COMUNICATO STAMPA
Rocca Maggiore di Assisi palcoscenico della 15esima edizione del Riverock Festival: dal 22 al 26 luglio torna ad Assisi uno degli appuntamenti estivi più attesi.
Cinque giorni sulle note di Rancore, Marco Castello, Bluvertigo, Faccianuvola, Leon Faun, Sarafine, Marianne Mirage, Gio Evan, Cisco e gli ex Modena City Ramblers e i Vazzanicchi guidati da Valerio Lundini

Assisi, 21/07/2026 – Tutto pronto ad Assisi per la cinque giorni di musica dal vivo, parole, emozioni e contaminazioni artistiche: alla Rocca Maggiore dal 22 al 26 luglio è tempo di Riverock Festival, che tocca in questo 2026 la sua quindicesima edizione.
Il festival è organizzato dall’associazione Riverock in collaborazione con il Comune di Assisi.

Ad aprire il festival, mercoledì 22 luglio, sarà Rancore, che dopo il viaggio nello “Xenoverso” porterà sul palco il suo settimo album “Tarek da colorare”.
La storia arriva a un punto di rottura. Troppo tempo è trascorso tra una dimensione e l’altra, Rancore perde l’orientamento nello Xenoverso e viene costretto a interrompere il suo continuo passaggio tra mondi. La scelta è una, drastica e necessaria per

reinserirlo nella realtà: amnesia. Dello Xenoverso non rimangono ricordi, ma solo un criptico messaggio. È da questa frattura che nasce il nuovo capitolo. Privato dei ricordi di quell’universo, Tarek si ritrova a dover ricostruire da zero il proprio modo di stare nel mondo e riscoprire se stesso. Anche il linguaggio sembra spezzarsi: parole inventate, suoni che ricordano una lingua, ma quale? Proprio questa immersione nel linguaggio e nel non-senso generano le “Fanfole”, il singolo con cui Rancore ha anticipato il suo nuovo lavoro.
Da questo punto di ripartenza prende forma “Tarek da colorare”, un progetto che nasce proprio da quell’azzeramento: un ritorno alla realtà che diventa anche un nuovo spazio creativo, una pagina aperta in cui identità, immaginazione e linguaggio possono essere riscritti.

Nella stessa serata anche altri due live, quello di Faccianuvola, nome d’arte di Alessandro Feruda, tra gli artisti e producer più originali del momento, reduce dalla pubblicazione del suo nuovo album “il dolce ricordo della nostra disperata gioventù” (Columbia Records/Sony Music Italy), un progetto che segna un ulteriore passo nel suo percorso musicale, intimo e onirico, in bilico tra realtà e immaginazione.
Ancora, Leon Faun, rapper e cantante italiano, noto per aver portato nel panorama urban un immaginario unico che fonde hip hop, cultura pop, fantasy e narrativa.

Giovedì 23 luglio sarà la volta di Marco Castello, reduce dal successo del suo terzo album Quaglia Sovversiva. Il nuovo lavoro, come spiega lo stesso Castello è il «terzo album in studio, mosso da un’idea principale: immaginare la colonna sonora di un film che non esiste. Cioè così come le musiche nei film hanno la funzione di esprimere il non verbale, ciò che la trama e i dialoghi non possono o non vogliono comunicare, cioè il piano emozionale, io mi sono domandato invece quanto fosse possibile evincere della trama e delle vicende di una storia, accedendo esclusivamente a quell’espressione non verbale e partendo da essa. Se fossi davvero un compositore probabilmente avrei potuto compiere questo esercizio senza nemmeno ricorrere al testo, ma sia per incompetenza che per mie mire pop alla fine ho dovuto cedere alla parola, così che il risultato finale è banalmente (come centinaia di esempi discografici precedenti) un disco di canzoni che costituiscono una
storia. E neanche questa storia in sé ha poi in effetti ha nulla di troppo originale, in quanto le uniche cose che riesco a sentire il bisogno di raccontare sono alla fine le fantasie di sfogo inerentemente a tutto ciò che mi fa incazzare o desiderare. Insomma, questo disco, che si chiama Quaglia Sovversiva, racconta delle battaglie, a tratti violente a tratti ridicole, di un gruppo di ribelli che tenta di liberare la propria terra dai soprusi coloniali. Ogni riferimento a persone, luoghi e fatti reali, come ho già comunicato in altre

occasioni, non è assolutamente casuale. Anzi ho avuto più cura che uscisse in fretta affinché i temi trattati non perdessero attualità, piuttosto che prendermi il tempo necessario a farlo suonare al meglio delle nostre possibilità. In molti hanno infatti lamentato ad esempio un volume di voce troppo basso e quindi rispondo: ascoltate più attentamente».
La serata di venerdì 24 luglio vedrà protagonisti i Bluvertigo, tra le band più influenti della musica italiana degli ultimi decenni con una tappa del tour estivo “esseri umani”. Fin dagli esordi, i Bluvertigo hanno scardinato regole e aspettative, portando nella canzone italiana un modo diverso di pensare il suono e la scrittura. In questo percorso si è costruito un territorio unico, una

sorta di eclettica periferia sonora, dove mondi diversi convivono in un equilibrio alchemico che sfiora una perfezione possibile. È lì che si riconosce la loro firma: nel dettaglio inaspettato, nella scelta imprevedibile, nella capacità di far dialogare elementi lontani. Nel riportare centrale il concetto di “essere umani.
Nella stessa serata anche Sarafine, cantautrice e produttrice che sperimenta nuovi linguaggi performativi con il progetto live “Questo è il nostro show”, attraverso cui l’artista continua a evolvere e ridefinire i confini della performance musicale contemporanea, intrecciando suono, visione e presenza scenica in un’esperienza immersiva e unica. Spazio anche alla cantautrice Marianne Mirage.

Il fine settimana, il 25 e il 26 luglio, sarà invece dedicato al ritorno di Evanland – Festival internazionale del mondo interiore (quinta edizione), spazio di riflessione e confronto dedicato alla crescita personale, che negli anni passati ha registrato una grande partecipazione di pubblico.
Sabato 25 luglio si esibiranno Cisco e gli ex Modena City Ramblers, che celebreranno i 30 anni dello storico album La grande famiglia, proponendo i brani più iconici del progetto insieme a una selezione dei loro maggiori successi. Tra gli ospiti della prima giornata di Evanland ci sarà anche Montoya, musicista colombiano che fonde sonorità elettroniche con elementi della

musica folk latino-americana, della cultura andina e della musica classica europea, protagonista di un dj set.
Domenica 26 luglio saliranno sul palco i Vazzanicchi, guidati da Valerio Lundini. Ad Assisi la band porterà una selezione di brani originali che mettono in luce il loro spirito caustico, ironico e a tratti nonsense. Uno show di rock’n’roll a 360 gradi, attraversato da influenze swing, rockabilly e surf, in cui l’improvvisazione e l’interazione con il pubblico giocano un ruolo centrale.
Biglietti e abbonamenti disponibili sul sito Riverock: www.festival.riverock.it

Ufficio stampa associazione Riverock
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