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Bastia Umbra
22 Febbraio 2020
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Bastia Umbra Politica

Il Sindaco Paola Lungarotti in risposta al commento all’articolo “Cerimonia di intitolazione di Via Martiri delle Foibe a Bastia Umbra”.

Pubblicato su  https://www.bastiaoggi.it/il 10 Febbraio 2020 Notizie, Sociale  

 

 

Di solito non rispondo mai alle provocazioni, le riconosco come espressione di libertà personale, ma leggendo su “Bastia Oggi” il commento di Graziano Lazzari sull’intitolazione di una via ai Martiri delle Foibe “Una vergogna… Ancora una volta dopo il sindaco Ansideri anche la Lungarotti non perde l’occasione per sdoganare i movimenti fascisti e fuorilegge” non sono potuta rimanere indifferente. L’indifferenza è l’atteggiamento che ha segnato e segna tutt’oggi tanti drammi della nostra storia e per questo rispondo.  

Rispondo a Graziano Lazzari ma anche a tutti coloro che ancora oggi dividono il giusto dall’ingiusto, il condannabile dal perdonabile attraverso le categorie ideologiche. Su i Martiri delle Foibe “quel che si può dire di certo è che si consumò – nel modo più evidente con la disumana ferocia delle foibe – una delle barbarie del secolo scorso”, così scrisse nel 2007 l’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.  

Se di vergogna si deve parlare,  questa, gent.mo sig. Lazzari, non mi appartiene. Si dovrebbe vergognare lei per quello che scrive e per quello che pensa: ancora oggi un sentimento di indifferenza nei riguardi delle barbarie storiche su cui tutti, indistintamente dal colore della bandiera e dal credo politico, dovremmo esprimere il nostro NO, mai più!  

Sa che cosa contraddistingue le guerre mondiali dalle altre guerre subite in precedenza? Non solo il numero impressionante dei caduti ma essenzialmente il fatto che morirono più civili rispetto ai militari. Civili innocenti, il più delle volte senza appartenenza ad un partito o ad una ideologia. Sangue innocente, sparso anche per aiutare gli altri non solo per salvare se stessi. Se il 6 febbraio avesse partecipato alla serata organizzata da questa amministrazione che “sdogana i movimenti fascisti e fuorilegge” sulle donne che sono state infoibate forse il suo giudizio ideologico avrebbe lasciato posto ad una ben più profonda riflessione sul significato della Persona e la sua inalienabile dignità di esserci e di esistere. Sono onorata di rappresentare la continuità con il Sindaco Ansideri, non solo per questo. Il Sindaco Ansideri ha dimostrato più volte di superare gli steccati del pregiudizio e del giudizio banale. Per questo ho accettato di raccogliere il testimone. Questa Amministrazione raccoglie al di sopra delle visioni ideologiche ogni proposta e sollecitazione che possa alimentare il senso della comunità e della cittadinanza. No sudditi, ma cittadini attivi. Un’ultima considerazione, anche se ne avrei tante altre da sottolineare: “Il suddito ideale del regime totalitario non è il nazista convinto o il comunista convinto, ma l’individuo per il quale la distinzione fra realtà e finzione, fra vero e falso non esiste più.” (Hannah Arendt) Se avrò modo, le racconterò una lezione di vita che mi diede un mio studente del liceo psicopedagogico.  

 

Sindaco Paola Lungarotti 

Bastia Umbra, 13  Febbraio 2020                                           

Ufficio Stampa del Sindaco 

1 commento

giorgio croce 14 Febbraio 2020 at 20:37

Premettendo che tutti i morti innocenti meritano rispetto, vorrei sottoporre all’attenzione del lettore un passo dello scritto (sarebbe opportuno leggerlo per intero) di Davide Conti storico, consulente dell’Archivio Storico del Senato della Repubblica, che fa un po’ di chiarezza sui terribili fatti accaduti. Devo dire che non sono tanto d’accordo con Graziano quando dice che la Sindaca ripercorre la stessa strada di Ansideri. A mio avviso la Sindaca guida una Giunta con un piglio molto più di destra del precedente Sindaco. Ha nella sua Giunta due Assessori di FdI e ha “premiato” un Assessore che ha definito “culona schifosa” un’avversaria politica (poi piantiamo alberi di mimosa vicino alla panchina rossa!). E devo dire che non ho visto Ansideri in prima fila ad applaudire le esternazioni di Salvini al contrario dell’attuale Sindaca. Intestare una via alle vittime delle foibe va bene, inaugurarla con Casa Pound (nota alle cronache per il suo afflato democratico) questo non va bene. Capisco che viviamo tempi bui col razzismo che avanza, tanti muri che si erigono, tanta politica confusa, ma chi si dice democratico, a maggior ragione, democraticamente deve agire ad ogni livello. Ringrazio per l’attenzione.

……..“Il mito degli “italiani brava gente” ha ragion d’essere di fronte alla consolidata storiografia che ormai da decenni ha ricostruito documentalmente i crimini di guerra del regio esercito e delle formazioni fasciste? Fu Mussolini stesso, d’altro canto, il 22 settembre 1930 a Pola, ad anticipare ciò che sarebbe accaduto “di fronte ad una razza come la slava, inferiore e barbara non si deve seguire la politica che da lo zuccherino, ma quella del bastone, credo che si possano più facilmente sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani” I mancati conti col nostro passato fascista, dunque, impediscono di dare compiuta attuazione alle stesse disposizioni del Giorno del ricordo che si propone da un lato di “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe e dell’esodo” e contestualmente di affrontare “la più complessa vicenda del confine orientale”. Senza una ridefinizione della complessità storica le foibe vengono presentate come “pulizia etnica” o come violenza perpetrata contro gli italiani in quanto tali. In realtà l’Esercito Popolare di Liberazione di Josif Broz Tito combattè contro tutti gli eserciti di occupazione e contro tutti i loro collaborazionisti, indipendentemente dalla loro nazionalità: gli ustascia croati, i cetnici serbi, i domobranci sloveni, i nazisti tedeschi e i fascisti italiani. E sostenne quella lotta di liberazione con al fianco migliaia di soldati italiani unitisi alle formazioni partigiane dopo l’armistizio. Contestualmente un gran numero di jugoslavi deportati in Italia nei campi di concentramento dopo l’8 settembre si unirono ai partigiani italiani nella Lotta di Liberazione Nazionale da cui è nata la Costituzione della Repubblica”………
Davide Conti

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