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13 Agosto 2026
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Rottamazioni, la memoria corta della destra: oggi le chiedono, quando governavano non le hanno mai fatte

COMUNICATO STAMPA

Rottamazioni, la memoria corta della destra:
oggi le chiedono, quando governavano non le hanno mai fatte

A Bastia Umbra le occasioni per introdurre definizioni agevolate non sono mancate.
Dalle verifiche effettuate con gli uffici comunali, il Comune non ha mai aderito.
E nel 2023 l’Amministrazione Lungarotti fece di più: deliberò espressamente
di impedire lo stralcio parziale dei carichi fino a mille euro.
Predicano male e razzolano malissimo. E soprattutto sembrano avere la memoria corta.

 

Bastia Umbra, 13/08/2026 – In questi giorni la destra bastiola contesta la mancata rottamazione dei tributi locali e si presenta come difensore di famiglie e imprese in difficoltà.

Peccato che, quando amministrava Bastia Umbra, alle rottamazioni non abbia mai aderito.

Abbiamo ricostruito le diverse opportunità offerte negli anni dalla legislazione nazionale e verificato la situazione con gli uffici comunali: Bastia Umbra non ha mai aderito alle definizioni agevolate facoltative prese in esame.

Le occasioni non sono mancate: 2016-2017, prima definizione agevolata delle ingiunzioni locali; 2017, definizione delle controversie tributarie; 2017-2018, nuova definizione delle ingiunzioni; 2018-2019, nuova definizione delle liti; 2019, rottamazione delle entrate locali prevista dal Decreto Crescita; 2023, ulteriori possibilità di definizione agevolata.

Il risultato a Bastia è sempre stato lo stesso:

nessuna adesione.

Ma nel 2023 fecero addirittura una delibera per dire NO

Il caso più significativo è quello del 26 gennaio 2023, durante l’Amministrazione Lungarotti.

Il Consiglio comunale approvò la deliberazione n. 5, il cui oggetto parla da solo:

“Annullamento automatico dei debiti di importo residuo fino a mille euro […] – Esercizio dell’opzione di non applicazione della misura di stralcio”.

Questa volta, quindi, non si trattò semplicemente di non cogliere un’opportunità.

Il Comune scelse formalmente di impedire l’applicazione dello stralcio.

La misura nazionale riguardava singoli carichi fino a 1.000 euro, affidati alla riscossione dal 2000 al 2015. Per i tributi comunali il capitale restava da pagare, mentre lo stralcio riguardava determinate sanzioni e interessi.

Questo va sottolineato: non si cancellava il tributo.

Si alleggeriva il peso accessorio accumulato su piccoli debiti.

A illustrare la proposta fu l’allora assessora competente Valeria Morettini, che spiegò anche cosa sarebbe successo se il Comune non fosse intervenuto: sui tributi interessati sarebbero stati cancellati sanzioni e interessi, mentre sarebbe rimasto dovuto il capitale.

Gli uffici avevano stimato in circa 290.000 euro le sanzioni e gli interessi potenzialmente interessati.

E c’è un particolare ancora più significativo: la stessa assessora spiegò che si trattava di somme molto vecchie, relative al periodo 2000-2015, e che erano già state stralciate contabilmente dal bilancio, pur rimanendo ancora possibile tentarne la riscossione.

L’Amministrazione decise di conservare quella possibilità di incasso, motivando la scelta anche con un principio di equità verso i contribuenti che avevano pagato.

Scelta legittima. Ma, appunto, scelta politica precisa.

La delibera stabilisce infatti espressamente di avvalersi della facoltà concessa dalla legge per “non applicare” lo stralcio parziale dei debiti fino a mille euro.

Mille euro: non stiamo parlando dei grandi evasori

Qui sta il punto politico.

Nessuno può sostenere che tutti i debitori interessati fossero famiglie povere: gli atti non contengono informazioni sulla loro situazione economica.

Ma è altrettanto sbagliato considerarli automaticamente tutti evasori incalliti.

Parliamo di singoli carichi fino a mille euro.

Tra quei debitori potevano esserci anche famiglie, pensionati, lavoratori, artigiani o piccoli commercianti che attraversavano un periodo di difficoltà.

La misura avrebbe potuto rappresentare per loro una possibilità concreta: pagare ciò che era effettivamente dovuto, alleggerendo sanzioni e interessi accumulati negli anni.

E nel 2023 la destra che amministrava Bastia decise deliberatamente di non consentirlo.

Persino durante quella seduta la consigliera Laura Servi, annunciando la propria astensione, ricordò che una rottamazione può essere utile per chi è effettivamente nel bisogno.

Oggi scoprono la rottamazione

Ed è qui che la memoria sembra diventare improvvisamente selettiva.

Oggi la destra sostiene che bisognava utilizzare la rottamazione per aiutare cittadini e imprese.

Siamo d’accordo sul principio.

Ma allora perché non lo avete fatto quando amministravate?

Perché non avete aderito alle opportunità precedenti?

E soprattutto: perché nel 2023 avete addirittura approvato una delibera per bloccare lo stralcio sui piccoli carichi fino a mille euro?

È legittimo cambiare idea. Basterebbe dirlo:

“Allora abbiamo scelto diversamente. Oggi pensiamo che quella scelta fosse sbagliata.”

Quello sarebbe un confronto politico serio.

Meno credibile è dare oggi lezioni agli altri dimenticando ciò che si è fatto quando si aveva la responsabilità di amministrare.

Gli slogan passano, le delibere restano

Combattere l’evasione è doveroso. Ma chi non vuole pagare e chi non riesce temporaneamente a pagare non sono necessariamente la stessa cosa.

Una famiglia, un pensionato, un lavoratore o un piccolo imprenditore con un arretrato non possono essere automaticamente assimilati a chi evade scientemente.

Una definizione agevolata può servire proprio a questo: recuperare il tributo e contemporaneamente offrire una via d’uscita sostenibile a chi vuole regolarizzarsi.

La destra di Bastia oggi sembra averlo scoperto.

Meglio tardi che mai.

Ma prima di impartire lezioni sarebbe opportuno rileggere la propria storia amministrativa.

Perché le ricostruzioni possono essere contestate, gli slogan possono cambiare e la memoria può diventare corta.

Le delibere, invece, restano.

E quella del 26 gennaio 2023 dice nero su bianco che, quando ebbero la possibilità di scegliere sui piccoli carichi fino a mille euro, scelsero di dire NO.

Predicano male e razzolano malissimo.

 

 


COALIZIONE CIVICO PROGRESSISTA – BASTIA UMBRA
Uniti per Bastia
Partito Democratico
Movimento 5 Stelle
Alleanza Verdi e Sinistra
Progetto Bastia
Partito Socialista Italiano

 

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