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29 Maggio 2026
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L’amore al tempo di Bisa

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L’amore al tempo di Bisa

 

Bastia Umbra, 29/05/2026 –Sono ancora aperte come un tempo le osterie di fuori porta” così come il vecchio asilo in piazzetta a Bastiola, non più bianchi muri intonacati ma quadrotti di vivaci colori e neanche, dentro, quel buon profumo di pasta scotta quando i batteri, per interminabili cotture, non avevano vita facile.

Lì, nel tempo incantato dell’infanzia, mamma passava la mia mano a Luisa suor cattolica spagnola conosciuta come Bisa nella mia mitologia.
Mi chiedessero com’era direi subito alta, e bella, senza sapere se fosse quell’aura di candido lino inamidato che circondava il suo volto a farmela ricordare così.
Ma un bambino, della sua maestra, sempre dice che è bella e sempre dice la verità, diversamente da quanto troppo spesso oggi accade quando ci vorrebbero far credere belli o necessari degli autentici orrori, le grandi bugie.

La scienza ci dice che i bambini, tutti i bambini, sono circondati da un pulviscolo fatto di un materiale analogo ai fotoni, i fotini.
Le maestre d’asilo esposte a queste radiazioni assumono queste cariche luminose e, per trasmissione, quel magico alone che le trasforma in ciò che più assomiglia al concetto di angelo.
La mia prima maestra la ricordo alta e con due occhi che tanto han fatto per essere ricordati neri anche se forse non lo erano davvero, ma erano intensi, come il suo sorriso.
Ti ho rivisto Bisa nel sorriso, negli occhi e nei mansueti passi pieni di benevolenza di Donatella, Annamaria e Arianna tanti anni dopo quando la mattina passo la piccola mano di mia figlia alla vostra, e penso, che bello le leggi fondamentali della fisica non cambiano; e sento il bisogno di dirvi ad ognuna di voi, ma anche a tutto le altre, grazie Bisa.

Per i giochi e il mondo colorato pieno di sorprese, per la gioia e la preoccupazione, le risate e qualche “lacrimuccia” ma anche per i rimproveri, quando, al tempo dell’emancipazione e dell’alienazione, il fatidico “cantone” è passato ormai di moda.

Già perché la scienza dice anche che gli angeli spesso rimproverano, lo fanno per crescere, per domare la “ribellitudine” o magari per insegnarti a non farti scoprire, ma soprattutto per avere il biglietto d’ingresso nella nostra società, il primo stadio dell’amore e dell’intelligenza: il rispetto.

A voi e al personale tutto per essere entrate con tanta grazia nei più bei ricordi dei nostri bambini.

 

 

Marcello A.

 

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