COMUNICATO STAMPA
Comunicato “Progressisti per Assisi”
Assisi, 27/07/2026 – Leggiamo con stupore il comunicato delle forze di centrodestra assisane sulla mozione riguardante il conflitto israelo-palestinese.
È singolare che si parli di “equilibrio” costruendo però una rappresentazione della mozione che non corrisponde al suo contenuto.
Innanzitutto, la condanna del terrorismo di Hamas e della strage del 7 ottobre è presente nella mozione in modo chiaro, netto e inequivocabile. Affermare il contrario significa semplicemente non aver letto con attenzione il testo oppure scegliere deliberatamente di ignorarne una parte.
Allo stesso modo, definire il riferimento all'”economia del genocidio” come una forzatura ideologica è un’affermazione priva di fondamento. “Economia del genocidio” non è un’invenzione lessicale di qualcuno né una formula propagandistica: è il titolo di un rapporto delle Nazioni Unite che analizza il ruolo degli interessi economici e commerciali nell’alimentare il conflitto. Contestare quel riferimento significa contestare un documento delle Nazioni Unite, non una libera interpretazione politica.
La pace, inoltre, non può essere ridotta a uno slogan rassicurante da utilizzare per evitare di affrontare la realtà. Parlare di pace significa difendere il diritto internazionale nella sua interezza, non sostenere che esso valga “fino a un certo punto” a seconda delle convenienze politiche o degli alleati da proteggere.
Il diritto internazionale vale sempre. Vale quando condanna il terrorismo di Hamas. Vale quando chiede la liberazione degli ostaggi. Vale quando impone la protezione della popolazione civile palestinese. Vale quando condanna i crimini di guerra, l’occupazione illegale dei territori palestinesi e impone il rispetto delle risoluzioni delle Nazioni Unite.
Non esiste una versione “a metà” del diritto internazionale.
La vera posizione ideologica non è quella di chi richiama documenti ufficiali delle Nazioni Unite o invoca il rispetto delle sentenze della Corte Internazionale di Giustizia e degli organismi internazionali. La vera posizione ideologica è quella di chi continua a negare o minimizzare una realtà ormai sotto gli occhi del mondo, isolandosi perfino rispetto alle prese di posizione di numerosi governi, organizzazioni umanitarie e istituzioni internazionali.
Assisi è davvero la città della pace. E proprio per questo non può limitarsi a pronunciare parole generiche sulla pace, ma ha il dovere morale di affermare con chiarezza che il diritto internazionale non è negoziabile e che la dignità di ogni essere umano, palestinese o israeliano, deve essere difesa con la stessa determinazione.
La pace non nasce dall’equidistanza di fronte alle violazioni del diritto. Nasce dal coraggio di riconoscere la verità dei fatti e dalla volontà di pretendere che il diritto internazionale venga rispettato da tutti, senza eccezioni.

