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12 Aprile 2024
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Assisi Cultura

IL PREFETTO GRADONE CONSEGNA 5 MEDAGLIE D’ONORE: “DIGNITÀ È CAPOSALDO FONDAMENTALE DELLA CIVILTÀ UMANA”.

Cerimonia del 27 gennaio al Museo della Memoria di Assisi: le iniziative continuano sabato 28 e domenica 29 con la visita ai luoghi; lunedì con un concerto

Monsignor Sorrentino: “L’Umbria accogliente è esempio al quale il mondo guarda“. Il sottosegretario Prisco: “Non ci si stanchi mai di ricordare“

ASSISI – Grande emozione e commozione venerdì 27 gennaio mattina nel palazzo vescovile-Santuario della Spogliazione di Assisi, dove la Prefettura di Perugia, in occasione del Giorno della Memoria, ha consegnato le medaglie d’onore “ai cittadini italiani, militari e civili, deportati ed internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra”. A ricevere le medaglie d’onore i familiari di Antonio Borgognoni, nato a Lisciano Niccone, Feliciano Canafoglia, nato a Foligno, Gino Minelli e Cesare Radicchi, nati a Gubbio e Armido Sirci, nato ad Assisi.
La mattinata si è aperta con i saluti di Marina Rosati, ideatrice e curatrice del “Museo della Memoria, Assisi 1943-44”, che ha invitato “a non essere indifferenti: intolleranza, bullismo, mancanza di rispetto sono aspetti ancora presenti in contesti quotidiani: conoscendo quello che è stato e il coraggio di tante persone e il bene che hanno fatto, anche i nostri ragazzi possono respingere questi atteggiamenti. Il bene è il più grande moltiplicatore che abbiamo per costruire una società migliore”. Il vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino, ha invitato a vivere il Santuario della Spogliazione “come se fosse la vostra casa, la casa universale. Benvenuti ai premiati, benvenuti a tutti: andiamo avanti tutti con il coraggio e l’ispirazione di questo luogo bello e importante che ha fatto la nostra storia. È bello che stamattina qui ci siano tanti Comuni e tante istituzioni rappresentati: è il simbolo dell’Umbria accogliente alla quale il mondo guarda”.
Il sottosegretario all’Interno, Emanuele Prisco, ha ricordato come “è sempre bene vigilare su questi fenomeni ma anche riflettere: non ci si deve mai stancare di ricordare quello che è stato.

Il momento più buio della storia dell’umanità, senza lasciarlo ai libri di storia, è un dramma ancora vivo e purtroppo attuale. Grazie al vescovo che ci ospita e al Prefetto per aver scelto questo luogo per una cerimonia dello Stato”. La presidente della Regione, Donatella Tesei, ha sottolineato come ”Assisi sia un luogo simbolico dove celebrare questa giornata così importante: conoscere e ricordare è necessario per non commettere più errori che sono stati un marchio indelebile nella storia dell’umanità”. Per il sindaco di Assisi, Stefania Proietti, “è un dovere di tutti coltivare la memoria della nostra storia, del nostro passato. Assisi non rimase indifferente, e, grazie all’impegno di tanti Giusti, tra religiosi e laici, personalità di spicco e gente comune, riuscì a salvare centinaia di vite. Un passaggio della storia che ci fa onore, e che dobbiamo ricordare sempre perché solo la fraternità sopravvive all’odio ed è capace di salvarci”.

 

Il discorso del prefetto Armando Gradone, che ha coinvolto anche alcuni alunni della scuola primaria Sant’Antonio di Assisi presenti alla mattinata, è stato incentrato sulla parola dignità. Il prefetto ha invitato a essere delle “sentinelle contro comportamenti, come antisemitismo, razzismo, violenza sulle donne, la tratta degli esseri umani, che ledono la dignità umana, caposaldo fondamentale della nostra civiltà. La tragedia della Shoah – ha detto Gradone – ha creato delle riserve morali che mettono al centro la dignità dell’uomo, un concetto che ritroviamo in moltissime costituzioni e ordinamenti dei Paesi democratici.  Il nostro Paese deve ricordare i nostri eroi, persone che non hanno voluto piegarsi all’ordine di schierarsi: hanno avuto coraggio e non era così scontato, perché si rischiava la vita. E oggi ricordiamo questi nostri eroi attraverso i loro familiari”.

Le celebrazioni per la Giorno della Memoria non si fermano al 27 gennaio: sabato 28 gennaio, alle ore 17, nella sala della Conciliazione del palazzo comunale si svolgerà l’iniziativa “La storia di Marcella Ranzato in Paladin”: a raccontare come un’impiegata comunale sia entrata nell’organizzazione che falsificava le carte d’identità per salvare gli ebrei in fuga saranno direttamente i figli Paolo e Anna Chiara. Domenica 29 gennaio in piazza del Comune, con partenza alle ore 15, il percorso alla scoperta dei luoghi assisani della Memoria (non è necessaria la prenotazione) con la visita quest’anno alla casa di Maceo Angeli e alla Basilica di San Francesco dove verrà ricordato il frate conventuale, padre Michele Todde che aiutava gli ebrei; si potranno vedere i luoghi della Basilica dove venivano nascosti gli stessi. Gli appuntamenti di gennaio si chiudono lunedì 30 al teatro della Pro Civitate Christiana con il concerto “Kechì Kinnòr – Prendi il violino” con Enrico Fink e i solisti dell’Orchestra multietnica di Arezzo.

Assisi, 27 gennaio ’23

Antonella Porzi

Ufficio stampa Diocesi Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino

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