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4 Luglio 2026
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Fasulo (Forza Italia): “Il sindaco Stoppini ha aperto un incidente diplomatico…”

COMUNICATO STAMPA

FASULO (FORZA ITALIA): “IL SINDACO STOPPINI HA APERTO UN INCIDENTE DIPLOMATICO: AL PARCO REGINA MARGHERITA HA DEMOLITO CON LE RUSPE IL ‘MARCO DA PAZ’, MONUMENTO INTERNAZIONALE DI PACE, VIOLANDO I DOVERI ISTITUZIONALI DEL SINDACO E CANCELLANDO ANNI DI RELAZIONI TRA ASSISI, BRASILE E VATICANO.”

“Un atto gravissimo, compiuto nel silenzio e senza alcuna trasparenza, che ha cancellato un monumento nato da accordi internazionali e divenuto simbolo della cooperazione tra Assisi, il Brasile e la Santa Sede, patrimonio diplomatico, culturale e identitario della Città della Pace. Il Capogruppo di Forza Italia Francesco Fasulo ha depositato un’istanza di accesso agli atti e pretende l’immediata esibizione di tutti i provvedimenti, delle autorizzazioni, dei pareri, dei contratti, dei costi sostenuti e delle responsabilità politiche, amministrative e tecniche, chiedendo al Sindaco Stoppini di riferire immediatamente davanti al Consiglio Comunale e alla Città.”

 

Assisi, 03/07/2026 – “Con un’operazione condotta nel silenzio e nell’assenza di qualsiasi confronto democratico, il sindaco Stoppini e la sua giunta hanno inferto un colpo gravissimo alla credibilità internazionale di Assisi, calpestando i più elementari doveri istituzionali e azzerando senza alcun rispetto il lavoro diplomatico, culturale e amministrativo che ha reso questa città un simbolo planetario di pace”.

Il consigliere comunale Francesco Fasulo, capogruppo di Forza Italia, alza il tiro dopo lo smantellamento del celebre arco in pietra rosa “Marco da Paz”, di cui oggi non resta che uno spiazzo desolato.

Un patrimonio di relazioni internazionali distrutto con le ruspe

“Il ‘Marco da Paz’ non era un arredo urbano qualunque – ricostruisce Fasulo – ma il frutto di un sogno universale nato da Gaetano Brancati Luigi, sopravvissuto agli orrori della Seconda Guerra Mondiale, e realizzato sotto l’egida della prestigiosa Associazione Commerciale di São Paulo (ACSP) in Brasile, con un gemellaggio culturale esteso ai cinque continenti. L’arco, lavorato a mano in pietra rosa e bianca dagli artigiani locali, racchiudeva nei suoi quattro elementi — la colomba, l’arco, la campana e le piastre dei continenti — il messaggio di fratellanza globale che ha reso Assisi punto di riferimento nel mondo”.

L’inaugurazione presso il Parco Regina Margherita del 13 novembre 2011 fu il risultato di un intenso lavoro istituzionale, condotto sul territorio dalla Dott.ssa Samanta Lucchetti, affiancata da Moreno Lucchetti e Roberto Della Porta Rodiani, accreditati come Ambasciatori del Marco da Paz in Europa dalla stessa ACSP. Al taglio del nastro parteciparono autorità internazionali, tra cui l’Ambasciatore João Bico. Appena tre giorni dopo, l’intera delegazione fu ricevuta in Udienza Generale da Papa Benedetto XVI, al quale venne consegnata la replica benedetta del trofeo: un percorso che ha unito Assisi, il Brasile e il Vaticano sotto il segno della pace universale.

La violazione dei doveri istituzionali

“Questa amministrazione – attacca Fasulo – ha agito in spregio ai più basilari obblighi che la legge impone al sindaco e alla giunta. L’articolo 50 del Testo Unico degli Enti Locali stabilisce che il sindaco è l’organo responsabile dell’amministrazione comunale e rappresenta l’ente. Non si rappresenta una città come Assisi, universalmente riconosciuta come Città della Pace, cancellando con una ruspa gli impegni internazionali che ne hanno forgiato l’identità”.

“Non solo. L’articolo 78 del medesimo Testo Unico impone a tutti gli amministratori – sindaco e assessori in testa – di conformare il proprio comportamento al principio di buona amministrazione e al dovere di imparzialità. Rimuovere unilateralmente un monumento frutto di accordi internazionali, senza alcuna deliberazione trasparente, senza interlocuzione con i partner esteri e senza nemmeno informare preventivamente il consiglio comunale, configura una violazione palese di questi doveri. È il contrario esatto della buona amministrazione: è arbitrio”.

“Il sindaco – prosegue il capogruppo azzurro – dimentica inoltre che l’articolo 107 del TUEL traccia un confine netto tra le funzioni di indirizzo politico e gli atti di gestione amministrativa che impegnano l’ente verso l’esterno. Quale atto amministrativo ha autorizzato la rimozione? Chi ne ha assunto la responsabilità? Quale dirigente ha firmato? Pretendiamo che vengano esibiti tutti i provvedimenti, perché qui si profila non solo uno scempio politico ma un vero e proprio sviamento delle competenze”.

La doppia faccia di un’Amministrazione che inaugura da una parte e demolisce dall’altra

“Fa ancora più impressione – denuncia Fasulo – l’ipocrisia colossale di questa Giunta. Da un lato il sindaco Stoppini e la sua squadra si presentano in pompa magna a inaugurare nuove opere e monumenti, dispensando sorrisi e fiocchi tricolori: ultimo esempio in ordine di tempo, il laghetto riqualificato proprio all’interno del Parco Regina Margherita, sbandierato come fiore all’occhiello di una presunta sensibilità verso il decoro e la bellezza degli spazi pubblici. Dall’altro, a poche decine di metri dallo stesso laghetto, la medesima amministrazione faceva silenziosamente intervenire le ruspe per smantellare l’Arco della Pace, opera unica nel suo genere, senza avvertire nessuno, come un intervento di pulizia stradale. Una mano inaugura, l’altra demolisce: è il simbolo plastico di un governo della città schizofrenico, che seleziona cosa tutelare e cosa abbattere in base a criteri che vorremmo conoscere. Non è amministrare, è un esercizio di potere arbitrario”.

“Qual è il criterio? – incalza Fasulo –. Forse l’Arco della Pace non disponeva di un cono d’ombra sufficientemente ‘instagrammabile’ per la narrazione della Giunta? O forse — e sarebbe ben più grave — la provenienza internazionale del monumento, i suoi legami con il Brasile e con il Vaticano, la sua genesi sotto una diversa amministrazione sono stati considerati elementi scomodi, da rimuovere fisicamente come si rimuove un avversario politico? La città si interroga, e il silenzio di Stoppini è assordante”.

Le conseguenze internazionali: un danno diplomatico irreparabile

“La rimozione del ‘Marco da Paz’ non è una questione locale – incalza Fasulo – ma un incidente diplomatico di proporzioni preoccupanti. L’ACSP e l’Associazione Marco da Paz del Brasile hanno già formalizzato vibrate proteste. Stiamo parlando di un’opera che incarnava impegni assunti da una precedente amministrazione comunale nel quadro di relazioni internazionali consolidate. La nuova giunta non può azzerare con un colpo di spugna i vincoli morali, culturali e giuridici che legano Assisi ai suoi partner nel mondo: la continuità amministrativa non è un optional, è un presidio di credibilità dello Stato. Chi amministra oggi risponde anche degli impegni presi ieri, e il Brasile non dimenticherà facilmente questo sgarbo”.

“Le ripercussioni – avverte il consigliere – rischiano di travolgere la stessa immagine di Assisi nel mondo. Una città che si fregia del titolo di Città della Pace non può permettersi di trattare i simboli viventi di quella pace come rifiuti da smaltire. Il danno reputazionale è già enorme e ricadrà sull’intera comunità”.

Depositata istanza di accesso agli atti: «Ora trasparenza totale»

“Ho già formalizzato e depositato – annuncia Fasulo – una istanza di accesso agli atti ex art. 43 TUEL per ottenere ogni provvedimento, determina, contratto, relazione tecnica e documento contabile relativo alla rimozione dell’Arco della Pace. Vogliamo sapere tutto: chi ha deciso, chi ha firmato, chi ha pagato, chi ha eseguito, quanto è costato ai cittadini assisiati e dove si trova ora il monumento. Nessuno si nasconda dietro il silenzio: il diritto di accesso del consigliere comunale non ammette scuse e non tollera ritardi. Se l’Amministrazione non risponderà entro i termini di legge, sono pronto a rivolgermi immediatamente al TAR dell’Umbria”.

La richiesta al sindaco

“Chiedo al sindaco Stoppini – conclude Fasulo – di presentarsi immediatamente in consiglio comunale per spiegare: quali atti ha adottato, su quali basi giuridiche, con quali motivazioni, e perché ha scelto la via delle ruspe invece di quella del dialogo. E chiedo che l’Amministrazione riscontri senza indugio l’istanza di accesso agli atti appena depositata, affinché la città sappia, in modo trasparente e documentale, cosa è stato fatto in suo nome e con i suoi soldi. Forza Italia darà battaglia in ogni sede istituzionale – dal consiglio comunale alla Prefettura, fino alle aule di giustizia se necessario – per accertare le responsabilità politiche e giuridiche di questa scelta scellerata. Assisi merita rispetto. Il Brasile merita rispetto. La pace merita rispetto. Stoppini ha violato tutto questo: ora risponda”.

 

 


Francesco Fasulo
Consigliere Comunale di Opposizione
Capogruppo di Forza Italia Assisi e Frazioni
Consigliere di Strada

 

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