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Bastia Umbra
29 Giugno 2022
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Giornale dell'Umbria

Sequestro a Ospedalicchio, 4 condanne

Il rapimento doveva essere la punizione per un intoppo su una partita di soldi da ripulire: pene fino a 7,5 anni
Altri due imputati sono in attesa della sentenza con rito ordinario
BASTIA UMBRA – Due condanne a 7 anni e mezzo di carcere e altre due a 5 anni. Si è concluso ieri il processo con rito abbreviato a carico di quattro dei sei presunti responsabili (per la condanna definitiva bisognerà attendere la Cassazione) di un sequestro di persona punitivo, avvenuto nell’estate del 2013 ad Ospedalicchio di Bastia Umbra.Il gup Semeraro ha inoltre disposto il pagamento di una provvisionale di 31mila euro quale risarcimento danni per la vittima del sequestro
e di 10mila per il fratello di quest’ultimo, che avrebbe dovuto pagare il riscatto. Entrambe le parti civili sono state difese dagli avvocati Antonini e Maccabei.
Per gli altri due imputati, che invece hanno scelto il rito ordinario, le prossime udienze sono state fissate per il 12 e il 26 di questo mese. Ma ripercorriamo i fatti. Il sequestro di persona a scopo punitivo,secondo quanto ricostruito in aula, è avvenuto a Ospedalicchio a causa di “problemi” relativi ad uno scambio di borsoni contenenti del denaro. L’uomo poi sequestrato avrebbe avuto il compito di fare, in un certo senso, da intermediario tra chi aveva dei soldi, ritenuti di provenienza illecita, e chi, al contrario, ne aveva l’esatta metà, ma puliti.Nello specifico si trattava di scambiare 100mila euro da “lavare” con 50mila euro in banconote che avrebbero potuto tranquillamente circolare in quanto non “segnate”.Lo scambio, però, secondo quanto ricostruito dai carabinieri della compagnia di Perugia e del Ros che hanno condotto le indagini, non è andato come immaginato.Chi doveva ricevere i 50mila euro si era ritrovato con una borsa di carta straccia. A farne le spese, quindi,il “passeggero”, l’imprenditore di Spello che, per punizione, secondo quanto ricostruito dall’accusa, era stato rapito e chiuso in ufficio a Fiano Romano, finché il fratello non si era offerto di pagare il riscatto.Ma, invece, del riscatto, i sei presunti responsabili del rapimento,si erano trovati di fronte i carabinieri e quindi le manette.

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