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Bastia Umbra
27 Giugno 2022
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Corriere dell'Umbria

Via libera al recupero dell’ex mattatoio Diventerà una grande agorà per la città

piazzamercato1L’opera, firmata da Pietro Carlo Pellegrini, è stata approvata dal consiglio comunale

di Sara Caponi
BASTIA UMBRA – Dare nuova vita all’ex mattatoio, edificio storico e identitario della città,trasformando al contempo ciò che oggi è solo un parcheggio in una grande “agorà”, ovvero un luogo di incontro e scambio sociale e culturale.E’ questa l’idea alla base del piano di ristrutturazione di piazza del Mercato,destinato a cambiare volto alla porta di ingresso della città.Il piano è stato approvato a maggioranza in via definitiva nel consiglio comunale del 22 dicembre,dopo un lungo iter di progettazione durato diversi anni che ha visto avvicendarsi diversi progetti. A pensare la nuova “agorà” bastiola, firmando l’attuale progetto, è l’architetto progettista Pietro Carlo Pellegrini,che nella seduta consiliare ha illustrato la sua idea di recupero del sito. L’area da ristrutturare,situata a ridosso del centro storico,interessa una volumetria complessiva di 40mila metri cubi.
Il progetto ridisegnala zona dell’ex mattatoio con l’intento di restituire un senso urbano al luogo,valorizzando la piazza come luogo di spazio e incontro in cui integrare un verde pubblico “vivibile”.Parte del perimetro della piazza ospiterà una serie di edifici a diverse altezze pensato per presentarsi non come blocco edilizio a carattere monolitico,ma piuttosto come intreccio di trasparenze e passaggi affacciato sul verde e integrato al dinamismo dell’area circostante.Il fulcro del progetto coincide con la ristrutturazione dell’ex mattatoio di proprietà comunale,del quale il progetto intende recuperare l’originaria architettura con le arcate esterne e i grandi spazi interni ripristinando l’antico aspetto storico del luogo, pensato per diventare biblioteca e luogo di incontro e confronto.L’intento è confermato dal sindaco Stefano Ansideri: “Vogliamo dare un’immagine nuova all’ingresso della nostra città – spiega il primo cittadino -, recuperare quanto la storia più o meno recente ci ha tramandato e lasciarlo come impronta delle generazioni precedenti”.

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