COMUNICATO STAMPA
CONSIGLIERE FASULO (FORZA ITALIA): «METASTASIO DI ASSISI,
IL TEATRO DELL’ASSURDO: UNO SGABUZZINO CON UN DIVANO SPACCIATO PER RIPARTENZA»
«Un divano non fa un teatro: mentre la Sala Grande del Metastasio resta chiusa e incompiuta dopo dieci anni, l’Amministrazione inaugura una stanza e la vende come rinascita. Ho depositato l’accesso agli atti per fare luce sulla verità»
Assisi, 20/06/2026 – Il Capogruppo consiliare di Forza Italia, Francesco Fasulo, rompe il silenzio sull’inaugurazione del cosiddetto “Ridotto” del Teatro Metastasio annunciando il deposito di un’istanza formale di accesso agli atti per squarciare il velo su un’operazione che definisce senza mezzi termini «l’ennesima messinscena di un’Amministrazione che ha fatto della propaganda l’unica vera politica».
L’inaugurazione che non c’è: il Ridotto è una stanza con un divano
«L’Amministrazione comunale ha montato un’operazione di facciata – dichiara il Consigliere Francesco Fasulo – presentando alla città come un grande traguardo l’apertura di uno spazio che, alla prova dei fatti, si riduce a un locale di pochi metri quadrati con un divano all’ingresso, incapace di ospitare più di due persone. Lo hanno chiamato “Ridotto” e lo hanno inaugurato con ampio risalto mediatico il 28 maggio scorso, ma i cittadini di Assisi meritano la verità: quello spazio non è un teatro, non è una sala, non è nulla che possa restituire alla comunità un luogo di cultura e aggregazione. È una presa in giro.»
La realtà che questa Amministrazione vuole nascondere
Il Teatro Metastasio – la vera Sala Grande da circa 300 posti, quella che gli assisani ricordano e reclamano – è ancora completamente inagibile. I lavori di ristrutturazione, consolidamento statico e adeguamento impiantistico si trascinano da oltre un decennio senza che si veda la fine. Servono ancora 3,5 milioni di euro per completare i lotti mancanti, l’impiantistica pesante e gli arredi. Di questi, solo 2,6 milioni risultano stanziati nel bilancio pluriennale. Manca ancora oltre un milione di euro e non c’è una data certa di riapertura.
«Hanno acceso i riflettori su uno sgabuzzino per distogliere l’attenzione dal fallimento complessivo – prosegue Fasulo – da dieci anni la città è privata del suo teatro storico, e tutto ciò che questa Amministrazione sa offrire è un’illusione confezionata per i titoli dei giornali. Dieci anni di privazione culturale per Assisi, dieci anni in cui un luogo simbolo dell’identità cittadina è rimasto sbarrato. E oggi ci dicono di esultare per un divano.»
Un’Amministrazione di regime: ciò che non funziona deve apparire funzionante
«Siamo di fronte a un’amministrazione di regime – accusa Fasulo – dove anche ciò che non funziona deve funzionare, almeno di facciata. Non importa se la Sala Grande è un cantiere fermo da dieci anni: si inaugura uno sgabuzzino e lo si chiama teatro. Non importa se mancano i soldi per finire i lavori: si convoca la stampa e si parla di ripartenza. Non importa se i progetti cambiano di continuo senza mai arrivare a compimento: si annuncia, si taglia il nastro, si sorride nelle foto. È il metodo di chi governa per propaganda, non per risultati. È il metodo di chi ha così poca stima dei cittadini da credere che basti una notizia ben confezionata per oscurare la realtà.»
Il metodo è lo stesso: il caso Migaghelli
Non è la prima volta che l’Amministrazione ricorre a questo schema. «Identica regia – incalza il Capogruppo di Forza Italia – l’abbiamo già vista con la struttura polivalente presso lo Stadio Migaghelli a Santa Maria degli Angeli. Sbandierata in campagna elettorale come simbolo del fare, del dinamismo, della svolta. Peccato che i lavori siano fermi e la copertura economica sia un miraggio. Anche lì: l’annuncio roboante, la passerella, le foto, e poi il nulla. Il copione si ripete, cambia solo il palcoscenico. I cittadini di Santa Maria degli Angeli aspettano ancora.»
L’indecisionismo che paralizza la città: il caso di Porta Nuova
E c’è un altro capitolo emblematico. «L’indecisionismo regna sovrano in questa Amministrazione. Prendiamo la risalita meccanizzata del parcheggio di Porta Nuova: prima il progetto faraonico dei due mega-ascensori, poi il ripiego sulla riparazione della scala mobile con l’aggiunta di un’altra scala mobile per disabili. Poi ancora discussioni, rinvii, ripensamenti. E oggi? Oggi non si sa ancora nulla. È il governo del “non decidere”, che è la forma più subdola del malgoverno perché non assume mai responsabilità ma blocca tutto.»
«Nel frattempo – denuncia Fasulo – le scene che ogni fine settimana e nei giorni di maggiore affluenza umiliano la nostra città si ripetono identiche: turisti costretti a spingere valigie su per le ripide salite di Assisi, anziani in affanno, famiglie con bambini che arrancano. Scene che gridano vendetta e che questa Amministrazione non vede, o finge di non vedere. Assisi non può permettersi di essere una città ostile per chi la visita. Ma per risolvere i problemi bisogna prima riconoscerli, e qui si preferisce nasconderli.»
Il consigliere di strada e la domanda che questa Amministrazione deve ascoltare
«Io mi definisco un consigliere di strada – prosegue Fasulo – perché sono vicino alle problematiche reali dei cittadini, quelle che si toccano con mano ogni giorno, non quelle che si raccontano nei comunicati. Ed è proprio stando in strada, ascoltando la gente, che ho il dovere di svelare ciò che si cela dietro le false verità e le operazioni di facciata di questa Amministrazione. Perché il mio compito non è applaudire, è controllare.»
«Quale stima ha questa Amministrazione dei suoi cittadini? Davvero pensano che basti rendere pubbliche notizie non rispondenti al vero per farle apparire come fiori all’occhiello? Pensano che i cittadini di Assisi non sappiano distinguere tra un’opera compiuta e un divano piazzato all’ingresso di un cantiere? È offensivo. È offensivo per chi aspetta da dieci anni di rivedere il suo teatro aperto. È offensivo per chi ogni giorno percorre le salite di Assisi con fatica mentre i progetti restano sulla carta. È offensivo per chi crede che la politica debba essere servizio, non marketing.»
L’istanza di accesso agli atti: ora i fatti
Proprio oggi, il Consigliere Fasulo ha depositato formale istanza di accesso agli atti ai sensi dell’art. 43, comma 2, del D.Lgs. 267/2000 (TUEL), chiedendo all’Amministrazione di mettere a disposizione:
- la relazione tecnica aggiornata sullo stato di avanzamento dei lavori dell’intero complesso teatrale, con distinzione tra il Ridotto e la Sala Grande;
- il cronoprogramma dei lotti ancora da completare con la data prevista di fine lavori;
- il quadro economico-finanziario completo, con il dettaglio dei fondi stanziati, liquidati e ancora necessari;
- i verbali di collaudo e i certificati di agibilità relativi al Ridotto inaugurato il 28 maggio;
- l’atto o la convenzione che disciplina la gestione dello spazio e l’affidamento alle associazioni.
«Vedremo cosa risponderanno – conclude Fasulo – ma soprattutto vedremo, nei fatti, quali eventi verranno organizzati in questo Ridotto. Per ora, lo ripeto, c’è solo un divano collocato all’ingresso, che non può ospitare più di due persone. Non bastano i comunicati, servono i fatti. E i fatti dicono che il Teatro Metastasio è chiuso da dieci anni, che la struttura del Migaghelli è ferma, che a Porta Nuova non si decide nulla. La città aspetta ancora. E io, da consigliere di strada, continuerò a raccontare la verità che questa Amministrazione non vuole far vedere.»

Francesco Fasulo,
Consigliere Comunale di Opposizione
Capogruppo Forza Italia Assisi e Frazioni
Consigliere di Strada
