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7 Dicembre 2022
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Politica

Sul Partito Democratico Simone Pettirossi risponde a Enrico Sciamanna

Simone Pettirossi
Capogruppo PD Assisi

Qualche giorno fa mi è arrivata, per mail, la lettera aperta di un noto professore di storia dell’arte assisano, in cui si invocavano i democratici a fare ogni sforzo per rimanere uniti e compatti, sottolineando l’importanza della presenza del PD nel panorama politico nazionale e locale.
Ci saranno alcuni militanti che leggendo il suo intervento pubblicato in un giornale on line avranno magari storto il naso, perché viene da un “non simpatizzante”, come lui stesso si autodefinisce, ma credo che il suo invito “a tenere duro” debba invece essere accolto in modo positivo, valutandolo per quello che è: un riconoscimento chiaro e netto del ruolo fondamentale del Partito Democratico, in Italia e ad Assisi, per costruire un’alternativa credibile e non velleitaria ai governi e alle politiche del centrodestra.

Fa piacere che il PD, nonostante le evidenti difficoltà, appaia ancora come il soggetto politico indispensabile per dare risposte concrete alle questioni più urgenti presenti nel Paese: il rilancio dell’economia, attraversata da una crisi senza precedenti, con una disoccupazione giovanile spaventosa; la necessità di abbassare la tassazione su imprese e lavoro; la necessità di contrastare con determinazione la corruzione e l’illegalità diffuse, che producono inefficienza nel sistema Italia e costi enormi; la necessità della massima trasparenza nella gestione della “cosa pubblica” e di una nuova “etica” della politica all’insegna dello spirito di servizio, della trasparenza e del perseguimento del “bene comune”; il miglioramento del welfare pubblico, che non va smantellato (come vorrebbe la destra) ma reso più moderno ed efficiente; il completamento delle infrastrutture necessarie (strade, aereoporti, ferrovie, energia, ecc.); il ripensamento delle politiche industriali per rendere le imprese italiane più competitive; la necessità di promuovere una vera “rivoluzione culturale”  investendo in modo convinto e consistente sulle nuove tecnologie, sulla “green economy” e sull’economia della conoscenza, valorizzando a pieno le nostre ricchezze più preziose e abbondanti: cultura, storia, arte, ambiente.

Voglio rassicurare, comunque, i “non simpatizzanti” su un punto: tante democratiche e tanti democratici sanno benissimo, senza che ci sia bisogno di ricordarglierlo, quale sia il proprio ruolo e la propria responsabilità nei confronti dei cittadini. Per questo cercano ogni giorno, pur con i propri limiti, di farsi interpreti e portatori, nella società, nel partito e nelle istituzioni, proprio di quei principi di “uguaglianza e libertà”, “attenzione ai bisogni”, “difesa dei diritti primari”, che sono indispensabili per migliorare la “qualità dell’esistenza”. Lo dimostrano i militanti e dirigenti che nei territori organizzano gratuitamente iniziative, allestiscono i gazebo per le primarie, discutono nei circoli, si impegnano quotidianamente con grande passione e competenza, avanzano proposte politiche; lo dimostrano i “simpatizzanti” che decidono di dedicare volontariamente un po’ del loro tempo all’impegno civico e politico; lo dimostrano le città governate dal Partito Democratico, in cui l’attenzione ai bisogni primari è nettamente maggiore rispetto a quella presente nel nostro comune, dove le politiche ambientali, sociali e culturali sono assolutamente carenti.

Il partito ha sicuramente sofferto molto in questo ultimo periodo, a causa delle vicende post-elettorali (la mancata vittoria pur essendo arrivati primi, gli ondeggiamenti di linea, la bruttissima pagina del non voto di ben 101 grandi elettori a Romano Prodi, ecc.) che hanno scosso e indignato tanti elettori, simpatizzanti, militanti e dirigenti. Ma non dobbiamo chiuderci o avere paura, ma continuare a dialogare con tutti, ascoltando con attenzione anche coloro che esprimono posizioni critiche o dissonanti (ovviamente quando queste sono manifestate in modo pacato e civile) e che rappresentano uno stimolo ulteriore per aprirci ancora di più alla società e ai suoi bisogni, rivendicando però con orgoglio che in questi anni, di fatto, siamo stati gli unici ad aprire porte e finestre, coinvolgendo i cittadini in tutte le scelte principali attraverso le primarie.

L’Assemblea nazionale, dopo le dimissioni di Bersani, ha eletto alla carica di segretario nazionale una persona solida come Guglielmo Epifani, ex leader nazionale della CGIL, che quantomeno argina i rischi di deriva e di scissione, ancorando con forza il PD al mondo del “lavoro”, ma non basta un cambio di vertice per risolvere i problemi e rilanciare il partito.
Serve un congresso vero, che non sia elusivo e nel quale ci sia la possibilità di un confronto schietto e franco sui contenuti, discutendo dell’identità e dei valori fondanti del partito, dell’organizzazione e dei meccanismi di partecipazione e di radicamento nel territorio, ma soprattutto delle priorità per l’Italia, per l’Umbria e per Assisi.
Sarà probabilmente l’ultima occasione che il PD avrà per “nascere davvero” e acquisire una fisionomia chiara. Spero che non venga sprecata. Per rispetto di noi stessi e dei tanti che, comunque, guardano a noi con attenzione, preoccupazione e speranza.

Simone Pettirossi
Capogruppo PD Assisi

16/05/2013

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