COMUNICATO STAMPA
LA LISTA “EOLO CICOGNA SINDACO” RISPONDE AL SINDACO STOPPINI:
«LA VERITÀ È SCRITTA NELLE VOSTRE STESSE PAROLE.
E L’ASSENZA DELLA POLITICA È LA VOSTRA CONDANNA»
Assisi, 17/08/2026 – Il Sindaco Stoppini ha replicato alla nostra nota sulla mancata adesione alla rottamazione. Lo ringraziamo: per la prima volta, invece dei proclami, ha prodotto un testo argomentato. Peccato che, letto con attenzione, sia un testo che si confuta da solo.
Il Consigliere Eolo Cicogna, capogruppo della Lista “Eolo Cicogna Sindaco”, risponde punto per punto alle repliche del Sindaco Stoppini sulla mancata adesione alla rottamazione delle cartelle esattoriali.
«C’è un passaggio della replica del Sindaco che vale più di mille nostri ragionamenti», osserva Cicogna. «In un punto afferma che i crediti del Comune “sono tutti esigibili”, perché quelli inesigibili sarebbero già stati stralciati dal bilancio. Poche righe dopo, però, parlando dei crediti affidati alla riscossione, li definisce testualmente “un credito già incerto”. Le due affermazioni non possono stare insieme: o i crediti sono esigibili, o sono incerti. Il Sindaco non può dire una cosa e il suo contrario nello stesso documento».
«E noi», prosegue, «crediamo alla seconda versione. È quella vera. Ed è esattamente la ragione per cui la rottamazione era indispensabile: perché se un credito è “già incerto”, l’unico modo per trasformarlo in denaro vero è offrire al debitore un incentivo a pagare il capitale, subito, senza sanzioni e interessi. Aver rinunciato alla rottamazione significa tenersi un credito che il Sindaco stesso definisce incerto, e sperare che per miracolo diventi esigibile è pura utopia».
C’è poi il modo in cui il Sindaco critica la rottamazione. Dice che diluirebbe l’incasso in nove anni. Ma qui il ragionamento si ritorce contro di lui. «Se il credito è incerto, incassare il capitale certo in nove anni è infinitamente meglio che non incassare nulla. E l’alternativa alla rottamazione — il recupero coattivo — non garantisce affatto incassi più rapidi: come abbiamo già fatto notare con il nostro precedente comunicato, sotto i 120.000 euro l’agente della riscossione non può toccare gli immobili, e deve accontentarsi di pignoramenti su conti correnti e stipendi, che notoriamente producono recuperi parziali in tempi lunghissimi. La diluizione non è un difetto della rottamazione: è un pregio, se la si confronta con il nulla del recupero coattivo. Il Sindaco la presenta come un problema, ma è esattamente il contrario».
L’Amministrazione cita la rottamazione quater e la bassa adesione registrata nel 2023 per sostenere che la quinquies sarebbe inutile. È un paragone sbagliato, e i riferimenti normativi lo dimostrano.
«La rottamazione quater è l’articolo 1, commi da 231 a 252, della legge 29 dicembre 2022, n. 197: riguardava i carichi affidati all’agente della riscossione fino al 30 giugno 2022, ed era pensata essenzialmente per i debiti verso lo Stato. La rottamazione quinquies è un’altra cosa: è l’articolo 10-quinquies del decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38, che per la prima volta estende la definizione agevolata ai debiti verso i Comuni — tributari e non — risultanti dai carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 quindi con una mole di debiti iscritti o iscrivibili a ruolo di molto superiore. È un perimetro diverso, e più ampio: per la prima volta la legge consente ai cittadini di sanare i debiti verso il Comune comprendendovi anche sanzioni amministrative (es. sanzioni per violazioni paesaggistiche rilevanti nel nostro Comune mentre escluse dalle precedenti rottamazioni), e non solo verso lo Stato».
In buona sostanza, afferma Cicogna, <<paragonare le due discipline per dire che “la rottamazione non funziona” significa non aver compreso a fondo la diversità della normativa sulla rottamazione quater e quinques, o far finta di non averla letta>>.
Il Sindaco, inoltre, invoca la tutela del bilancio comunale. Ma quale bilancio tutela un Comune che lascia i propri crediti morire di prescrizione?
«Il Sindaco pensa ai numeri. Noi pensiamo ai volti», replica Cicogna. «Assisi ha un tessuto produttivo fatto di alberghi, ristoranti, strutture ricettive, piccole attività legate al turismo. Attività che negli ultimi anni hanno attraversato crisi profonde: la pandemia, il caro energia. Molti di questi imprenditori non hanno potuto versare TARI e IMU non per scelta, ma perché gli incassi non c’erano. Oggi, senza rottamazione, possono sanare le loro morosità solo pagando per intero sanzioni e interessi di mora. A caro prezzo. Qualcuno non ce la farà, e chiuderà. E il Comune non incasserà nulla».
«Aderire alla rottamazione sarebbe stata una misura di sostegno all’economia reale della città. Il Sindaco la presenta come un regalo ai furbi: in realtà era una mano tesa a chi è stato travolto da circostanze che non ha scelto. Rinunciandovi, l’Amministrazione ha scelto di difendere un bilancio fatto di cifre astratte, non le imprese e i cittadini di Assisi».
Il Sindaco ribadisce il fondamento di equità: tutelare chi ha sempre pagato. Anche qui il ragionamento non regge.
«Equità non significa pari trattamento», spiega Cicogna. «L’equità è il criterio che impone di guardare le situazioni concrete, una per una, e di trattare in modo diverso ciò che è diverso. Chi ha potuto pagare e non ha pagato è una cosa; chi non ha potuto pagare perché gli incassi erano azzerati è un’altra. Trattare tutti allo stesso modo, come fa il Sindaco, non è equità: è la sua negazione. E poi, detto con franchezza, il concetto di equità in questa materia è del tutto fuori luogo. La scelta se aderire o meno alla rottamazione non era una questione di morale fiscale, ma di valutazione amministrativa: qual è lo strumento che massimizza il recupero effettivo? L’equità è l’alibi con cui si è mascherata l’assenza di una valutazione».
Ma il punto più grave non sta nei numeri. Sta nel modo in cui è stata presa la decisione.
«Il Sindaco rivendica di essersi affidato all’Ufficio Tributi. Ma aderire o non aderire a una legge dello Stato non è una scelta tecnica: è una scelta politica. Come si riscuote, con quali strumenti, in quali tempi, è materia da dirigenti. Ma decidere se i cittadini di Assisi possono o non possono rateizzare i loro debiti in 54 rate senza sanzioni e interessi è una decisione politica, che spettava al Consiglio comunale. La maggioranza, invece di assumersela, si è appiattita su considerazioni di natura tecnica. Ha scelto di non scegliere».
«È qui che emerge l’assenza della politica», conclude Cicogna. «Un’amministrazione con una visione si sarebbe chiesta: quale città vogliamo? Una città che accompagna i suoi cittadini e le sue imprese fuori dal debito, o una città che li lascia affondare? La Giunta Stoppini non si è posta nemmeno la domanda. Ha delegato ai tecnici una decisione che avrebbe dovuto assumere politicamente, e poi ha rivestito quella rinuncia con il linguaggio dell’equità e della tutela del bilancio».
Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Con l’amministrazione Stoppini e la sua maggioranza, i cittadini di Assisi non possono rateizzare i loro debiti con il Comune al netto di interessi e sanzioni. La legge nazionale lo permetteva; il Comune ha detto no.
«Se al governo della città ci fosse stata la coalizione di centro-destra, oggi i cittadini di Assisi avrebbero potuto avvalersi della rottamazione, come accade in centinaia di Comuni italiani. Noi quella delibera l’avremmo votata, e l’avremmo votata con convinzione. L’abbiamo sostenuta, e la maggioranza l’ha bocciata. I cittadini lo sanno, e lo ricorderanno».
«La risposta a questa vicenda la daranno gli assisani, quando si troveranno in mano un pignoramento sul conto corrente invece di un piano di rientro sostenibile. La daranno gli albergatori, quando scopriranno che sanare la propria posizione costa in modo di molto superiore di quanto avrebbe potuto costare. La daranno le famiglie, quando capiranno che il Comune ha preferito non incassare nulla piuttosto che incassare il capitale. Noi la nostra parte l’abbiamo fatta: abbiamo difeso il diritto dei cittadini. La Giunta Stoppini ha difeso soltanto la propria immobilità».

Lista “Eolo Cicogna Sindaco” – Assisi
