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22 Maggio 2026
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Assisi Politica

Fasulo: “Parchi pubblici nel degrado e nell’emergenza pericolo a Tordandrea e Santa Maria degli Angeli”

COMUNICATO STAMPA

CONSIGLIERE FASULO (FORZA ITALIA): “PARCHI PUBBLICI NEL DEGRADO E NELL’EMERGENZA PERICOLO A TORDANDREA E SANTA MARIA DEGLI ANGELI: GIOCHI TRANSENNATI, AREE ABBANDONATE E ZERO MANUTENZIONE.
HO DEPOSITATO UN’URGENTE ISTANZA DI ACCESSO AGLI ATTI”

Dal parco di Via San Rocco a Tordandrea ai Giardini Giorgio Almirante fino all’area verde davanti alla Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli: erbacce, giochi chiusi da mesi, panchine distrutte e totale assenza di manutenzione. Il Capogruppo di Forza Italia lancia una durissima offensiva politica e amministrativa per ottenere documenti, verifiche e responsabilità del Comune, continuando la sua battaglia per sicurezza, decoro e manutenzione del territorio di Assisi e frazioni. “Non si può nascondere il fallimento dietro transenne e cartelli.”

 

Assisi, 22/05/2026 – Non ha usato mezzi termini, Francesco Fasulo. Non li ha mai usati, del resto. E nemmeno questa volta ha scelto la strada della diplomazia istituzionale, delle attese fiduciose, dei comunicati morbidi che non urtano nessuno e non smuovono nulla. Il Consigliere Comunale ha impugnato l’unico strumento che questa Amministrazione sembra temere davvero: la trasparenza. E lo ha fatto con un’istanza di accesso agli atti — articolata, chirurgica, in tredici punti documentali — che da ieri giace sulla scrivania del Sindaco, della Giunta e del Dirigente ai Lavori Pubblici. Perché ad Assisi c’è un problema che non può più essere nascosto dietro un cartello di avviso e una transenna arrugginita. E quel problema si chiama incuria. Si chiama inefficienza. Si chiama, semplicemente, mancanza di rispetto verso i cittadini.

«Sono mesi — attacca Fasulo — che i giardini pubblici più frequentati di questa città versano in uno stato di abbandono vergognoso. Mesi. Non sto parlando di un guasto improvviso, di un imprevisto. Parlo di un’Amministrazione che ha smesso di governare e ha cominciato a transennare. Perché è più facile chiudere un’area giochi che ripararla. È più facile appendere un foglio che assumersi una responsabilità. Ed è esattamente questo il modus operandi che io intendo smascherare, atto dopo atto, documento dopo documento.»

Il quadro che Fasulo ricostruisce è impietoso. Tre luoghi simbolo, tre aree che dovrebbero essere il fiore all’occhiello della città e che invece ne rappresentano la più evidente sconfessione.

A Tordandrea, nei Giardini di Via San Rocco, le attrezzature ludiche sono transennate da mesi. Cartelli sbiaditi dal sole annunciano «riparazioni urgenti» e un’attesa di «pezzi di ricambio» che non arrivano. Non sono mai arrivati. E i bambini, da mesi, guardano i giochi da dietro un nastro di plastica.

A Santa Maria degli Angeli, proprio di fronte alla Basilica Papale — il luogo più visitato dell’intera città dopo la Basilica di San Francesco, Patrimonio Mondiale UNESCO — la scena è persino più desolante: un’altalena è stata rimossa. Non riparata: rimossa. Perché era talmente fatiscente da costituire un pericolo. Ed è sparita nel nulla, senza che nessuno abbia mai spiegato quando e come sarà sostituita. L’altalena superstite, sola e malferma, è il monumento involontario all’incuria di chi amministra.

E poi ci sono i Giardini Giorgio Almirante, sempre a Santa Maria degli Angeli. Stessa scena. Giochi transennati, abbandonati, inaccessibili. Nessun operaio, nessun intervento, nessuna data di riapertura. Solo silenzio. Il silenzio più rumoroso che un’Amministrazione possa produrre: quello di chi non ha nulla da dire perché nulla ha fatto.

«Quanto tempo occorre per riparare un’altalena? — incalza Fasulo — Una settimana? Dieci giorni? Un mese? Non esiste al mondo un’amministrazione efficiente che impieghi mesi per ripristinare un gioco per bambini. A meno che, semplicemente, non abbia mai attivato le procedure. Non abbia mai stanziato le somme. Non abbia mai emesso un ordinativo. È questa l’ipotesi che io intendo verificare. Perché se così fosse — e tutto lascia credere che sia così — saremmo di fronte a un’omissione gravissima, non a un ritardo.»

L’atto depositato da Fasulo non è un’iniziativa simbolica. È un’operazione di controllo politico-amministrativo condotta con precisione forense. L’istanza — fondata sull’articolo 43 del Testo Unico degli Enti Locali, che garantisce a ogni consigliere comunale il diritto di accedere a tutti gli atti e le informazioni utili all’espletamento del mandato — chiede all’Amministrazione di consegnare, nero su bianco: il piano di manutenzione delle aree gioco, i contratti di appalto con le ditte affidatarie, i verbali delle verifiche periodiche degli ultimi ventiquattro mesi, le determine di stanziamento delle somme, gli ordinativi di riparazione, gli ordini di fornitura dei pezzi di ricambio, la corrispondenza con le imprese incaricate, le relazioni tecniche sullo stato di sicurezza delle attrezzature. E tutto ciò che, a qualsiasi titolo, attenga alla gestione e alla messa in sicurezza dei parchi pubblici comunali.

Tredici punti. Tredici chiavi per aprire le stanze di un’Amministrazione che, dietro la coltre dei comunicati rassicuranti e delle rassicurazioni di facciata, potrebbe nascondere il vuoto più completo.

«Ho chiesto tutto — spiega il Consigliere — perché i cittadini hanno diritto di sapere tutto. Hanno diritto di sapere se i soldi pubblici sono stati spesi. Se le ditte sono state incaricate. Se qualcuno, in questi mesi, ha fatto qualcosa di diverso dallo stampare un cartello di avviso e sperare che nessuno si accorgesse del degrado. La trasparenza non è un optional: è un obbligo di legge. Ed è il presupposto minimo della democrazia locale.»

Fasulo non si ferma ai parchi gioco. Allarga lo sguardo, e il quadro che ne emerge è quello di un’Amministrazione che ha fatto dell’inerzia il proprio metodo di governo. «I giardini abbandonati sono solo l’ultimo tassello — denuncia — di una catena di inefficienze che i cittadini di Assisi e frazioni conoscono bene. Basta pensare ai lavori della struttura polivalente dello Stadio Migaghelli di Santa Maria degli Angeli: un altro cantiere che si trascina tra rinvii, silenzi e giustificazioni sempre più logore. Il copione è lo stesso: si annuncia, si promette, si rinvia. E intanto gli impianti invecchiano, i bambini non hanno dove giocare, gli atleti non hanno dove allenarsi. È la cifra di questa Amministrazione: l’arte di non concludere nulla, raccontando ogni volta che tutto è sotto controllo.»

Il Consigliere non usa giri di parole: «Questa non è amministrazione, è resistenza passiva. È il rifiuto di governare mascherato da gestione ordinaria. E io non ho intenzione di farmi complice di questa messinscena. Il mio ruolo è controllare, verificare, pretendere risposte. E se le risposte non arrivano, o arrivano incomplete, userò ogni strumento che la legge mi mette a disposizione per farle arrivare. Fino in fondo.»

C’è un tratto che distingue Francesco Fasulo da molti altri rappresentanti delle istituzioni locali, ed è il rifiuto esplicito della politica da palazzo. Fasulo rivendica, con orgoglio, la propria estraneità ai riti dell’establishment amministrativo assisano. «Io sono un consigliere di strada — ripete spesso — e di strada voglio restare. Cammino, guardo, ascolto. Parlo con i cittadini, non con i potenti. E quando vedo che qualcosa non funziona, non giro la testa dall’altra parte. Non faccio finta di niente per non disturbare. Alzo la voce. Perché è per questo che i cittadini mi hanno eletto: non per applaudire la Giunta, ma per controllarla. Non per assecondare il Sindaco, ma per incalzarlo. E lo farò, sempre, senza sconti per nessuno.»

Il Consigliere Fasulo non cambia registro. «Io sto dalla parte dei cittadini — conclude — e i cittadini di Assisi e delle frazioni meritano una città dove i bambini possano giocare senza pericolo, dove le opere pubbliche si completano nei tempi previsti, dove chi governa risponde a chi chiede conto del proprio operato. Meritano trasparenza, efficienza, rispetto. E finché questa Amministrazione non glieli garantirà, io sarò qui. A pretendere risposte. Un documento alla volta, se necessario. Ma le risposte arriveranno.»

L’istanza di accesso agli atti è solo il primo passo. Se entro i termini di legge l’Amministrazione non fornirà la documentazione richiesta, o la fornirà in modo parziale, Fasulo annuncia che procederà con ogni iniziativa utile.

Nel frattempo, il Consigliere invita tutti i cittadini che volessero segnalare ulteriori situazioni di degrado o inefficienza a contattarlo direttamente. «La mia porta è sempre aperta — ricorda — e il mio telefono è quello di sempre. Perché il controllo sull’Amministrazione non lo faccio da solo: lo faccio con i cittadini, per i cittadini. Ed è insieme a loro che questa battaglia la vinceremo.»

 

 


Francesco Fasulo
Consigliere Comunale di Opposizione
Capogruppo di Forza Italia Assisi e Frazioni
Consigliere di Strada

 

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