Ne abbiamo parlato con la Magistrata Dott.ssa Lidia Brutti, con l’Onorevole Vincenzo Amendola del Partito Democratico, con l’avvocato Stefano Mingarelli della Segreteria Regionale di AVS, la rappresentante sindacale Fillea CGIL Umbria Elisabetta Masciarri, e l’Assessore del Comune di Perugia in quota Movimento 5 Stelle Francesca Tizi.
Perché votare NO?
𝗜𝗻𝗱𝗶𝗽𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝘇𝗮, 𝗻𝗼𝗻 𝗶𝘀𝗼𝗹𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼: La separazione delle carriere e la nuova Corte Disciplinare rischiano di sottoporre i giudici al controllo della politica. Votare NO significa mantenere la magistratura autonoma da ogni altro potere.
𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗶𝗹 𝘀𝗼𝗿𝘁𝗲𝗴𝗴𝗶𝗼: Sostituire il merito e la scelta democratica con il “caso” per i membri del CSM non è una riforma, è una rinuncia a governare la giustizia con competenza.
𝗗𝗶𝗳𝗲𝘀𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗼: Una magistratura più debole significa cittadini meno tutelati di fronte ai soprusi. La giustizia non deve diventare uno strumento in mano alla maggioranza di turno.
A differenza dei referendum abrogativi, per questo referendum costituzionale 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝘀𝗶𝗻𝗴𝗼𝗹𝗼 𝘃𝗼𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮. Non importa quanti andranno alle urne: chi vota decide per tutti.





