Il consigliere Provvidenza, unico presente tra i consiglieri di opposizione, ha partecipato sino alle votazioni del punto 6 dell’ordine del giorno, coi precedenti punti 4 e 5 relativi ad opere pubbliche fortemente volute dalla precedente amministrazione di centrodestra, che ha il merito di aver impostato i lavori, poi portati a compimento in questa seduta: doveroso quindi esprimere il proprio voto, per poi abbandonare l’aula in segno di protesta, in piena solidarietà con i colleghi consiglieri assenti, una volta puntualizzate importanti questioni sorte in occasione della precedente trattazione del punto 6, riguardante il campanile di Ospedalicchio.

Preme evidenziare che nel corso della Conferenza dei Capigruppo, i rappresentanti dell’opposizione hanno chiaramente fatto presente che la maggior parte dei consiglieri del gruppo di minoranza sarebbero stati impossibilitati a partecipare l’8 luglio per impegni personali inderogabili, chiedendo formalmente che la seduta venisse fissata in una data alternativa — antecedente o successiva, anche di pochi giorni — che consentisse la massima partecipazione di tutti i consiglieri eletti.
Tale richiesta, avanzata anche in forma scritta tramite comunicazione mail, è stata disattesa dalla presidenza del Consiglio Comunale, che ha confermato la data dell’8 luglio,fornendo motivazioni che all’atto pratico sono risultate insufficienti.
La data dell’8 luglio non costituiva un termine inderogabile. Nessuno degli undici punti all’ordine del giorno era soggetto a una scadenza di legge che imponeva tassativamente la trattazione in quella specifica data: non vi erano atti in scadenza imminente, ratifiche di urgenza improrogabili né adempimenti normativi il cui termine cada l’8 luglio 2026. La convocazione in quella data è stata pertanto frutto di una scelta discrezionale, senza in nessun modo prendere in considerazione le possibilità di anticipare o posticipare quella convocazione in maniera incomprensibile e ingiustificabile per garantire la presenza della maggior parte dei Consiglieri eletti.
Questa scelta è stata inaccettabile. Il diritto di ogni consigliere eletto a partecipare alle sedute consiliari non è una concessione della maggioranza: è un diritto democratico garantito dall’ordinamento e dai regolamenti comunali, ed è la precondizione perché le deliberazioni abbiano piena legittimità nella rappresentanza dei cittadini.
L’invocazione del collegamento da remoto, istituzionalizzato con la precedente amministrazione, risulta una falsa soluzione poiché lo stesso è stato contemplato qualora vi sia impossibilità ad essere presenti fisicamente, ma non è applicabile qualora, ad esempio, l’impegno inderogabile sia di natura lavorativa. Permane pertanto il mancato ascolto per tenere la seduta in un giorno che garantisse la più ampia partecipazione dei consiglieri.
Un ordine del giorno ricco di atti rilevanti per la comunità
La gravità della situazione è accentuata dalla rilevanza dei temi iscritti all’ordine del giorno di questa seduta, che conta 11 punti all’esame, tra cui:
– La convenzione con Regione Umbria e RFI per la soppressione del passaggio a livello in Via Firenze;
– La declassificazione e sdemanializzazione di porzione della piazza “Bruno Buozzi” di Ospedalicchio su cui sorge il campanile adiacente alla Chiesa di San Cristoforo Martire
– Varianti urbanistiche e lavori pubblici che incidono direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini.
Discutere atti di tale portata con l’opposizione decimata e nell’impossibilità di svolgere il proprio ruolo di controllo e proposta significa privare i cittadini di Bastia di una rappresentanza piena ed effettiva.
Tra i punti all’ordine del giorno figurava anche l’ordine del giorno presentato dal Gruppo Fratelli d’Italia sulla rottamazione quinquies dei tributi locali (punto 11), con cui si chiedeva al Sindaco e alla Giunta di aderire — entro il termine di legge del 31 luglio 2026 — alla definizione agevolata introdotta dal D.L. 38/2026, convertito nella Legge 88/2026.
Si tratta di una misura concreta a favore di famiglie e imprese: consentirebbe ai contribuenti di Bastia Umbra di sanare i propri debiti su IMU, TARI, multe stradali e altri tributi locali pagando solo la quota capitale, senza sanzioni né interessi, in un’unica soluzione o fino a 54 rate bimestrali. Una misura di civiltà fiscale che numerosi Comuni italiani, da nord a sud, hanno già adottato.
Poiché la seduta si è svolta in assenza dei consiglieri proponenti, l’ordine del giorno non è potuto essere discusso e dunque è decaduto automaticamente. I consiglieri di Fratelli d’Italia lo ripresenteranno nella prima seduta consiliare utile, con la ferma aspettativa che venga calendarizzato e discusso in tempi congrui, nel rispetto dei cittadini che attendono una risposta concreta.
“La democrazia consiliare non è una formalità: il consiglio comunale è il luogo in cui si esercita il mandato affidato dai cittadini. Comprimere la partecipazione dell’opposizione — qualunque ne sia la motivazione — è un atto che indebolisce l’intera istituzione, non solo chi è stato escluso.”
