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24 Luglio 2026
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Assisi Politica

Consigliere Fasulo (Forza Italia): «Sindaco, ecco le prove che smontano la vostra versione…»

COMUNICATO STAMPA

CONSIGLIERE FASULO (FORZA ITALIA): «SINDACO, ECCO LE PROVE CHE SMONTANO LA VOSTRA VERSIONE. IL 21 LUGLIO AVETE CHIUSO IL CANCELLO IN FACCIA A UN ELETTO DAL POPOLO. BASTA BUGIE: I CITTADINI PRETENDONO DI SAPERE DOVE SONO FINITI I 2 MILIONI DEL MIGAGHELLI»

 

Assisi, 23 luglio 2026 – Il comunicato pubblicato ieri sulla pagina Facebook ufficiale “Città di Assisi” a firma dell’Amministrazione comunale non è una replica. È una falsificazione dei fatti, costruita ad arte per coprire l’ennesima violazione delle prerogative consiliari e per screditare chi, come me, esercita il proprio dovere costituzionale di controllo sull’operato dell’Amministrazione.

Smonto punto per punto, con i documenti alla mano.

Tutti gli atti amministrativi citati in questo comunicato – la mia istanza del 6 luglio, la nota del Segretario Generale dell’8 luglio, la risposta del Dirigente del 13 luglio – sono pubblicati integralmente sui miei canali social, a garanzia di trasparenza e perché ogni cittadino possa verificare personalmente i fatti e farsi una propria opinione. Quanto al messaggio inviatomi dal direttore dei lavori su Messenger la sera del 21 luglio, ne ho riportato testualmente i soli passaggi essenziali alla ricostruzione della verità.

PRIMO PUNTO: IL LUOGO DELL’APPUNTAMENTO NON È MAI STATO COMUNICATO

Il comunicato del Comune afferma testualmente: «Il consigliere Fasulo si è direttamente recato all’interno dello stadio (luogo da cui ha filmato e scritto sui social network i suoi post), che non era luogo dell’appuntamento (concordato tramite regolare scambio di mail)».

Questa affermazione è falsa.

Istanza di accesso del 6 luglio

La nota ufficiale del Dirigente del Settore Lavori e Opere Pubbliche del 13 luglio 2026, protocollata digitalmente dal Comune di Assisi – che ho pubblicato integralmente e che ogni cittadino può leggere – comunica esclusivamente quanto segue: «la data stabilita per il sopralluogo è fissata per il giorno 21 luglio 2026 alle ore 17:30».

Null’altro. Nessun luogo. Nessun “ingresso di viale Maratona”. Nessun “cartello di cantiere”. Nessuna indicazione di dove recarsi.

Se il Comune afferma che il luogo era stato “concordato tramite regolare scambio di mail”, è tenuto a esibire quelle mail. Io quelle mail non le ho mai ricevute. E se non esistono, ci troviamo di fronte a un comunicato istituzionale non veritiero, diffuso sulla pagina ufficiale del Comune di Assisi, che attribuisce a me – pubblico ufficiale nell’esercizio delle mie funzioni – una condotta inesistente.

La struttura polivalente sorge presso lo Stadio “Giuseppe Migaghelli”. È lì che mi sono recato. È lì che ho atteso. È lì che non si è presentato nessuno.

SECONDO PUNTO: L’ORARIO. IL COMUNE DICE 17:00, IL DIRETTORE DEI LAVORI DICE 17:20

Prot. Par 0042659 del 08-07-2026 – Documento di risposta per la richiesta del 6 luglio 2026

Il comunicato del Comune sostiene che «il dirigente e il direttore dei lavori erano, come d’accordo, presenti in perfetto orario all’ingresso del cantiere (…) dalle ore 17:00».

Peccato che lo stesso direttore dei lavori mi abbia scritto personalmente un messaggio su Messenger – canale non istituzionale, una chat privata di Facebook – alle ore 20:55 del 21 luglio, a giochi ormai fatti, dichiarando testualmente:

«io in cantiere dalle 17.20» e «Il dirigente è arrivato alle 17.25».

Dunque: non erano presenti dalle 17:00, ma dalle 17:20 (il direttore dei lavori) e dalle 17:25 (il dirigente). E l’appuntamento ufficiale, fissato con nota protocollata, era alle 17:30.

Quindi il comunicato del Comune mente sull’orario di presenza dei suoi stessi funzionari. E lo fa per costruire la narrazione falsa del “consigliere che non si è presentato”.

TERZO PUNTO: IL DIRETTORE DEI LAVORI ERA IN FERIE ED È ANDATO VIA ALLE 17:45. IO HO ASPETTATO FINO ALLE 19:00.

Nel medesimo messaggio – ripeto: una chat privata su Facebook, non una comunicazione ufficiale, non una PEC, non una mail istituzionale – il direttore dei lavori aggiunge: «Considera che sono in ferie e stamattina dovevo partire per la montagna… ma dato che era stato fissato l’incontro ho posticipato la partenza a domani». E specifica di essere rimasto in cantiere solo fino alle 17:45.

Fermiamoci un attimo su questo dato, che da solo distrugge l’intera narrazione del Comune.

Prot_Par 0043573 del 13-07-2026 – Documento richiesta accesso atti Migaghelli

Il direttore dei lavori – in ferie, con la valigia pronta per la montagna – arriva alle 17:20. Il dirigente arriva alle 17:25. L’appuntamento ufficiale è alle 17:30. Alle 17:45, dopo appena quindici minuti dall’orario fissato, il direttore dei lavori se ne va.

Io, nel frattempo, sono allo Stadio “Giuseppe Migaghelli” – il luogo dove la struttura polivalente sta sorgendo, lo stesso indicato nella mia istanza di accesso del 6 luglio – e attendo dalle 17:30 alle 19:00. Un’ora e trenta minuti sotto il sole di luglio, davanti a un cancello chiuso.

Quindici minuti loro. Un’ora e trenta io.

E in tutto questo tempo – un’ora e trenta minuti – nessuno mi ha cercato. Nessuno mi ha chiamato. Nessuno mi ha mandato un messaggio, una mail, nulla. Il messaggio su Messenger arriva solo alle 20:55, a oltre tre ore dalla fine del sopralluogo mancato.

È questa l’Amministrazione che millanta di aver “aspettato per oltre un’ora”?

QUARTO PUNTO: MESSENGER. UN CANALE NON ISTITUZIONALE PER UNA COMUNICAZIONE CHE AVREBBE DOVUTO ESSERE ISTITUZIONALE.

C’è un dettaglio che la dice lunga sul livello di improvvisazione e sulla totale assenza di coordinamento: il direttore dei lavori mi ha contattato su Messenger, una chat privata di Facebook. Non con una PEC. Non con una mail istituzionale. Non con una telefonata protocollata. Con un messaggio su un social network, alle 20:55 di sera, quasi tre ore e mezza dopo la fine del sopralluogo.

Se il sopralluogo era stato davvero “coordinato” – come la nota del 13 luglio del Dirigente affermava: «questa Amministrazione ha preventivamente interpellato il Direttore dei Lavori e l’Impresa esecutrice per coordinare le modalità di accesso e individuare una data idonea» – perché il direttore dei lavori non aveva il mio numero di telefono? Perché non mi ha chiamato mentre ero a poche decine di metri di distanza? Perché ha usato un canale informale, privato, non tracciabile, per giustificarsi a posteriori?

La risposta è semplice: perché il coordinamento non c’è mai stato. Perché l’organizzazione è stata affidata all’improvvisazione. Perché un direttore dei lavori in ferie, richiamato all’ultimo momento, è stato lasciato solo a presidiare un ingresso di cantiere senza sapere nemmeno come mettersi in contatto con il consigliere che doveva incontrare.

E l’impresa? Di lei nessuna traccia. Non nel messaggio del direttore dei lavori, non davanti al cancello dello stadio, non in alcuna comunicazione successiva.

QUINTO PUNTO: L’ACCUSA DI “STRUMENTALIZZAZIONE POLITICA”

Il Comune scrive: «Preferiamo non esprimerci sulla natura di questo scambio di luogo del consigliere Fasulo, ma abbiamo sentito la necessità di tutelare l’impegno e la buonafede dei professionisti che lavorano con il Comune di Assisi, che sono caduti vittime dell’ennesima strumentalizzazione politica».

Questa frase è gravissima sotto il profilo istituzionale. Non c’è stato alcuno “scambio di luogo”. C’è stata l’assenza di qualsiasi comunicazione sul luogo. E accusare un consigliere comunale di “strumentalizzazione politica” mentre esercita il diritto di accesso riconosciutogli dalla legge – art. 43, comma 2, del D.Lgs. 267/2000 (TUEL) – significa tentare di delegittimare la funzione di controllo che la Costituzione e la legge mi affidano.

Ricordo all’Amministrazione che il diritto di accesso del consigliere comunale, come affermato dalla giurisprudenza amministrativa costante, ha natura «non condizionata» ed è funzionale «alla verifica e al controllo del comportamento degli organi istituzionali decisionali dell’ente locale», configurandosi come «peculiare espressione del principio democratico dell’autonomia locale e della rappresentanza esponenziale della collettività» (Consiglio di Stato, Sez. V, n. 5750/2024; TAR Lombardia, Brescia, n. 298/2021).

Il Consiglio di Stato ha scolpito un principio che calza perfettamente su questa vicenda: «sul consigliere comunale non può gravare alcun particolare onere di motivare le proprie richieste di accesso, atteso che, diversamente opinando, sarebbe introdotta una sorta di controllo dell’ente, attraverso i propri uffici, sull’esercizio delle sue funzioni».

È esattamente quello che il Comune di Assisi ha fatto con il post di ieri: ha tentato di esercitare un controllo sull’esercizio del mio mandato, screditandomi pubblicamente di fronte ai cittadini.

SESTO PUNTO: LA CATENA DOCUMENTALE COMPLETA. TUTTI SAPEVANO. TUTTI.

Ricostruiamo la cronologia esatta, perché i fatti sono testardi e i documenti non mentono:

  • 6 luglio 2026, ore 11:22 – Protocollo la mia istanza di accesso, ispezione, documentazione fotografica e sopralluogo presso il cantiere della Struttura Polivalente “Giuseppe Migaghelli”. Protocollo n. 41947.
  • 8 luglio 2026 – Il Segretario Generale del Comune di Assisi mi risponde con nota protocollata digitalmente, comunicandomi che l’istanza è stata «trasmessa per competenza al Dirigente». Il Segretario Generale è informato. L’istanza è stata smistata. Tutti sanno del sopralluogo.
  • 13 luglio 2026 – Il Dirigente mi risponde con nota protocollata digitalmente: sopralluogo fissato per martedì 21 luglio 2026, ore 17:30. Accesso autorizzato «a titolo esclusivamente personale per la Sua persona, in qualità di Consigliere richiedente». Nessuna indicazione del luogo.
  • 21 luglio 2026, ore 17:20 – Come dichiarato dallo stesso direttore dei lavori nel messaggio Messenger, arriva in cantiere. Non alle 17:00 come millantato dal Comune. È in ferie. Ha posticipato la partenza per la montagna.
  • 21 luglio 2026, ore 17:25 – Il Dirigente arriva in cantiere. Non alle 17:00.
  • 21 luglio 2026, ore 17:30 – Mi presento puntualmente presso lo Stadio “Giuseppe Migaghelli” di Santa Maria degli Angeli, luogo dove sorge la struttura polivalente oggetto del sopralluogo.
  • 21 luglio 2026, ore 17:45 – Come dichiarato dal direttore dei lavori, se ne va. Dopo appena quindici minuti dall’orario fissato per l’appuntamento.
  • 21 luglio 2026, dalle 17:30 alle 19:00 – Attendo un’ora e trenta minuti. Il cancello è chiuso. Nessuno si presenta. Contatto telefonicamente il Comune di Assisi: mi viene riferito che gli uffici sono chiusi e che non è presente nessuno.
  • 21 luglio 2026, ore 20:55 – Il direttore dei lavori mi scrive su Messenger, chat privata di Facebook, confermando la sua presenza in cantiere dalle 17:20 alle 17:45. Non spiega perché nessuno – né lui, né il dirigente, né l’impresa – mi abbia cercato nell’ora e trenta minuti in cui ho atteso.

Questa è la catena documentale completa. Tre note protocollate digitalmente. Tre date. Tre uffici coinvolti: il protocollo generale, la Segreteria Generale, il Settore Lavori e Opere Pubbliche. E un messaggio privato su Facebook, unico “coordinamento” che il direttore dei lavori è riuscito a mettere in campo.

Il Comune afferma che dirigente e direttore dei lavori «hanno aspettato per oltre un’ora». Ma se il direttore dei lavori se n’è andato alle 17:45, non ha aspettato “oltre un’ora”: ha aspettato al massimo venticinque minuti. E se erano lì, e se io ero allo stadio – a poche decine di metri di distanza – perché nessuno mi ha chiamato? Perché nessuno mi ha scritto? Perché nessuno è venuto a cercarmi?

Io ho contattato il Comune. Loro no.

SETTIMO PUNTO: LA VIOLAZIONE DEL DIRITTO DI ACCESSO È UN FATTO OGGETTIVO

Al di là delle ricostruzioni contrapposte, c’è un fatto oggettivo e incontrovertibile: il sopralluogo non si è svolto. Il consigliere comunale, munito di regolare autorizzazione scritta e con una catena documentale che parte dal 6 luglio e passa attraverso tre uffici dell’Amministrazione, non ha potuto esercitare la propria prerogativa.

L’art. 43, comma 2, del TUEL attribuisce ai consiglieri comunali il diritto di «ottenere dagli uffici tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del proprio mandato». L’art. 10 del medesimo TUEL sancisce il principio generale di pubblicità di tutti gli atti dell’amministrazione comunale. L’art. 97 della Costituzione impone i principi di buon andamento, imparzialità, efficacia e trasparenza dell’azione amministrativa. Tutti principi violati.

La giurisprudenza amministrativa è granitica nel qualificare il diritto di accesso consiliare come avente «portata molto più ampia rispetto a quello generalmente previsto dall’art. 22, l. n. 241 del 1990 e ciò con riguardo sia alla legittimazione, sia al contenuto della pretesa ad accedere ai documenti amministrativi, sia, infine, all’assenza di particolari obblighi di motivazione e/o formalità» (TAR Campania, Napoli, n. 2596/2025).

L’Amministrazione comunale ha un obbligo giuridico di garantire l’accesso. Non un optional. Non una concessione graziosa. Un obbligo.

E quando un dirigente comunale comunica per iscritto una data, un orario e autorizza l’accesso – dopo che il Segretario Generale ha smistato l’istanza per competenza – e poi quel sopralluogo non si realizza per cause imputabili all’Amministrazione, si configura una violazione oggettiva del diritto consiliare. Non una “strumentalizzazione politica”. Una violazione della legge.

OTTAVO PUNTO: LA TUTELA DELLA MIA PERSONA E DEL MIO MANDATO

Il comunicato del Comune, pubblicato sulla pagina Facebook ufficiale “Città di Assisi” – che raggiunge migliaia di cittadini – mi accusa implicitamente di essermi recato deliberatamente nel luogo sbagliato per montare una polemica politica.

Questa è un’accusa lesiva della mia reputazione di consigliere comunale e di pubblico ufficiale.

Esercito in questo comunicato il mio diritto di critica politica. La Corte di Cassazione (Sez. V, n. 23025/2026) ha affermato che la critica politica costituisce «legittimo esercizio della libertà di espressione tutelata dall’art. 10 CEDU» ed è scriminata ex art. 51 c.p. quando – come in questo caso – si fonda su fatti documentati, verte su questioni di pubblico interesse e non trascende in attacchi personali gratuiti. La Suprema Corte ha inoltre precisato che «quanto maggiore è il potere esercitato dal destinatario della critica, tanto più ampia è la sua esposizione al controllo democratico da parte dell’opposizione politica e dei cittadini» e che «soprattutto nel discorso politico, debbano essere tollerate anche espressioni aspre o iperboliche, in quanto funzionali al confronto democratico» (Cass. pen., Sez. V, n. 5359/2026).

Il limite invalicabile – dice ancora la Cassazione (Sez. V, n. 8235/2026) – è l’attacco personale con epiteti gratuiti e svincolati dai fatti. Nulla di tutto questo è presente nel mio comunicato. Ogni mia affermazione è ancorata a documenti verificabili. Non attacco persone: conteso la condotta di un’Amministrazione che ha violato il diritto di un eletto dal popolo e che ora tenta di delegittimarlo pubblicamente.

NONO PUNTO: LA DOMANDA CHE RIMANE SENZA RISPOSTA

Cosa c’è dietro quel cancello?

Il Sindaco e la sua Amministrazione, invece di rispondere alle mie legittime richieste di trasparenza su un’opera pubblica da due milioni di euro – costi lievitati da quattrocentocinquantamila a due milioni, cantiere fermo, degrado, associazioni sportive che attendono da anni – hanno scelto la strada dell’attacco personale.

Hanno utilizzato la pagina Facebook istituzionale del Comune di Assisi non per informare i cittadini, ma per screditare un consigliere di opposizione.

È un atto di debolezza. Ed è la prova che qualcosa, dietro quel cancello, non vogliono farmi vedere.

LE MIE RICHIESTE

Alla luce di quanto esposto, chiedo formalmente:

  1. Al Sindaco: esibire immediatamente le mail che il Comune afferma essere state scambiate per concordare il luogo dell’appuntamento. Se quelle mail non esistono, il responsabile della comunicazione istituzionale dovrà trarne le conseguenze e l’Amministrazione dovrà rettificare immediatamente il post pubblicato sulla pagina Facebook “Città di Assisi”.
  2. Al Segretario Generale del Comune di Assisi: accertare le responsabilità organizzative e amministrative del mancato sopralluogo del 21 luglio 2026 – lei che ha trasmesso l’istanza per competenza l’8 luglio e che quindi era pienamente a conoscenza della richiesta – verificare la veridicità delle affermazioni contenute nel comunicato istituzionale e trasmettere gli esiti alla Procura della Repubblica competente qualora emergano profili penalmente rilevanti.
  3. Al Dirigente del Settore Lavori e Opere Pubbliche: fissare immediatamente una nuova data per il sopralluogo, con comunicazione scritta del luogo esatto, garantendo l’effettiva presenza di tutti i soggetti coinvolti – impresa compresa – e adottando ogni misura necessaria affinché il mio diritto di accesso sia pienamente esercitato.
  4. Ai cittadini di Assisi e delle frazioni: tutti gli atti citati in questo comunicato – la mia istanza del 6 luglio 2026, la nota del Segretario Generale dell’8 luglio 2026, la risposta del Dirigente del 13 luglio 2026, il messaggio del direttore dei lavori del 21 luglio 2026, il comunicato del Comune – sono pubblicati integralmente sui miei canali social. Leggeteli. Confrontateli. Verificate le date, gli orari, le contraddizioni. E traete le vostre conclusioni. La trasparenza amministrativa non è uno slogan: è un diritto dei cittadini e un dovere delle istituzioni.

Non mi fermerò. Questo è solo l’inizio.

 

 


Francesco Fasulo
Consigliere Comunale di Opposizione
Capogruppo Forza Italia – Assisi e Frazioni
Consigliere di Strada

 

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