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Concorso per Dirigente Tecnico al Comune di Assisi: l’Amministrazione Stoppini ignora ogni rilievo e prosegue imperterrita

COMUNICATO STAMPA

Concorso per Dirigente Tecnico al Comune di Assisi:
l’Amministrazione Stoppini ignora ogni rilievo
e prosegue imperterrita. «I cittadini devono sapere
come viene gestita la cosa pubblica»

 

Assisi, 16 giugno 2026 A pochi giorni dall’avvio delle prove scritte del concorso per Dirigente Tecnico del Comune di Assisi, fissate per il 23 e 24 giugno prossimi, il Consigliere Comunale e Capogruppo della Lista “Eolo Cicogna Sindaco”, Eolo Cicogna e Giancarlo Cavallucci Consigliere Comunale, ricostruiscono pubblicamente le vicende che hanno segnato la procedura concorsuale, denunciando «un quadro di illegittimità che l’Amministrazione Stoppini ha sistematicamente ignorato, malgrado segnalazioni puntuali, interrogazioni consiliari e un esposto alla Corte dei Conti».

Un bando illegittimo sin dall’origine

La vicenda prende avvio con la Determinazione Dirigenziale n. 1133 del 15 ottobre 2025, con cui il Comune di Assisi bandiva un concorso «riservato esclusivamente al personale dipendente» per la copertura di un unico posto di Dirigente Tecnico.

«Un bando che violava frontalmente l’art. 28, comma 1-bis, del D.L. n. 75/2023 – che consente riserve nell’ambito dei concorsi pubblici e non concorsi interamente riservati – e i principi costituzionali sanciti dall’art. 97 della Costituzione», denunciano Cicogna e Cavallucci.

La giurisprudenza amministrativa, ricordano  i Consiglieri, è granitica sul punto: quando il concorso è bandito per un posto unico, nessuna riserva può operare in favore del personale interno. Riservare integralmente l’unico posto disponibile al personale interno è in contrasto con i principi costituzionali di accesso agli impieghi pubblici e di uguaglianza di tutti i cittadini.

Ancor più grave, proseguono Cicogna e Cavallucci, è la violazione del principio affermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 90 del 2012 che, su caso analogo ha stabilito come la percentuale massima del 50% dei posti riservabile al personale interno «debba intendersi riferibile a concorsi che la prevedano nel momento genetico, ossia mediante il ricorso a procedure concorsuali diverse purché bandite contestualmente».

«La Consulta, ha condannato esattamente il comportamento tenuto dal Comune di Assisi: attivare procedure riservate agli interni senza contestuali concorsi aperti all’esterno», spiega il Capogruppo. «Il paradosso è che l’Amministrazione ha utilizzato una norma – l’art. 28, comma 1-bis, del D.L. 75/2023 – nata proprio per recepire i principi stabiliti dalla Corte Costituzionale in quella sentenza, per giustificare esattamente il comportamento che la Consulta aveva dichiarato costituzionalmente illegittimo».

Cicogna e Cavallucci presentarono un’interrogazione consiliare per evidenziare tali profili di illegittimità. La risposta del Sindaco Valter Stoppini fu, a loro dire, «sconcertante: sostenne che il bando sarebbe stato legittimo perché in futuro si sarebbe bandito altro concorso per esterni, soddisfacendo così il limite del 50%. Una tesi che ignora tanto la lettera della legge quanto la giurisprudenza costituzionale, la quale esclude categoricamente compensazioni tra procedure separate e differite nel tempo».

L’esposto alla Corte dei Conti

Di fronte all’inerzia dell’Amministrazione, il 24 novembre 2025 Cicogna depositava, unitamente al Consigliere Giancarlo Cavallucci, un esposto alla Procura Regionale della Corte dei Conti per l’Umbria.

«Segnalammo il danno erariale derivante dalla conduzione di una procedura manifestamente illegittima», racconta Cicogna: «spese per la pubblicazione del bando, costi per l’attività amministrativa, compensi per la commissione esaminatrice, rischio concreto di contenziosi e di ripetizione della procedura. E segnalammo la violazione dei principi di buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione, con pregiudizio all’interesse pubblico alla selezione del candidato più qualificato».

Le irregolarità nella composizione della commissione esaminatrice

Con Determinazione Dirigenziale n. 1464 del 16 dicembre 2025, l’Amministrazione nominava la commissione esaminatrice, designando quale presidente un professionista esterno all’amministrazione. «Senonché», osserva Cicogna, «l’art. 34 del Regolamento comunale di accesso agli impieghi – richiamato nella stessa determina – stabilisce espressamente che la commissione deve essere presieduta dal dirigente responsabile del settore cui la professionalità è destinata o, trattandosi di posto dirigenziale, dal Segretario Comunale».

Il 18 dicembre 2025 il Consigliere segnalava formalmente tale ulteriore profilo di illegittimità al Segretario Generale, chiedendo l’annullamento in autotutela della determina e la ricomposizione della commissione nel rispetto del Regolamento. «Il riscontro fu dato da una dirigente del Comune che riteneva di ignorare il regolamento comunale sulla base di principi sovraordinati», riferisce Cicogna.

La vicenda ha poi preso una piega singolare: in data 16 marzo 2026, lo stesso professionista già nominato presidente rilevava una causa di incompatibilità con uno dei candidati e rassegnava le dimissioni. Con Determinazione Dirigenziale n. 413 del 2 aprile 2026, l’Amministrazione nominava quale nuovo presidente il Prof. Avv. Antonio Bartolini, Professore Ordinario di Diritto Amministrativo presso l’Università di Perugia.

«Anche questa nuova nomina – per quanto il Prof. Bartolini sia professionista di indubbio prestigio accademico – non sana il vizio originario», afferma Cicogna: «il Regolamento comunale continua a richiedere che il presidente sia un dirigente interno o il Segretario Comunale. L’Amministrazione ha ignorato la mia segnalazione e ha proseguito sulla strada della nomina di un presidente esterno, in spregio alle proprie stesse norme regolamentari».

La data delle prove e i tempi dilatati

Il calendario delle prove, pubblicato il 27 maggio 2026, fissa la prova orale al 2 settembre 2026: quasi un anno dopo la scadenza del bando. Una dilatazione temporale che, osservano Cicogna e Cavallucci, «si salda con l’illegittima proroga dell’incarico dirigenziale conferito all’Ing. Matteo Castigliego – giunto ormai alla terza proroga, con decreto sindacale del 29 maggio 2026, sino al 31 ottobre 2026 e comunque fino all’espletamento della procedura concorsuale – in un quadro di complessiva gestione opaca e contra legem della dirigenza tecnica comunale, così come ben argomentato dal Consigliere Francesco Fasulo, Capogruppo di Forza Italia, che sul punto ha anche inoltrato un accesso agli atti per fare chiarezza».

«Un’Amministrazione sorda a ogni richiamo»

A distanza di otto mesi dall’indizione del bando, di sette mesi dall’esposto alla Corte dei Conti, di sei mesi dalla segnalazione al Segretario Generale, Cicogna e Cavallucci tracciano un bilancio impietoso: «L’Amministrazione Stoppini non ha saputo né voluto fornire una sola risposta congruente ai rilievi puntuali che le sono stati mossi. Non una delibera di autotutela. Non un atto di revoca. Non una presa d’atto delle illegittimità segnalate. Solo silenzio, inerzia e la determinazione ad andare avanti per la propria strada, come se i principi costituzionali, la legge, la giurisprudenza e il regolamento comunale fossero ostacoli fastidiosi da aggirare».Concludono i Consiglieri: «È questo il modo in cui il Comune di Assisi gestisce la selezione dei propri dirigenti. È questa la trasparenza che questa Amministrazione riserva ai cittadini. È questo il rispetto delle procedure che il Sindaco Stoppini e la sua Giunta dimostrano nella gestione della cosa pubblica. I cittadini di Assisi hanno il diritto di sapere. E chi amministra ha il dovere di rispondere: a loro, prima ancora che agli organi di controllo».

 

 


Eolo Cicogna – Capogruppo Lista “Eolo Cicogna Sindaco” – Consiglio Comunale di Assisi
Giancarlo Cavallucci – Consigliere Comunale

 

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