Terrenostre 4.0 giornale on-line Assisi, Bastia Umbra, Bettona, Cannara
Assisi Politica

FdI torna a puntare i riflettori sulla Rocca: Piazzale delle Libertà cancellato senza il rispetto dell’iter procedurale e autorizzativo

COMUNICATO STAMPA

FDI TORNA A PUNTARE I RIFLETTORI SULLA ROCCA:
PIAZZALE DELLE LIBERTÀ CANCELLATO
SENZA IL RISPETTO DELL’ITER PROCEDURALE E AUTORIZZATIVO

Il Capogruppo Serena Morosi “smonta” la difesa scritta del Sindaco: “Ammesse per iscritto gravi omissioni. Ora la palla passa al Vicesindaco, neo-delegato alla Toponomastica, a cui chiediamo di ripristinare subito la legalità procedurale”.

 

Assisi, 14/08/2026 – Fratelli d’Italia torna a riaccendere i riflettori sulla discussa vicenda del piazzale antistante la Rocca Maggiore, denunciando le anomalie procedurali e la mancanza di trasparenza che hanno accompagnato la variazione del toponimo da “Piazzale delle Libertà Comunali” a “Piazzale della Pace”. L’azione ispettiva dei meloniani ha costretto l’Amministrazione a rompere un silenzio durato oltre otto mesi. A seguito di una formale diffida ad adempiere e messa in mora dell’Ente, notificata il 23 giugno scorso dopo tre solleciti, il Sindaco ha dovuto produrre una risposta scritta che si è rivelata una conferma delle omissioni sollevate dal Gruppo Consiliare: quella pervenuta in data 16 luglio us è una nota giunta con estremo ritardo e a ridosso del recente passaggio di consegne con cui il primo cittadino ha ceduto la delega alla Toponomastica al Vicesindaco (sul quale ora ricade la responsabilità di gestire questa complessa situazione procedurale).

Nella sua risposta ufficiale, il Sindaco ha tentato di sminuire il mancato coinvolgimento della Commissione comunale per la toponomastica, definendone il parere come “non vincolante”. Si tratta di un argomento che confonde la facoltà della Giunta di discostarsi dall’orientamento della Commissione con l’obbligo di richiederlo preventivamente. Il Regolamento comunale vigente stabilisce infatti che tale parere è preventivo e obbligatorio: non averlo richiesto costituisce una palese violazione delle norme interne dell’Ente, a prescindere dal fatto che il parere non fosse vincolante per la decisione finale.

Altrettanto traballante è la “giustificazione” secondo cui la Commissione non sarebbe stata interpellata in quanto nel settembre 2025 “mancava la nomina dei membri esperti”. Il già citato Regolamento prevede anche il regime di prorogatio, disponendo che i componenti uscenti esercitino le proprie funzioni fino alla nomina dei successori. La Commissione era dunque pienamente operativa nei suoi membri uscenti e avrebbe dovuto essere consultata. L’inerzia dell’Amministrazione nel rinnovare le nomine – tra le altre cose – non può essere utilizzata come “alibi” per bypassare le procedure di garanzia, così come non può essere invocata una generica “urgenza” legata alla Marcia della Pace, evento programmato da tempo che non consente di derogare al Regolamento comunale vigente.

Il procedimento presenta inoltre forti dubbi di legittimità rispetto alla normativa vigente: sotto il profilo tecnico-giuridico, un piazzale è a tutti gli effetti classificato come “area di circolazione” e l’attribuzione di un nuovo nome, anche se derivante da una variazione di un toponimo esistente, costituisce a tutti gli effetti nuova denominazione.

L’Articolo 3 del Regolamento comunale, in perfetta aderenza con la legge nazionale n. 1188/1927, stabilisce che tali deliberazioni debbano essere autorizzate dal Prefetto, previo parere della Deputazione di Storia Patria. La totale assenza di menzione di questo fondamentale passaggio autorizzativo nella risposta scritta del Sindaco fa sorgere il concreto dubbio che l’efficacia legale del provvedimento sia inficiata.

«Chiamiamo ora in causa direttamente il Vicesindaco, quale nuovo assessore delegato alla materia – dichiara il Capogruppo Serena Morosi affinché prenda in mano la situazione e si faccia garante della correttezza procedurale dell’Ente. Per fare totale chiarezza, abbiamo depositato una nuova istanza di accesso agli atti. Pretendiamo la consegna della Direttiva di Giunta del settembre 2025 e richiediamo copia di tutta la corrispondenza eventualmente intercorsa con la Prefettura e la Deputazione di Storia Patria, o l’attestazione formale della loro assenza. Questa volta esigiamo il rigoroso rispetto dei tempi di legge: non tollereremo altri otto mesi di silenzio. Fratelli d’Italia non arretrerà di un millimetro: la toponomastica e l’identità dei luoghi storici di Assisi non sono proprietà privata della Giunta, ma un patrimonio comune che va gestito secondo i principi di trasparenza e legalità e nel rispetto assoluto delle regole».

 

 


Serena Morosi
Capogruppo Fratelli d’Italia Assisi

 

Lascia un commento