COMUNICATO STAMPA
NOTA DEL SINDACO DI ASSISI VALTER STOPPINI
Assisi, 13/08/2026 – Siamo felici che l’opposizione prenda sul serio il dibattito consiliare sui temi importanti. Accogliamo volentieri la possibilità di parlare di decisioni delicate come quella della rottamazione quinquies che la nostra amministrazione ha scelto di non adottare. Abbiamo però riscontrato, nella nota del consigliere Cicogna, una serie di informazioni errate e tendenziose che ci sembra giusto ribattere punto per punto.
La responsabilità amministrativa prima della propaganda: i fatti sulla mancata adesione alla “rottamazione quinquies”
In merito alle critiche sollevate dalla Lista Eolo Cicogna Sindaco sulla mancata adesione alla “rottamazione quinquies”, riteniamo doveroso ristabilire la verità dei fatti con dati tecnici alla mano, abbandonando le polemiche strumentali per spiegare le ragioni di una scelta responsabile a tutela dell’Ente e della collettività.
Prima di parlare di grande maggioranza di comuni che hanno aderito alla rottamazione, bisognerebbe vedere i dati reali: i comuni italiani che non hanno aderito, scegliendo quindi di tutelare i propri bilanci e il principio di equità sono più della metà, tra cui anche Enti di grandi dimensioni come Firenze e Milano.
- Il mito della rottamazione che porta incassi
L’opposizione sostiene che la rottamazione sarebbe stata l’unica via per incassare crediti vetusti.
I dati dell’Ufficio Tributi dicono l’esatto contrario. Analizzando i carichi affidati ad ADER dal 2000 al 2023, si rileva che la propensione dei contribuenti ad aderire a precedenti misure agevolative è stata molto bassa. Peraltro, la rottamazione quarter consentiva di estinguere i carichi affidati ad ADER dal 2000 al 2022: chi avesse voluto regolarizzare la propria posizione senza sanzioni e interessi, avrebbe potuto farlo nel 2023, ma in quel caso l’adesione è stata inferiore al 10%!!!
Ciò dimostra che la rottamazione non è lo strumento efficace per recuperare il “vetusto” che l’opposizione definisce inesigibile. I crediti sono tutti esigibili, proprio perché quelli che ADER ha comunicato essere inesigibili, sono già stati già stralciati dal Bilancio. La rottamazione quinquies avrebbe solo diluito ulteriormente, su un arco temporale di ulteriori 9 anni (54 rate bimestrali a decorrere da marzo 2027) incassi che, con le attuali azioni di riscossione coattiva, stanno già rientrando con flussi costanti (oltre 1,3 milioni di euro tra il 2024 e il 2026).
- Una scelta di equità, non di “premi”
L’opposizione contesta il principio di tutela dei cittadini in regola. Ribadiamo: per noi il Comune non è un ente che premia, ma che rispetta chi adempie ai propri doveri. Il nostro Ufficio Tributi garantisce già percorsi di regolarizzazione attraverso il ravvedimento operoso e le rateizzazioni per chi lo richiede e ne possiede i requisiti. Peraltro le varie fasi che l’Ufficio è tenuto a rispettare per consentire la regolarizzazione delle posizioni tributarie, senza rischiare la prescrizione/decadenza della pretesa, possono durare fino a 5 anni, ma di fatto i tempi si allungano di molto a causa degli atti interruttivi, prima di affidare i carichi ad ADER. Si punta a ridurre tali tempistiche, ma comunque la legge impone l’invio di più comunicazioni di inadempienza nel corso del tempo (prima di attivare la riscossione coattiva), proprio per garantire al cittadino la possibilità di regolarizzare la propria posizione debitoria. La “rottamazione” avrebbe azzerato sanzioni e interessi anche per chi, potendo pagare, ha scelto di non farlo per anni, creando una disparità inaccettabile nei confronti di chi, con sacrificio, ha pagato regolarmente i tributi.
- La sostenibilità finanziaria del Comune
L’opposizione ignora la differenza sostanziale tra lo Stato e un Comune. Lo Stato infatti punta a massimizzare l’adesione e può permettersi di distribuire gli incassi su un orizzonte lungo, senza particolari tensioni di liquidità.
Per un Comune – soprattutto di dimensioni contenute – il problema si presenta in termini completamente diversi.
I crediti locali affidati ad ADER hanno caratteristiche ricorrenti: importi medi ridotti, elevata frammentazione, forte incidenza di entrate tributarie e sanzionatorie.
Inserire queste posizioni in un piano di rientro fino a nove anni significa, in sostanza, trasformare un credito già incerto in un flusso finanziario estremamente diluito.
Questo, ovviamente, avrebbe comportato una riduzione del flusso di denaro in entrata ridotto a causa dell’abbattimento di sanzioni e interessi, ma soprattutto lo spostamento nel tempo all’esercizio finanziario 2027 e successivi.
Infatti, il Comune avrebbe rinunciato subito a una parte certa del credito – sanzioni e interessi – ma avrebbe ottenuto in cambio un incasso che si distribuisce nel tempo e che incide poco sulla gestione corrente. Il risultato, quindi, non è soltanto “incassare meno”, ma incassare tardi e con un effetto finanziario spesso marginale.
In termini sostanziali, il Comune si comporterebbe, a nostro avviso, come un soggetto che concede tempo e liquidità, senza però disporre degli strumenti che permettono allo Stato di sostenere questa scelta.
Per un Comune come Assisi che deve mantenere l’equilibrio finanziario e limitare il ricorso ad anticipazioni di tesoreria, questo elemento non è secondario e quindi il tempo di incasso diventa una variabile decisiva, e tutt’altro che neutra, soprattutto in considerazione dei flussi di entrata registrati negli ultimi anni.
- Sulla riscossione coattiva
Le critiche sulle limitazioni alla riscossione coattiva (soglie di pignoramento, ecc.) sono note e gestite nel rispetto del quadro normativo vigente. Il Comune di Assisi non ha “scelto il recupero coatto” a discapito della rottamazione: sta semplicemente utilizzando gli strumenti ordinari di legge che, contrariamente a quanto sostiene l’opposizione, stanno portando flussi di cassa concreti e costanti (nel 2024, 2025 e 2026, l’Agenzia delle Entrate Riscossione ha riversato al Comune somme significative, a conferma che l’attività di recupero è attiva ed efficace).
La rottamazione non è una “bacchetta magica” per far sparire i debiti o sanare i bilanci, ma una misura che, nel nostro caso, avrebbe prodotto effetti limitati sulla cassa a fronte di una rinuncia certa a sanzioni e interessi. Abbiamo scelto la via della responsabilità: continuare a gestire il credito con serietà, agevolando chi è davvero in difficoltà attraverso le misure poste in essere quotidianamente che garantiscono, al contempo, l’equità verso chi rispetta le regole. La propaganda lasciamola a chi preferisce lo scontro verbale al rigore amministrativo.

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