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19 Maggio 2024
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Bastia Umbra Economia

Agriumbria verso il gran finale. Domenica 7 aprile stand aperti fino alle 19.

La “crisi” della Chianina secondo Luca Panichi, presidente ANABIC

Agriumbria Polo italiano Carni, i dati sui consumi: in Italia 79 kg pro capite. Cala il consumo di carne (-2%), aumenta invece del 7% quello delle carni da filiera

 

A.I.A. (Ass. ita. Allevatori): carne demonizzata a vantaggio di grandi gruppi di interesse.

Allevamenti non intensivi diffusi sul territorio tutelano biodiversità e ambiente. Un consumo equilibrato fa bene, il consumatore infatti premia le carni certificate

Quella del 7 aprile, ad Agriumbria, sarà una domenica all’insegna dei prodotti della terra. Dalle ore 9 stand aperti, laboratori, degustazioni, show cooking e incontri per grandi e piccoli. Oltre agli addetti ai lavori, c’à attesa per l’arrivo di famiglie e consumatori che troveranno in fiera tutto il mondo dell’agricoltura, della zootecnia e dell’alimentazione. Dalle razze bovine italiane, agli asini per l’onoterapia, fino al più piccolo esemplare di volatile. Piante da frutto, decorative, attrezzature e oggettistica da campagna e per l’outdoor. 

OSSERVATORIO AGRIUMBRIA CONSUMO CARNI

Dati rielaborati dall’Osservatorio Agriumbria. Secondo l’ultimo rapporto Ismea, nel 2023 il consumo di carne in Italia si è attestato a 79 kg pro capite, in calo del 2% rispetto all’anno precedente. Mentre aumentano i consumi di carne Dop e Igp in che registrano un aumento del 7% rispetto al 2022, in linea con la crescita del +10% della spesa alimentare nella gdo per questo tipo di prodotti.

A trainare il calo sono soprattutto le carni rosse, in particolare bovina (-4%), che rimane quella più consumata in Italia, e la suina (-3%), mentre la carne bianca registra una leggera crescita (+1%). Se invece si guarda al consumo globale di carne è in aumento. Si stima che nel 2023 abbia raggiunto 354 milioni di tonnellate, con una crescita del 22% rispetto al 2010. La carne più consumata al mondo è quella di pollo seguita da carne suina e bovina.

Diverse cause concorrono al calo del consumo di carne in Italia. Tra queste la convinzione che un’eccessiva assunzione di carne rossa può avere effetti negativi sulla salute. Poi c’è la questione ambientale. L’idea diffusa è quella che tutti gli allevamenti siano di tipo intensivo e vengono considerati un fattore di inquinamento e di emissione di gas serra. A pesare poi, viste le spinte inflazionistiche e dei costi di produzione. A questo si aggiunge la sempre maggior diffusione di alternative vegetali. Prodotti a denominazione in crescita. Nel 2023, i consumi di carne Dop e Igp in Italia hanno registrato un aumento del 7% rispetto al 2022, in linea con la crescita del +10% della spesa alimentare nella gdo per questo tipo di prodotti. Trend: migliorerà la carne di qualità e sostenibile. Le stime prevedono che il consumo di carne continuerà a crescere a livello globale, ma con un rallentamento nei Paesi sviluppati. Aumenterà la domanda di carne di alta qualità e prodotta in modo sostenibile. Secondo la Fao da qui al 2032 il consumo globale di carne di pollame aumenterà del 15%, quella suina dell’11%, bovina del 10% mentre l’ovina del 15%.

 

CHIANINA – Interviene Luca Panichi, presidente ANABIC (Associazione nazionale allevatori bovini italiani da carne) 

 

C’è una leggera flessione del prezzo della carne di Chianina dovuta a fattori, secondo noi, totalmente interni al settore, e non tanto di mercato, perché la richiesta di Chianina c’è e il consumatore identifica questa razza come l’elite della carne, quindi il top, in termini di sicurezza, qualità e bontà di quello che ci possiamo aspettare dai prodotti italiani. Stiamo piuttosto lavorando affinché si possano superare questi empasse di tipo burocratico e imprenditoriale per poter poi ridare slancio alla filiera”.

MACCHINE AGRICOLE

FederUnacoma – la Federazione Italiana dei Costruttori di Macchine per l’Agricoltura, che a Bastia ha presentato alla stampa, l’EIMA International 2024, in programma a Bologna dal 6 al 10 novembre, ha illustrato anche i dati relativi alle immatricolazioni di mezzi agricoli.

La congiuntura economica sfavorevole, unita al ritardo degli incentivi pubblici per l’acquisto di macchine agricole di ultima generazione, ha rallentato nel 2023 la crescita del mercato nazionale delle trattrici dopo gli elevati volumi di vendita del biennio 2021/2022. I dati sulle immatricolazioni – elaborati da FederUnacoma sulla base delle registrazioni fornite dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – hanno infatti evidenziato lo scorso anno per le trattrici un calo del 12,9%, in ragione di 17.613 mezzi immatricolati (erano stati 20.211 nel 2022). Nel 2023 segno meno anche per i telescopici (-3,4%) e i rimorchi (-8,1%). In controtendenza mietitrebbie (+10,2%) e le trattrici con pianale di carico (+15,9%). Attesa per la piena entrata a regime dei vari strumenti di agevolazione per il settore – PSR, PNRR, Nuova Sabatini, Bando ISI-Inail agricoltura, Fondo Innovazione – che potrebbero dare impulso nel 2024 a un mercato, che confrontando i dati 2023 relativi alle immatricolazioni di trattrici nuove (17.613) e di macchine usate (57.782 pari ad un +8.1% sul 2022) dice che il settore agromeccanico italiano esprime una domanda pari a circa 70.400 mezzi, e che questa viene soddisfatta soprattutto con l’acquisto di mezzi di seconda mano.

DOMENICA 7 APRILE

Valorizzare la linea vacca-vitello al pascolo per salvare gli habitat di prateria e il paesaggio: un obiettivo chiaro per un consumo sostenibile. l’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura nel Lazio (Arsial) quale capofila del progetto Life Grace, organizza un convegno sulla valorizzazione della linea vacca-vitello al pascolo, quale elemento distintivo della valenza ambientale della zootecnia estensiva dell’Appennino, poco veicolato ad un consumatore sempre più attento alla sostenibilità della filiera carne. 

L’incontro è finalizzato a raccogliere il consenso dei produttori di più Regioni sulla implementazione del ruolo ambientale del pascolamento nei sistemi qualità della filiera carne, con un chiaro slogan fatto proprio dall’Assessore Agricoltura del Lazio, Giancarlo Righini, in occasione dell’incontro del 21 marzo con A.I.A. e con la filiera regionale: “Una vacca nutrice al pascolo salva due ettari di prateria”. 

Sempre domenica, dalle ore 9.30 in sala Europa, Cia Umbria propone il convegno “Verso gli Stati generali dell’agricoltura sociale in Umbria” in collaborazione con l’Università degli Studi di Perugia. Previsti gli interventi del presidente Bartolini, di Gaetano Martino, direttore del dipartimento dei Scienze agrarie, alimentari e forestali dell’Università degli studi di Perugia, Annamaria Torquati del Dsa3, che porterà l’esempio della regione Emilia Romagna in materia di agricoltura sociale. Seguirà una tavola rotonda, moderata dal professor di Scienze Politiche Andrea Tittarelli, con il funzionario regionale Giorgio Leti Acciaro, Marco Romanelli de La Rondine a Maccarello e Giulio Massini dell’azienda agricola Microcosmo, la dottoressa Laura Ferranti della USL Umbria 2, la presidente della Commissione permanente Welfare di Anci Umbria Edi Cicchi, Andrea Bernardoni in rappresentanza di Legacoopsociali Umbria e Lorenzo Mariani di Confcooperative Umbria.

 

Il programma di domenica 7 aprile

Alle 10.30, palazzina 1 – sala riunioni, la nuova etichettatura dei vini, Icqrf. Sempre alle 10.30, centro congressi – sala a, la funzione ambientale della linea vacca-vitello per la conservazione dei pascoli-habitat: il progetto life grace per una filiera della carne coerente con la “nature restoration law”, promosso da Arsial. Alle 11.30, palazzina 1 – sala riunioni, la corretta etichettatura degli oli di oliva, a cura di Icqrf. Alle 15, centro congressi – sala a, i mieli monoflora italiani – assaggio guidato per scoprire le loro caratteristiche sensoriali, promosso da Icqrf.

Giorgio Vicario | Ufficio stampa | Mg2 comunicazione – studio associato

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