COMUNICATO STAMPA
CONSIGLIERE FASULO (FORZA ITALIA) FA ESPLODERE IL CASO MIGAGHELLI: «STOPPINI, DOVE SONO FINITI I 2 MILIONI DELLA STRUTTURA POLIVALENTE
DEL MIGAGHELLI DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI?
IL 21 LUGLIO MI AVETE CHIUSO IL CANCELLO IN FACCIA.
ADESSO PRETENDO DI ENTRARE»
Il caso travolge il Comune di Assisi. Sopralluogo del 21 luglio: autorizzazione scritta, poi il dirigente del Comune di Assisi, il Direttore dei Lavori e l’Impresa non si presentano. Il Consigliere Fasulo attende un’ora e mezza da solo. Due milioni di euro pubblici inghiottiti da un cantiere blindato. «Tradite le promesse del 2025. Opera incompiuta, degrado, ritardi, costi esplosi da 450mila a 2 milioni. Valuto ogni profilo di responsabilità e vado fino in fondo»
Assisi, 22/07/2026 – L’istanza di accesso, ispezione e documentazione fotografica presso il cantiere della struttura polivalente in costruzione allo Stadio “Giuseppe Migaghelli” di Santa Maria degli Angeli l’avevo protocollata il 6 luglio 2026, presso il Comune di Assisi, prot. n. 41947, nell’esercizio delle prerogative che l’articolo 43 del D.Lgs. 267/2000 (Testo Unico degli Enti Locali) mi riconosce come consigliere comunale.
Il 13 luglio 2026, il Dirigente del Settore Lavori e Opere Pubbliche mi rispondeva con nota ufficiale, assegnata digitalmente al protocollo, comunicandomi che «questa Amministrazione ha preventivamente interpellato il Direttore dei Lavori e l’Impresa esecutrice per coordinare le modalità di accesso e individuare una data idonea». Il Comune, il Direttore dei Lavori e l’Impresa si sono messi d’accordo e mi hanno comunicato ufficialmente la data: martedì 21 luglio 2026, ore 17:30. Comunicazione protocollata digitalmente, con tanto di precisazione: accesso autorizzato «a titolo esclusivamente personale per la Sua persona, in qualità di Consigliere richiedente».
Non si è presentato nessuno. Non il Dirigente del Comune di Assisi. Non il Direttore dei Lavori. Non un rappresentante dell’Impresa. Un’ora e trenta minuti di attesa, dalle 17:30 alle 19:00, sotto il sole di luglio, davanti a un cancello chiuso.
IL DIRITTO CALPESTATO
Il diritto che stavo esercitando è una prerogativa sancita dalla legge: l’articolo 43, comma 2, del TUEL attribuisce ai consiglieri comunali il diritto di «ottenere dagli uffici tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del proprio mandato». L’articolo 10, comma 1, aggiunge che tutti gli atti dell’amministrazione comunale sono pubblici.
La giurisprudenza amministrativa è granitica. Il diritto di accesso consiliare ha natura «non condizionata» ed è funzionale al controllo politico-amministrativo, configurandosi come «peculiare espressione del principio democratico dell’autonomia locale e della rappresentanza esponenziale della collettività» (Consiglio di Stato, Sez. V, sentenza n. 6963/2010). Non richiede motivazione, non esige la prova di un interesse personale, perché – come ha affermato il TAR Lazio – Roma con la sentenza n. 7338 del 2021 – non è ammissibile «un controllo dell’ente, attraverso i propri uffici, sull’esercizio del mandato del consigliere comunale».
Ma ad Assisi, evidentemente, il controllo sull’esercizio del mandato lo hanno esercitato eccome. Non con un diniego espresso, che sarebbe stato impugnabile. Con la tecnica peggiore: quella dell’assenza, del silenzio, del cancello sbarrato in faccia a un rappresentante del popolo.
SILENZIO ASSOLUTO. NESSUNA SPIEGAZIONE.
Mentre aspettavo, ho contattato telefonicamente il Comune. Ho chiesto di parlare con il Settore Lavori e Opere Pubbliche. L’operatore del centralino ha verificato: nessun addetto presente negli uffici competenti. Ho richiamato una seconda volta. Stesso esito.
Nessuno mi ha avvisato. Nessuno mi ha chiamato. Nessuna mail, nessun messaggio, nessuna scusa. Silenzio totale. Dopo quasi due ore di attesa e di tentativi di contatto, ho messo tutto nero su bianco.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21163 del 2009, ha affermato con chiarezza che il diritto di accesso e informazione del consigliere comunale configura «un vero e proprio dovere di supporto da parte dei funzionari degli uffici dell’ente», la cui violazione espone a precise responsabilità di legge.
«PROMESSE ELETTORALI E REALTÀ DEI CANTIERI»: IL TRADIMENTO DEL SINDACO STOPPINI E DELLA SUA GIUNTA
Facciamo un passo indietro. Maggio 2025: elezioni comunali. Il 25 e 26 maggio i cittadini di Assisi vanno alle urne. Il Sindaco Stoppini, il Vicesindaco, la Giunta e l’intera maggioranza che oggi governa la città riempiono la campagna elettorale di una promessa martellante: la struttura polivalente presso lo Stadio Migaghelli sarà immediatamente fruibile e utilizzabile per le associazioni sportive, per i giovani, per la comunità.
Quella promessa è stata tradita.
E’ passato più di un anno. E cosa vedono oggi i cittadini di Assisi? Un’opera pubblica non completata. Lavori interrotti. Un cantiere che dall’esterno appare immobile, congelato. Degrado. Abbandono. Incuria. E soprattutto: ritardi pazzeschi e un potenziale sperpero di denaro pubblico che grida vendetta, con costi passati da quattrocentocinquantamila a due milioni di euro senza che nessuno abbia mai spiegato come e perché.
«C’è una differenza sostanziale tra le promesse elettorali e la realtà dei cantieri. E la struttura polivalente ne è l’esempio più devastante. Quella che durante la campagna del 2025 era stata presentata come una bandiera di battaglia dell’amministrazione Stoppini, oggi è un cantiere fermo, un’opera incompiuta, una promessa ridotta in macerie. Hanno tradito le associazioni sportive. Hanno tradito i giovani. Hanno tradito Assisi, Santa Maria degli Angeli e tutte le frazioni.»
Il punto non è soltanto il calendario dei lavori. È una questione di legalità e trasparenza amministrativa. È una questione di rispetto verso chi credeva in quell’opera. Di soldi pubblici che qualcuno deve spiegare dove sono finiti.
E allora io una domanda la pongo, forte e chiara: cosa hanno da nascondere dentro la struttura polivalente? Cosa c’è dietro quel cancello che il 21 luglio è rimasto chiuso? Perché scappano? Perché si sono volatilizzati tutti – dirigente, direttore dei lavori, impresa – proprio il giorno in cui dovevo entrare?
Io voglio vedere. Lo pretendo con ogni strumento che la legge mi mette a disposizione. Porterò avanti ogni iniziativa istituzionale, amministrativa e politica, fino al ricorso agli organi di controllo competenti, affinché quest’opera venga completata. Per i giovani. Per le associazioni sportive. Per garantire legalità e trasparenza. Perché Assisi merita molto più di una promessa tradita e di un cancello chiuso in faccia a chi la rappresenta.
LA SEGNALAZIONE URGENTE GIÀ PARTITA
Ho formalizzato una segnalazione urgente indirizzata al Segretario Generale del Comune di Assisi, e per conoscenza al Sindaco e allo stesso Dirigente del Settore Lavori e Opere Pubbliche, chiedendo:
- accertamenti immediati sulle cause del mancato svolgimento del sopralluogo;
- una relazione dettagliata da parte del Dirigente, del Direttore dei Lavori e dell’Impresa esecutrice, con l’indicazione precisa delle ragioni della mancata presenza;
- la verifica delle responsabilità organizzative e amministrative;
- l’adozione di ogni iniziativa per garantire il pieno esercizio delle mie prerogative ed evitare il ripetersi di analoghi episodi;
- la fissazione urgente di una nuova data, con garanzia dell’effettiva presenza dei soggetti competenti;
- formale riscontro scritto sugli accertamenti svolti e sulle determinazioni assunte.
«Quanto accaduto il 21 luglio non è un disguido. È un fatto di inaudita gravità istituzionale. Mi hanno autorizzato un sopralluogo per iscritto, con nota protocollata. Mi hanno detto: abbiamo interpellato tutti, abbiamo coordinato tutto, venga il 21 luglio alle 17:30. E poi, a quell’ora, il dirigente, il direttore dei lavori, l’impresa: tutti spariti. Dimenticano che io sono lì per i cittadini che mi hanno eletto. Per esercitare un controllo che la legge mi affida nell’interesse della collettività. Non arretrerò di un millimetro. Andrò fino in fondo.»
LE VIOLAZIONI: DAL TUEL ALLA COSTITUZIONE
Il quadro giuridico è inequivocabile. I fatti del 21 luglio configurano una simultanea violazione:
- dell’articolo 43 del D.Lgs. 267/2000: diritto incondizionato di accesso a tutte le notizie e informazioni utili all’espletamento del mandato;
- dell’articolo 10 del medesimo TUEL: principio generale di pubblicità di tutti gli atti dell’amministrazione comunale;
- dell’articolo 97 della Costituzione: principi di buon andamento, imparzialità, efficacia, trasparenza e leale collaborazione istituzionale, tutti calpestati dal comportamento omissivo tenuto ieri.
C’è un passaggio del Consiglio di Stato che scolpisce meglio di ogni commento ciò che è accaduto: «sarebbe introdotta una sorta di controllo dell’ente, attraverso i propri uffici, sull’esercizio del mandato del consigliere comunale» se si ammettesse che l’amministrazione possa sindacare o impedire l’accesso. È esattamente ciò che è successo: un controllo di fatto, esercitato senza nemmeno il coraggio di un diniego scritto.
I CITTADINI DEVONO SAPERE. E SAPRANNO.
Quanto accaduto al Migaghelli è lo specchio di un’amministrazione che teme la luce. Se non c’è nulla da nascondere, perché non presentarsi a un sopralluogo che loro stessi hanno fissato, dopo averlo concordato con impresa e direttore dei lavori?
Quei due milioni di euro sono soldi dei cittadini di Assisi e delle frazioni. I cittadini hanno il diritto di sapere come sono stati spesi, cosa è stato costruito, perché il cantiere è fermo, chi ha autorizzato la lievitazione dei costi.
La segnalazione al Segretario Generale è solo il primo atto. Non mi fermerò. Questo è solo l’inizio.

Francesco Fasulo
Consigliere Comunale di Opposizione
Capogruppo Forza Italia – Assisi e Frazioni
Consigliere di Strada
