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28 Novembre 2022
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Assisi

Piazza di S.M. Angeli – Stefano Apostolico: “Bartolini, come Machiavelli, prova a fare il furbo”

La sorte comune di tutti i machiavellici è fare i loro disegni così sottili che si rompono per la loro stessa finezza.

Correva l’anno 2005 allorché il sindaco di Assisi, Giorgio Bartolini, ribatteva alle critiche sulla dispendiosissima inaugurazione della nuova piazza di Santa Maria degli Angeli, da lui fortemente voluta e da lui ritenuta quanto mai opportuna per festeggiare (erano ancora i tempi delle vacche grasse), a suo parere, “una delle più belle e grandi piazze dell’Umbria, che sarà goduta dai residenti, orgogliosi di quanto conseguito”.

Le critiche, prima ancora che per la pirotecnica e faraonica  inaugurazione (con lo tsunami della festa, fu messa a repentaglio anche l’incolumità dei porchettai: dovettero intervenire le forze dell’ordine), erano piovute (non solo da parte di molti esperti, ma anche di gente comune) sul tipo di materiale usato per la pavimentazione (i cubi di porfido) in una zona altamente sottoposta anche al traffico pesante dei pullman. Critiche e dubbi che insinuavano anche problemi di rumorosità e prevedibili ed inevitabili, alti costi di manutenzione.

Ma erano tempi in cui nelle casse del comune, dopo il terremoto, arrivavano trasferimenti a milioni, e ci si divertiva a “cantare” come la cicala della favola di Esopo, con opere appunto anche discutibili, spingendo l’euforia addirittura in ambito letterario, al punto da far stampare e ristampare, con i soldi pubblici, “libercoli” da decine di migliaia di euro sul “Nuovo Rinascimento di Assisi”.

Erano tempi in cui le critiche, anche le più costruttive, anche quelle casalinghe (ne sa qualcosa il defenestrato Assessore alla Cultura, Mario Romagnoli), non erano da prendere in considerazione: erano soltanto rumore e fastidio.

Ora che è venuto, per tutti, con la crisi, il momento di “ballare”, il momento della lesina, colui che si gloriò di aver realizzato a quel modo quella piazza per la quale in molti fummo facili profeti, dai banchi dell’opposizione, prova a fare il furbo, come al solito, e denuncia alla Corte dei Conti “un possibile danno erariale” per riparazioni non eseguite in modo adeguato.

Si può essere più furbo di un altro, ma non più furbo di tutti gli altri.

Stefano Apostolico

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