COMUNICATO STAMPA
CONSIGLIERE FASULO (FORZA ITALIA): «MAXI ANTENNA 5G CALATA DALL’ALTO
IN VIA DEL PADULETTO A CAPODACQUA. MENTRE LA FRAZIONE SPROFONDA
TRA DEGRADO, INCURIA E ABBANDONO, IL SILENZIO DI SINDACO, GIUNTA E ASSESSORE RESIDENTE È ASSORDANTE»
Nessuna comunicazione ai cittadini, nessuna assemblea pubblica, nessun confronto con il territorio. Francesco Fasulo, Capogruppo di Forza Italia, Consigliere Comunale di Opposizione e Consigliere di Strada, passa ai fatti: deposita l’accesso agli atti e porta avanti una battaglia istituzionale a tutela della salute pubblica, del paesaggio e del diritto dei cittadini a essere informati, battendosi per la delocalizzazione delle antenne di Santa Maria degli Angeli, Petrignano, Rivotorto, Capodacqua, Palazzo e di tutte le frazioni del Comune di Assisi, lontano dalle abitazioni e dai luoghi maggiormente frequentati.
Assisi, 24/06/2026 – L’hanno installata nel giro di pochi giorni. Senza alcuna comunicazione preventiva, senza un confronto con la popolazione, senza il minimo rispetto per chi abita, vive e lavora nella frazione di Capodacqua. Una maxi antenna per la telefonia mobile con tecnologia 5G, alta decine di metri, è comparsa in via del Paduletto quando ormai i lavori erano conclusi. I residenti l’hanno scoperta a fatto compiuto.
Nessuno ha informato. Nessuno ha convocato un’assemblea pubblica. Nessuno ha ritenuto che una comunità intera avesse il diritto di essere messa a conoscenza di un intervento di tale impatto.
L’articolo 44, comma 5, del Codice delle Comunicazioni Elettroniche impone allo Sportello locale l’obbligo di pubblicizzare l’istanza di autorizzazione per l’installazione di infrastrutture di comunicazione elettronica. Non si tratta di una facoltà, ma di un preciso obbligo di legge, posto a presidio della trasparenza e della partecipazione democratica in una materia – quella delle emissioni elettromagnetiche – che incide direttamente sulla salute pubblica.
A rafforzare il quadro, l’articolo 8, comma 6, della Legge 36/2001 riconosce ai Comuni il potere-dovere di adottare regolamenti per minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici, con specifico riferimento ai siti sensibili. A Capodacqua, invece, l’unica minimizzazione che si è registrata è stata quella del diritto dei cittadini a essere informati.
Non meno rilevanti sono gli articoli 9 e 10 della Legge 241/1990, che riconoscono a chiunque sia portatore di interessi diffusi – singoli cittadini, associazioni, comitati – il diritto di intervenire nel procedimento amministrativo, presentando memorie e osservazioni. Un diritto che, nel caso di Capodacqua, è stato semplicemente cancellato.
La vicenda assume contorni ancora più gravi se si considera il contesto. Capodacqua non è un quartiere residenziale dotato di ogni servizio. È una frazione dove ancora, in alcune zone, mancano le canalizzazioni per gli scarichi pubblici e l’acqua, dove il degrado urbanistico è una realtà quotidiana. E dove l’unica opera che l’Amministrazione comunale è riuscita a far realizzare con efficienza e rapidità è – paradossalmente – proprio un’antenna 5G calata dall’alto, che non reca alcun beneficio economico ai residenti ma produce un ulteriore effetto depressivo sul valore degli immobili circostanti.
È legittimo domandarsi se per questa Amministrazione Capodacqua sia un luogo dove le antenne si possono piazzare senza troppe cerimonie, mentre i servizi essenziali possono attendere.
Silenzio assordante di Sindaco, Giunta e assessore residente a Capodacqua
Ed è qui che la vicenda assume il suo profilo politicamente più grave.
A Capodacqua risiede ed è stato eletto un referente di Giunta, un assessore che dovrebbe rappresentare il primo presidio del territorio, il primo interlocutore dei cittadini, il primo a intervenire quando accade qualcosa che impatta la comunità.
E invece, mentre Capodacqua continua a convivere con degrado, strade dissestate, carenza di servizi essenziali e anni di totale abbandono, dal suo rappresentante in Giunta non è arrivata alcuna iniziativa, alcuna comunicazione, alcuna convocazione, alcuna presa di posizione. Silenzio assoluto.
È lecito chiedersi quale sia l’utilità di avere un assessore espressione della frazione se, di fronte a una comunità che ancora oggi non dispone del metano in molte zone, che ha visto arrivare l’acqua pubblica in Via del Paduletto soltanto un anno fa e che da anni attende interventi su viabilità e servizi, non si riesce a ottenere neppure la minima tutela del diritto dei cittadini a essere informati e ascoltati. Mentre i residenti scoprivano a lavori conclusi l’installazione della maxi antenna 5G, il loro rappresentante istituzionale era assente. E questa assenza, politica e amministrativa, pesa quanto il silenzio del Sindaco e dell’intera Giunta.
Silenzio assoluto. Nessuna comunicazione. Nessuna convocazione. Nessun gesto. Mentre i residenti scoprivano l’antenna già montata, il loro rappresentante in Giunta era altrove. Occupato in faccende evidentemente più urgenti dei diritti della gente che dovrebbe rappresentare.
Lo stesso vale per il Sindaco e per l’intera Giunta. Nessuno ha sentito il dovere – istituzionale, prima ancora che morale – di informare i cittadini, di convocare un’assemblea pubblica, di rendere conto delle verifiche effettuate e dell’iter seguito. Il vuoto. Il deserto istituzionale.
La battaglia è già iniziata: depositata istanza di accesso agli atti
Di fronte a questo scenario, il consigliere comunale Francesco Fasulo (Forza Italia) non si è limitato alle dichiarazioni di principio. Ha già depositato presso il Comune di Assisi un’istanza formale di accesso agli atti – ai sensi dell’articolo 43, comma 2, del TUEL, che garantisce a ogni consigliere comunale il diritto incondizionato di ottenere tutte le informazioni utili all’espletamento del mandato, dell’articolo 22 della Legge 241/1990 e dell’articolo 5 del Decreto Legislativo 33/2013 – per fare piena luce sull’intero iter autorizzativo.
L’istanza è articolata e dettagliata: richiede l’accesso a tutte le autorizzazioni, ai pareri ARPA, ai nulla osta, agli atti delle eventuali conferenze di servizi, alla documentazione tecnica sulle emissioni elettromagnetiche e sull’impatto paesaggistico, a ogni comunicazione intercorsa tra Comune e gestore. L’obiettivo è verificare, atto per atto, se l’iter sia stato condotto nel pieno rispetto della normativa e se i cittadini siano stati messi in condizione di esercitare il proprio diritto di partecipazione.
L’ispezione si allarga: sotto la lente anche Rivotorto, Petrignano, Palazzo e Santa Maria degli Angeli
Ma l’iniziativa non si ferma a Capodacqua. Il consigliere Fasulo ha annunciato che l’accesso agli atti sarà esteso anche alle altre antenne 5G dislocate sul territorio comunale, a partire da quelle delle frazioni di Rivotorto, Petrignano, Santa Maria degli Angeli e Palazzo – quest’ultima già oggetto di attenzione nel corso di un precedente Consiglio comunale.
L’intento è verificare se anche per quegli impianti l’iter autorizzativo sia stato condotto nella medesima opacità che ha caratterizzato il caso di Capodacqua. Se anche lì i cittadini siano stati tenuti all’oscuro di decisioni che impattano direttamente sulla loro salute, sul loro paesaggio e sul valore delle loro proprietà.
“Mentre la maggioranza pensa a passerelle e selfie, io sono già passato ai fatti”
«Mentre la maggioranza pensa a selfie, passerelle mediatiche, tagli di nastri e ad aumentarsi stipendi e indennità – dichiara il consigliere Fasulo – io ho già depositato gli atti e avviato una battaglia istituzionale su tutto il territorio comunale. Da Santa Maria degli Angeli a Rivotorto, da Capodacqua a Petrignano, fino a Palazzo e a ogni altra frazione del Comune di Assisi, mi batterò per la tutela della salute pubblica, per la difesa del paesaggio e del territorio e per la delocalizzazione delle antenne che insistono in prossimità delle abitazioni e dei luoghi maggiormente frequentati dai cittadini.»
«Mi sono sempre qualificato come consigliere di strada – prosegue Fasulo – e continuerò a battermi tra la gente e dalla parte della gente. Perché la trasparenza non è un favore che l’Amministrazione concede, ma un obbligo di legge e un dovere verso i cittadini. Perché la tutela della salute pubblica è una priorità, non un optional. Perché il paesaggio e il territorio sono un bene comune da difendere. E perché i cittadini meritano rispetto. A Capodacqua, in questa vicenda, di rispetto non ne hanno ricevuto nemmeno un grammo.»
Il consigliere Fasulo ha inoltre annunciato che, non appena la documentazione sarà resa disponibile dal Comune – «e pretendo che lo sia nei termini di legge, senza tattiche dilatorie» – sarà convocata un’assemblea pubblica a Capodacqua per condividere con i residenti l’esito dell’accesso agli atti e discutere insieme ogni iniziativa utile a ripristinare la legalità e a restituire ai cittadini il diritto di essere ascoltati.

Francesco Fasulo
Consigliere Comunale di Opposizione
Capogruppo di Forza Italia Assisi e Frazioni
Consigliere di Strada
