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14 Luglio 2024
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Assisi Cultura

Raffaele Ariante: Un Tributo alla Donna attraverso l’Arte

A Santa Maria degli Angeli, presso l’hotel Dal Moro, l’artista Raffaele Ariante espone la sua ultima collezione, intitolata “Ma-Donna Mea Domina”, alle donne.
Si tratta di 12 opere realizzate su carta di Fabriano, la carta fatta a mano. le opere misurano 70×100 centimetri e rappresentano volti di donne, di Madonna, Mea Domina. L’artista ha realizzato questa collezione durante il periodo della pandemia pensando che l’unica rinascita, l’unica possibilità, e dare un omaggio alla donna, come elemento di rinascita. Una forte simbologia e su tutti i lavori, si può intravedere, vedere, la luna, il sole, le stelle, pesci, fiori, colombe e tanto altro in policromatica e ricchezza di vita. Il piccolo catalogo si è arricchito delle critiche di Enrichetta Cesarale, teologa della Università Gregoriana di Roma, Nicola Magliulo, filosofo, Claudio Ricci, presidente onorario dei siti UNESCO, e Daniela Bazzoffia redattrice editoriale, Ognuno a loro modo hanno dato un contributo, una chiave di lettura al mio lavoro.
La Professoressa Enrichetta Cesarale intravede nelle Ma-Donna, dell’artista Raffaele Ariante la fragilità rappresentata in un viaggio tra volti di donne, ci riportano, attraverso Maria, a muoverci, inconsapevolmente, nel complesso mondo di una interiorità segnata da sguardi, da riconoscimenti, da timori, da ferite, da dolori e da lievità.
Come scriveva Isidoro di Siviglia: «La “faccia” (facies) è l’atteggiamento naturale, immutabile del viso, mentre il “volto” (vultus) varia e muta a seconda dei momenti e delle circostanze; e si presenta ora lieto, ora triste in sintonia con lo stato d’animo» (De differentiis verborum 1,589 = PL 83,68).
Mentre per il filosofo Nicola Magliulo le opere di Ariante gli ricordano i versi di W. Aude dedicati a maria ed inizia il suo saggio critico con i versi con il canto intitolato Myriam
Perché per insegnare a Suo Figlio il pianto fui scelta io?
Dormi, Piccino mio.
E sogna. Nei sogni umani la terra sale al Cielo
dove non si ha bisogno di pregare né ci si sente soli mai.
Nelle tue prime ore di vita qui, hai già scelto
di quale morte morirai?
Tra quanti attimi ti incamminerai sulla Via Dolorosa?
Sogna, almeno ora.
Claudio Ricci sottolinea che il progetto culturale di Ariante è innovativo ed è teso ad elevare il bello è a ricolmata di vita la vita. La redattrice editoriale Daniela Bazzoffia apre il suo saggio critico con la lettera agli artisti del Papa Giovanni Paolo II, sottolineando che l’intuizione artistica va oltre ciò che percepiscono i sensi e si sforza ad interpretare il mistero nascosto.

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