservare sorprese, ma la terra iniziava lentamente a prepararsi alla primavera.

San Biagio, vescovo e martire, è una figura particolarmente radicata nella devozione popolare. È venerato come protettore della gola per il miracolo che la tradizione gli attribuisce: avrebbe salvato un bambino che stava soffocando a causa di una lisca di pesce. Da questo episodio deriva il rito antico della benedizione della gola, celebrato ancora oggi il 3 febbraio in molte chiese, mediante l’imposizione di due candele incrociate sul collo dei fedeli.

Anche a Bastia Umbra, la ricorrenza di San Biagio viene ricordata nelle parrocchie cittadine: oggi, durante la messa vespertina, le persone che lo desiderano possono accedere al rito della benedizione della gola, segno di una tradizione che continua ad esistere, anche se non le si attribuisce più una funzione taumaturgica, ma simbolica.

I santi mercanti della neve rappresentano, dunque, una chiave di lettura affascinante del rapporto tra uomo, natura e devozione popolare. Con San Biagio si chiude simbolicamente il tempo dell’inverno più rigido e si apre una fase di attesa fiduciosa: le giornate si allungano, la luce cresce e, anche nel cuore della stagione fredda, si intravede già il cammino verso la primavera.

 

 

Claudia Lucia
(Redazione Terrenostre)

 

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