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Bastia Umbra
6 Maggio 2021
Terrenostre 4.0 giornale on-line Assisi, Bastia Umbra, Bettona, Cannara
Cannara

Lina Angelucci, per tutti a Cannara è “Lina del sartino”

Lina insieme al marito (sarto) Domenico.

I veri commercianti di una volta, coraggio, passione e capacità

Ci sono articoli che si scrivono col cuore e interviste che si fanno lasciando a casa quel freddo distacco che la deontologia del giornalista impone. Questo mese mi sono assunta un compito delicato, spero di esserne all’altezza. Ho deciso di raccontare la vita professionale e non solo di una donna meravigliosa, forte e carismatica, che è una parte preziosa della storia di Cannara: Lina Angelucci, per tutti Lina “del sartino”.
Dicevo dell’intervista, impossibile per me vestire solo i panni della giornalista, perché Lina è il grembiule per la scuola provato nel retro bottega ogni fine agosto, è colei che convinceva mamma a comprarmi il pigiama che più mi piaceva, è la prima collant acquistata, è colei che sa azzeccare taglia, modello e colore senza bisogno di chiedere poiché ti conosce bene, ecco, per tutti noi cannaresi Lina “del sartino” è un po’… casa. In cinquant’anni di attività ha saputo entrare nel cuore di intere generazioni grazie al suo essere gioviale ed empatica, tanto da diventare una figura di riferimento per il paese, oserei dire rassicurante. Mi accoglie nel suo negozio, oggi gestito dalla nipote Angela Turrioni, e mi saluta con un fare confidenziale, perché in fondo per Lina sono quella bambina timida e magrolina che ha visto crescere. In cannarese stretto mi dice: “Ciao cellè come stai?”.

Inizia così un affascinante viaggio nella vita di una splendida donna che grazie alla sua forza d’animo ha saputo affrontare sfide e difficoltà senza mai perdere il sorriso.
“Ho aperto questo negozio nel 1970 in via Baglioni, poi nel 2016, a seguito del terremoto, mi sono trasferita qui in Via Umberto I. Inizialmente, poiché mio marito Domenico era sarto, vendevo solo stoffa per confezionare vestiti da uomo. I clienti acquistavano da me e poi si facevano cucire pantalone e giacca da lui, ecco perché sono soprannominata Lina “del sartino”. Nel corso degli anni poi ho arricchito l’offerta inserendo anche biancheria per la casa, stoffe da donna e biancheria intima. La mia è la storia di grandi sacrifici, ti racconto per esempio di quando andavo da sola col treno a Perugia a fare rifornimento per il negozio. Non sai quante volte venivo strattonata e derisa sul treno e quante volte alla Stazione di Cannara perdevo l’autobus per tornare a casa non riuscendo, carica di pacchi, a raggiungerlo velocemente. La passione per il mio lavoro è stata però sempre più forte di ogni problema”.

Parla anche del grande amore che l’ha legata per oltre sessant’anni al marito Domenico, scomparso nel 2010.
“Domenico mi ha aiutato tantissimo perché sapeva quanto la bottega per me fosse importante, addirittura pur di evitarmi i viaggi in treno che ti ho detto, prese la patente che era ormai adulto, così da potermi accompagnare. Era anche tanto geloso di me – racconta sorridendo e con una vibrante nota di nostalgia – prima di aprire il negozio lo aiutavo a cucire i pantaloni ma lui non voleva assolutamente che io prendessi le misure agli uomini, guai!”.

Lina è un vulcano di aneddoti.
“Ho iniziato a lavorare a dieci anni, sai cosa facevo? Preparavo medicine ed unguenti nella farmacia di Cannara, le mie mani piccole da bambina erano perfette per creare pastiglie ed opercoli, con un bilancino pesavo i principi attivi poi in base alle necessità dei pazienti facevo il medicinale”.

Lina insieme alla nipote Angela Turrioni.

La tradizione del negozio di Lina continua con la nipote Angela.
“Ho cercato di dare alla bottega un taglio più moderno e al passo coi tempi, inserendo articoli che possano soddisfare anche le esigenze delle più giovani. La clientela di nonna ha sempre abbracciato una fascia di mezza età, io ho voluto avvicinarmi pure alle ragazze con capi sfiziosi e di tendenza. Nonna non manca di darmi consigli, cerca di risparmiarmi i suoi errori. Ho preso questa decisione ad inizio anno, in un momento sicuramente che ha delle evidenti insidie, ma credo nel progetto. In fase di restyling del negozio ho deciso di donare la merce invenduta ad alcune associazioni di beneficenza. Sono orgogliosa di portare sulle spalle il peso dell’eredità di una storia lunga cinquant’anni”.
Grazie Lina, a nome di tutti cannaresi.

ARTICOLO PUBBLICATO SU TERRENOSTRE – NUMERO DI MARZO 2021

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