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3 Ottobre 2022
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Assisi Politica

Elezioni, Lepore ad Assisi con il Pd Umbria per parlare di infanzia, diritti e cittadinanza: “Non c’è futuro senza lotta alle disuguaglianze”.

SANTA MARIA DEGLI ANGELI – “Senza una battaglia contro le disuguaglianze il progresso non è reale”. E l’uguaglianza è un tema complesso, che riguarda diritti e servizi, comunità e cittadinanza, partecipazione ed emancipazione, accesso all’istruzione, al lavoro. Ecco perché il Partito Democratico è in campo contro le disparità e le discriminazioni, per i diritti e le opportunità. Soprattutto quando questo riguarda la vita, il futuro, dei più piccoli, dei più fragili. Se ne è parlato stamani, a Santa Maria degli Angeli, in un incontro organizzato dal PD di Assisi con il sindaco di Bologna Matteo Lepore, la sindaca Stefania Proietti, Maria Serlupini, coordinatrice della consulta regionale dell’infanzia e dell’adolescenza, il segretario Tommaso Bori e la candidata alla Camera Claudia Ciombolini.
“In Italia – ha sottolineato Serlupini – vive un milione e mezzo di bambini in povertà assoluta, che significa povertà economica ma anche e soprattutto povertà educativa. La pandemia non ha fatto che allargare la forbice e le risposte continuano a rimanere inadeguate, soprattutto perché manca del tutto, o quasi, un discorso sociale sull’infanzia”. Per dirla con Rodari, secondo Serplupini, la buona politica in generale, il Partito Democratico in particolare, devono essere ‘i gradini delle scale che il bambino sale’: dare risposte, fornire strumenti, accompagnare percorsi innovativi per garantire socialità e una cittadinanza piena.
“Quella di stamattina – ha sottolineato Bori – rappresenta un’occasione importante per noi per mettere al centro i contenuti e per mettere sotto i riflettori esempi di buona politica e buona amministrazione”. Come l’esempio di Bologna, che ha modificato lo Statuto per introdurre i principi dello Ius Soli e dello Ius Scholae in nome di una battaglia culturale e legislativa che conduca al riconoscimento di diritti essenziali delle persone. “ Fino a qualche anno fa- ancora Bori – l’Umbria ha rappresentato un’avanguardia per i temi dell’infanzia, grazie a progetti come quello sullo 0-6 e la formazione dei tutori per minori non accompagnati. Abbiamo portato avanti una visione per cui parlare di infanzia non significa parlare solo di servizi, ma soprattutto di identità, valori, ideali, di come crescere i nuovi cittadini. Oggi molti di quei progetti si stanno smantellando e allora vogliamo con forza dettare un’agende sociale differente. Questa campagna elettorale è una tappa importante di questo percorso. Sappiamo bene che in Umbria – e in Italia – il primo partito è quello delle persone indecise e di coloro che vogliono astenersi ed è a loro che dobbiamo parlare. Noi vogliamo farlo con momenti come questi, di riflessione e condivisione, elementi su cui basiamo la buona politica e la buona amministrazione”.

“Quello che abbiamo fatto a Bologna – ha detto Lepore – risponde a una visione di comunità come ascensore sociale. Lo sono i servizi, lo è l’edilizia pubblica, lo è la scuola, lo sono le istituzioni. È una visione progressista del mondo e in questo senso la politica progressista, se include e si allarga, è il vero civismo”. “Dobbiamo puntare sull’idea di ridistribuire il ‘potere’, sulla consapevolezza che i fragili hanno diritto ad essere fragili e le istituzioni hanno il compito di riequilibrare le opportunità, servono perché devono mettere il piede in mezzo alla porta e riorganizzare la società”. Devono “offrire un punto di riferimento”, ben sapendo che “parlare di diritti civili equivale a parlare di diritti sociali: quando una donna subisce disparità salariale, quando una persona viene discriminata per il suo orientamento sessuale, vengono negati percorsi di partecipazione e di emancipazione economica”. È, dunque, principio ineludibile parlare di cittadinanza a “ragazzi stranieri, figli di immigrati o di immigrati di terza, quarta o magari di quinta generazione, di diritto di voto a chi vive e lavora in Italia e paga le tasse” e poter “dire loro che fanno parte della nostra comunità”; “altrimenti rinunciamo a migliaia di persone che faranno una strada diversa da quella della convivenza”. Il 64 per cento degli italiani si dice favorevole allo ius scholae e“su questo è bene che il Parlamento si interroghi al di là delle maggioranze parlamentari, ma guardando la maggioranza tra le persone e al bene delle comunità; le immigrazioni sono fenomeni strutturali e complessi, che hanno bisogno di risposte complesse che parlano di scuola, di casa, di accoglienza; è tempo di smettere di ridurre tutto a una questione di muri e blocchi navali”. È tempo di “cancellare la Bossi-Fini” di “lottare per l’emancipazione delle persone”.

“Stiamo parlando di temi dirimenti – ha aggiunto Proietti – di questioni vitali per le nostre città e per le nostra comunità. E sono convinta che per praticare buona politica e buona amministrazione, per traguardare progetti e proposte che riguardano la vita delle persone, è fondamentale rafforzare un’alleanza tra i sindaci”.
“Non c’è niente di più pericoloso – ha detto Ciombolini nelle sue conclusioni – di trattamenti disuguali tra persone uguali. Senza una battaglia sulla disuguaglianza il progresso non è reale”. E per questo la scuola, insieme ai diritti, diventa un tema centrale. “La scuola è un’istituzione che non dà solo istruzione, ma anche e soprattutto emancipazione e strumenti che aiutano a diventare parte attiva della società”. E non dobbiamo dimenticare che “i diritti – ancora Ciombolini – sono, vengono riconosciuti, non dati, e finché non sono riconosciuti siamo nella violazione. È il tema della democrazia, che non può essere se l’individuo non viene considerato nella sua essenza. La scuola è un ponte verso un futuro di integrazione”.
12/09/2022

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