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7 Dicembre 2022
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Giornale dell'Umbria

Un segnale d’allarme anche per il centrodestra

Assisi e Bastia “roccaforti” grilline. Trasimeno zoccolo duro del centrosinistra

ASSISI – È vero: le elezioni amministrative raramente riflettono gli esiti delle politiche. Ma è vero anche che, probabilmente, dentro le urne nulla sarà più come prima.
Lo scossone innescato dal Movimento 5 Stelle non è soltanto un segnale forte destinato a scuotere il Governo e il Parlamento. Ma è anche testimonianza della necessità di una politica diversa. Un segnale che sembra essersi radicato tanto velocemente, quanto in  profondità anche in Umbria. Non soltanto laddove il centrosinistra ha nel tempo consolidato la sua posizione di potere. Ma anche dove le amministrazioni sono appannaggio del centrodestra. Si guardi ad esempio ad Assisi: M5S è il primo partito, staccando il Pdl di un paio di punti percentuale e il Pd, indietro di oltre tre punti. A Bastia Umbra il testa a testa si gioca su uno spillo: il Movimento 5 Stelle incassa (alla Camera) il 28,64% delle
preferenze, il Pd il 28,93%: tra le due compagni ci sono 37 voti. In posizione più arretrata il Pdl, appena sopra il 22% delle preferenze. I democratici incassano invece percentuali “bulgare” sulle rive del Trasimeno. A Città della Pieve il partito di Bersani conquista 2.122 voti che valgono il 45,45% dei consensi. La distanza col Movimento è abissale: il partito di Grillo conquista 1.109 voti (23,75%), ancora più dietro il Pdl, con il 12,91% dei voti. Copione simile va in scena anche a Castiglione del Lago, visto che tra Pd e M5S ci sono ancora circa 20 punti di distanza. Le urne restituiscono ai democratici 3.813 voti (42,14%) mentre il Movimento supera di una decina le duemila schede, attestandosi attorno a122%. Il Pdl vale 1.532 voti (16,93%).
A livello complessivo, circa un elettore su quattro al Trasimeno ha scelto il Movimento 5 Stelle, «dimostrando – scrivono da Magione 5 Stelle (qui il partito ha incassato il 25,4% dei consensi) che nel paese c’è davvero tanta voglia di cambiamento e soprattutto, la vera novità, di democrazia diretta».

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