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2 Giugno 2023
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Assisi Politica

UNA TARGA PER RICORDARE VITTORIO RINALDI.

Ieri pomeriggio abbiamo ricordato la figura di Vittorio Rinaldi, un assisano ucciso dalla barbarie del regime fascista solo per aver manifestato in maniera pacifica una sua ideologia politica, svelando una targa in suo onore lungo via Borgo Aretino. La cerimonia, organizzata dal Comune di Assisi insieme al Museo della Memoria, L’Opera Casa Papa Giovanni e la Diocesi di Assisi si è svolta presso l’Oratorio Santa Chiarella ed è stata accompagnata da alcuni momenti musicali con la presenza della Commedia Harmonica guidata dal maestro Umberto Rinaldi.

Come Partito Democratico nel Consiglio Comunale dell’11 aprile 2022 abbiamo presentato una mozione per richiedere l’apposizione di questa targa in memoria di Vittorio in via Borgo Aretino 31, dove il papà Umberto aveva la sua bottega. Vittorio non è stato un partigiano di guerra, non ha partecipato agli scontri o alle battaglie ma ha comunque dato grande dimostrazione di coraggio nel difendere i propri ideali e nel perdonare i suoi carnefici sul punto di morire. La mozione ha ricevuto la condivisione di tutto il Consiglio, essendo stata approvata all’unanimità.

Siamo estremamente orgogliosi di aver potuto raccontare la storia di Vittorio e per questo ringraziamo Umberto Rinaldi, suo nipote, che ci ha consentito di conoscere nel dettaglio molti particolari e la redazione di Assisi Mia che ha realizzato degli opuscoli sulla vicenda e ha effettuato delle ricerche approfondite per ricostruire i fatti. Le storie dei nostri compaesani, giovani e coraggiosi, rimasti vittime di un regime come quello fascista sono gli esempi più tangibili della crudeltà e la disumanità che imperversavano in quegli anni ed è nostro compito ricordarle per permettere loro di vivere nel tempo.

La storia:

Il giovane Rinaldi, figlio di Umberto, proprietario di una bottega in via Borgo Aretino dove lavorava il ferro, è stato arrestato nel 1937, a soli 24 anni, per aver issato una bandiera rossa con il simbolo di falce e martello su di una torre delle mura medievali della città in via Fonti di Mojano (nella bottega di suo papà parlava spesso di politica insieme al noto socialista assisano Artaserse Angeli). Vittorio è stato così condannato a 4 anni di confino a Latronico, in Basilicata. Dopo un anno, viene riportato ad Assisi perché molto malato. In realtà i suoi polmoni sono lesionati poiché durante l’interrogatorio era stato malmenato con dei sacchetti di sabbia. Negli ultimi giorni di vita, nella consapevolezza che i suoi fratelli volessero vendicarsi, fece loro giurare che avrebbero perdonato tutti coloro che gli avevano fatto del male. Vittorio morì il 6 dicembre 1939, a soli 26 anni.

26/05/2023

Partito Democratico di Assisi

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