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11 Febbraio 2026
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Bastia Umbra Economia

ZES e incentivi alle imprese. Grande partecipazione all’incontro di Confcommercio a Bastia

Sala Europa di Umbriafiere al completo per il meeting promosso da Confcommercio Umbria, dedicato alla presentazione degli incentivi fiscali per micro e piccole imprese, con un focus sugli investimenti in salute e sicurezza sul lavoro. Ma il tema che ha catalizzato l’attenzione della platea è stato soprattutto uno: la ZES Unica.

Ad aprire i lavori il sindaco di Bastia Umbra, Erigo Pecci, che ha definito la ZES «un’occasione da valutare con attenzione». Pecci ha annunciato che il Comune organizzerà a breve un convegno specifico sugli aspetti urbanistici della misura, sottolineando come la scadenza per effettuare gli investimenti sia fissata a settembre 2028: «È il momento di lavorare per mettere a terra i progetti. Anche il Comune farà la sua parte».

Un dato, su tutti, ha restituito la dimensione dell’interesse: «Partecipo alle assemblee di Confcommercio da 25 anni – ha osservato il presidente regionale Giorgio Mencaroni – ma non mi è mai capitato di vedere una partecipazione così numerosa». La ZES, ha evidenziato, è strategica soprattutto per due ragioni: la semplificazione amministrativa e il credito d’imposta che, per la dimensione prevalente delle imprese umbre, è pari al 35% dell’investimento.

Il presidente della Confcommercio di Bastia Umbra, Marco Montecucco, ha fatto gli onori di casa, ringraziando i consulenti dell’associazione per l’impegno nell’illustrare strumenti e opportunità a disposizione delle imprese.

 

L’approfondimento tecnico su come funziona il credito d’imposta ZES è stato affidato a Nicola Sisti, consulente revisore contabile di Confcommercio Umbria, che ha illustrato, con il supporto di slide, il funzionamento dell’agevolazione introdotta dalla Legge 171/2025.

La misura riguarda l’acquisto di beni strumentali nuovi, nonché l’acquisto, la realizzazione o l’ampliamento di immobili strumentali destinati a strutture produttive ubicate nella ZES Unica, ed è rivolta a tutte le tipologie di impresa, di qualsiasi dimensione e settore economico, a prescindere dalla forma giuridica. L’agevolazione si concretizza in un credito d’imposta utilizzabile in compensazione, previa comunicazione preventiva telematica all’Agenzia delle Entrate per la prenotazione delle risorse nei mesi di aprile e maggio prossimi. Non è previsto un “click day” e non esiste una graduatoria: tutte le imprese in possesso dei requisiti potranno accedere al beneficio. Lo stanziamento iniziale per il 2026 è pari a 2,3 miliardi di euro, con una progressiva riduzione nei due anni successivi del triennio 2026-2028. L’investimento minimo richiesto è di 200 mila euro per ciascuna sede operativa.

Confcommercio, attraverso i propri uffici, ha ribadito la disponibilità ad affiancare le imprese nella verifica dei requisiti, nella pianificazione degli investimenti e nella predisposizione delle comunicazioni necessarie.

Nel corso dell’incontro, Fabio Settequattrini, dell’Ufficio Incentivi di Confcommercio Umbria, ha illustrato anche altre opportunità, tra cui il Bando INAIL, dedicato a interventi per migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro, con un contributo a fondo perduto pari al 65%, e il prossimo bando GAL per piccole e medie imprese non agricole, atteso nelle prossime settimane. Saranno interessate al bando GAL le imprese dell’area della Media Valle del Tevere operanti nei settori della somministrazione, della ricettività, della vendita di prodotti alimentari, nonchè dell’artigianato. Il bando dovrebbe prevedere contributi a fondo perduto pari al 40% dell’investimento, con la possibilità di arrivare fino al 70%, assegnati tramite graduatoria in base alla localizzazione, ai requisiti posseduti e alla coerenza dei progetti con le finalità previste. In questo caso l’investimento minimo è di 15 mila euro, fino a un massimo di 100 mila euro per ciascun progetto.

A chiudere i lavori è stata Francesca Sollevanti, responsabile dell’Area Fiscale di Confcommercio Umbria, che ha richiamato l’attenzione sulle opportunità legate alla rottamazione, inserendole nel più ampio quadro degli strumenti di alleggerimento fiscale attualmente disponibili.

Le numerose domande dal pubblico hanno confermato un clima di attenzione e aspettativa, in particolare verso la ZES, percepita come uno strumento in grado di incidere concretamente sulla competitività delle imprese locali.

La scadenza del 2028 non è lontana. Se la ZES rappresenta davvero una leva per attrarre investimenti e rafforzare il tessuto produttivo, il tempo per programmare è ora. Resta da capire se anche i 37 Comuni umbri inclusi nella ZES sapranno dare risposte rapide ed efficaci, favorendo concretamente gli investimenti produttivi.

Arch. Claudia Lucia
09/02/2026

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