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Assisi Politica

Il consigliere di strada che in consiglio comunale non tace, il sindaco che scappa

COMUNICATO STAMPA

IL CONSIGLIERE DI STRADA CHE IN CONSIGLIO COMUNALE NON TACE,
IL SINDACO CHE SCAPPA. FASULO (FORZA ITALIA): «STOPPINI SI TIENE
LE DELEGHE E SCARICA I SUOI. IO HO DIFESO ASSISI E FRAZIONI PUNTO
SU PUNTO. LORO HANNO SOLO RECITATO UN COPIONE GIÀ SCRITTO»

Dalla TARI alla Guardia Medica, dal disastro della scala mobile di Porta Nuova al parcheggio fantasma di Piazza Matteotti, dal cantiere abbandonato del Migaghelli alla rottamazione dei debiti: tutte le battaglie del Capogruppo di Forza Italia nel Consiglio Comunale del 30 luglio 2026. E il giorno dopo il Sindaco, in silenzio, si prende Lavori Pubblici e Tributi e punisce i suoi assessori. «Hanno governato a colpi di passerelle. Ora pagano anche loro. Ma i cittadini di Assisi e frazioni meritano risposte, non redistribuzioni di poltrone.»

 

Assisi, 03/08/2026 – C’è un Consigliere Comunale che, per cinque ore, in Consiglio Comunale ha fatto quello che nessuno aveva mai fatto in quell’aula: ha inchiodato la Giunta Stoppini punto su punto, carta su carta, numero su numero. E c’è un Sindaco che il giorno dopo, senza dire una parola in Consiglio, ha firmato un decreto per tenersi Lavori Pubblici e Tributi e scaricare due assessori del suo stesso partito.

Quel Consigliere è Francesco Fasulo, Capogruppo di Forza Italia. E quella che segue è la cronaca — punto per punto, proposta per proposta — di una battaglia combattuta a viso aperto per i cittadini di Assisi e delle sue frazioni.

  1. TARI 2026 — ROBIN HOOD AL CONTRARIO: I TURISTI SPORCANO, I RESIDENTI PAGANO

La Giunta ha portato in aula un aumento TARI del 4,81%, che sfonda il limite ARERA del 4,14% senza una riga di motivazione. La ripartizione dei costi addossa il 48,54% sulle famiglie di Assisi e frazioni, mentre 1,7 milioni di turisti producono rifiuti. La tassa di soggiorno è stata aumentata — 3 euro per i tre stelle, 4 per i quattro stelle, fino a 6 euro a notte per i cinque stelle — con un gettito aggiuntivo stimato in 1,7 milioni di euro. Ma non un centesimo è stato destinato ad abbattere la TARI dei residenti, come invece l’articolo 4 del decreto legislativo 23/2011 consente espressamente.

La Cassazione (ordinanze 13718 e 13716 del 2026) impone proporzionalità. Il Consiglio di Stato (sentenza 7719/2024) ha annullato delibere TARI prive di motivazione. Questa Amministrazione non ha motivato nulla.

Le quattro proposte di Fasulo:

  • Destinare il 30% del maggior gettito dell’imposta di soggiorno all’abbattimento della TARI residenziale: 510mila euro che azzerano l’aumento di 380mila e ne avanzano
  • Revisione straordinaria in sede AURI della ripartizione tra utenze domestiche e non domestiche, con studio sulla produzione effettiva di rifiuti turistici
  • Agevolazioni TARI per famiglie numerose e residenti del centro storico e delle frazioni, con riduzione del 15% sulla quota variabile
  • Relazione annuale obbligatoria al Consiglio sull’utilizzo del gettito dell’imposta di soggiorno
  1. DUP 2027-2029 — CENTOTTANTATRÉ PAGINE DI NULLA

Fasulo ha bollato il Documento Unico di Programmazione come «il brogliaccio contabile di un’Amministrazione incapace di governare». Novantanove obiettivi strategici senza copertura operativa. E la lista nera delle opere fantasma: la scala mobile di Porta Nuova abbandonata da sette anni; la struttura polivalente del Migaghelli a Santa Maria degli Angeli, cantiere interrotto; il parcheggio di Piazza Matteotti, cantiere perennemente fermo e residenti in affanno ogni giorno per un posto auto; le strade di Assisi e frazioni ridotte a un colabrodo di rattoppi; il turismo abbandonato senza servizi; il Liceo Sesto Properzio depauperato con un ramo trasferito a Bastia Umbra; la Guardia Medica in via di smantellamento.

«Lei, Signor Sindaco, ha fallito. La sua Giunta ha fallito. Questo DUP non è un documento di programmazione: è un atto di resa.»

  1. LA STRUTTURA POLIVALENTE DEL MIGAGHELLI: IL MONUMENTO AL FALLIMENTO

È stata la bandiera elettorale di questa Amministrazione durante la campagna elettorale per le elezioni Comunali del 25 e 26 maggio 2025. L’hanno sbandierata in ogni comizio, l’hanno promessa alle associazioni sportive del territorio come una struttura imminente, rivoluzionaria, pronta a cambiare il volto dello sport e dell’aggregazione sociale a Santa Maria degli Angeli. Le associazioni hanno fatto affidamento sulle parole di questa Giunta. Hanno organizzato le loro attività contando su quella promessa.

E oggi, a distanza di più di un anno dalle ultime elezioni? Oggi i lavori sono fermi. La struttura non è ultimata. Non è utilizzabile. Quelle associazioni sono rimaste senza nulla: senza un impianto polivalente, senza risposte, senza nemmeno una data. Tradite.

A pagina 161 del DUP compare la voce “Struttura Polivalente 2° stralcio: 500.000 euro a mutuo”. Il secondo stralcio di un’opera che doveva essere il gioiello del mandato ed è rimasta uno scheletro. E intanto il quadro economico è lievitato da 450 mila a quasi 2 milioni di euro. Un’opera che divora soldi pubblici e non restituisce nulla.

Dalla struttura principale non si capisce se e come sia allacciata ai servizi essenziali — elettricità, acqua, riscaldamento, fognature. Nessuna immagine dell’interno. Nessun cronoprogramma. Nessuna comunicazione ufficiale. Solo silenzio. Il silenzio di chi vuole nascondere la realtà dei fatti dietro un muro.

Un cantiere fantasma che divora soldi pubblici e restituisce solo tradimenti. Questo è il Migaghelli. Questo è il monumento al fallimento della Giunta Stoppini.

  1. ROTTAMAZIONE DEI DEBITI — STOPPINI E LA MAGGIORANZA BOCCIANO LA MOZIONE. È TRADIMENTO.

Centinaia di famiglie di Assisi e frazioni — artigiani, commercianti, piccoli imprenditori — sono prigioniere di debiti con il Comune gonfiati a dismisura da sanzioni e interessi. La rottamazione dei tributi locali avrebbe consentito di pagare solo il capitale, azzerando tutto il resto in 54 rate e nove anni. Un debito da 10.000 euro sarebbe diventato 3.000. A costo zero per il Comune, che oggi non incassa nulla e con la rottamazione avrebbe incassato il capitale, dimezzato il contenzioso e liberato risorse.

Fasulo aveva depositato la mozione il 28 maggio 2026. L’Amministrazione Comunale l’ha insabbiata per due mesi. Nel frattempo Perugia, Terni, Roma, Foligno, Napoli, Genova, Palermo, Catania e tantissime altre città hanno deliberato. Le Sezioni Unite della Cassazione (sentenza 5889/2026) ne hanno blindato la legittimità. L’Ordine dei Commercialisti di Perugia ha implorato i Comuni di aderire. E persino la Giunta della Regione Umbria — la stessa che ha massacrato gli umbri con 184 milioni di nuove tasse, la stessa Presidente Proietti che ebbe Stoppini come vice ai tempi in cui era sindaca di Assisi — ha aderito alla rottamazione per la tassa automobilistica. Anche Proietti, dopo la stangata, ha capito che negarla sarebbe stato troppo. Stoppini no. Stoppini non l’ha capito.

Il Sindaco Stoppini e la sua Giunta hanno bocciato la mozione. L’hanno affossata con il voto. Hanno guardato negli occhi centinaia di famiglie di Assisi e frazioni e hanno scelto di tenerle nella trappola dei debiti. Hanno preferito l’orgoglio di partito al bene dei cittadini. Hanno calpestato artigiani, commercianti, piccoli imprenditori, padri e madri di famiglia pur di non ammettere che Fasulo aveva ragione. Mentre Perugia dice sì, Terni dice sì, Foligno dice sì, la Regione dice sì, il Comune di Assisi dice no. Un no che pesa come una condanna.

Non era un condono: era equità. L’articolo 53 della Costituzione grida che se un debito è lievitato oltre ogni ragionevolezza, la pretesa fiscale è solo nominale. Riportarla entro limiti ragionevoli è giustizia. E loro l’hanno negata.

Questo non è un voto. È un tradimento. Un tradimento verso chi ogni mattina si alza e prova a vivere dignitosamente. E i cittadini di Assisi e frazioni non dimenticheranno.

  1. SMANTELLAMENTO DELLA GUARDIA MEDICA DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI — LA REGIONE TAGLIA, I CITTADINI RESTANO SOLI. LA SALUTE NON COSTA 100.000 EURO.

Fasulo ha portato in aula il dossier che inchioda la USL Umbria 1. La prova dell’avvio del procedimento di soppressione poggia su due atti legati da un vincolo giuridico inscindibile: l’Allegato 14 (prot. n. 0055993 del 16 marzo 2026), firmato dal Direttore del Distretto Sanitario dell’Assisano, e la Delibera 463 del 2026 del Direttore Generale, che lo recepisce espressamente come «parte integrante e sostanziale». È proprio questo recepimento formale a trasformare la relazione distrettuale da atto istruttorio interno a documento con piena efficacia giuridica.

Il concatenamento non ammette repliche: 1° luglio 2025, il Distretto trasmette il progetto di riorganizzazione alla Direzione Sanitaria e Generale — è l’atto che apre il procedimento; ottobre-novembre 2025, il progetto produce i primi effetti concreti con la riduzione delle postazioni; 16 marzo 2026, il Direttore del Distretto firma la relazione che rendiconta i tagli; 1° aprile 2026, il Direttore Generale adotta la Delibera 463, che ratifica tutto e certifica risparmi per complessivi 2.483.007,79 euro — un dato consuntivo, non previsionale. Se il progetto fosse rimasto sulla carta, non ci sarebbe stato alcun risparmio da certificare. Invece le economie sono state rendicontate, perché le misure — incluso il taglio delle 10.000 ore di Continuità Assistenziale — sono entrate nella fase attuativa.

Questo significa che la soppressione non è un progetto futuro. È un processo in corso. La riduzione del servizio è già operativa dal 2025. La chiusura totale del presidio fisico di Santa Maria degli Angeli è solo l’ultimo atto, condizionato all’apertura della Casa della Comunità di Bastia Umbra. Ma il diritto alla salute dei nostri cittadini è già stato compresso. Diecimila ore di assistenza in meno sono già una realtà. Il tutto per risparmiare 100.000 euro l’anno. Centomila euro per spegnere la Guardia Medica di una frazione di 10.000 abitanti più milioni di pellegrini.

I rinforzi per la medicina territoriale che dovevano scongiurare chiusure come questa? Mai arrivati. E intanto gli umbri non prenotano una visita. Non trovano un medico. Non vedono una risposta. Vedono solo il conto corrente che si prosciuga.

Ma questa soppressione non è un episodio isolato. È il tassello di un disegno preciso. La Delibera 463 non è un atto interno adottato in libertà: si inserisce in un quadro di obblighi imposti dalla Regione Umbria con le D.G.R. n. 403 del 7 maggio 2025, n. 529 del 4 giugno 2025 e n. 776 del 31 luglio 2025, che hanno assegnato alle Aziende sanitarie obiettivi vincolanti di contenimento della spesa. La Delibera 463 è l’atto con cui la USL Umbria 1 certifica alla Regione di aver raggiunto gli obiettivi di risparmio. E questa certificazione produce effetti giuridici vincolanti perché costituisce la base per l’accesso alla quota premiale del finanziamento sanitario. Il cerchio è perfetto: la Regione ordina i tagli, l’Azienda esegue, i cittadini pagano. Due volte: con le tasse e con la salute.

E gli umbri lo hanno capito. Il sondaggio dell’istituto demoscopico più autorevole del Paese ha certificato un dato che non ammette repliche: Stefania Proietti è il Presidente di Regione con il peggior calo di consensi in tutta Italia. Meno 8%. Liste d’attesa raddoppiate in un anno e mezzo, 700 assunzioni promesse entro il 2025 e realizzate a malapena a metà. E la Corte dei Conti ha smentito il presunto disavanzo sanitario: hanno aumentato le tasse sulla base di un buco che non c’era.

E Stoppini? Tace. Fu vice sindaco di Proietti quando lei sedeva su questi scranni. Tace mentre la sua ex sindaca affonda la sanità del territorio che un tempo amministrava. Tace mentre 10.000 cittadini di Santa Maria degli Angeli vengono privati dell’unico presidio notturno. Tace perché il silenzio è il prezzo della sua sopravvivenza politica. È il silenzio di chi ha preferito la poltrona alla comunità.

E intanto Assisi ha già subito un’emorragia silenziosa: chiusura di ambulatori specialistici, taglio dei posti letto all’Ospedale. La Guardia Medica non è il primo colpo. È l’ennesimo.

La Corte Costituzionale (sentenze 304/1994, 200/2005, 203/2016, 26/2024, 177/2025) ha ripetutamente affermato che le esigenze di bilancio non possono comprimere il nucleo irriducibile del diritto alla salute. Il TAR Calabria ha annullato soppressioni analoghe per difetto di motivazione. Il TAR Campania (2438/2017) ha riconosciuto la legittimazione del Comune a impugnare.

«Santa Maria degli Angeli dista oltre 7 chilometri da Bastia Umbra. Di notte non esistono collegamenti pubblici. Un anziano, una madre con un bambino febbricitante: per queste persone la Guardia Medica è l’unica porta aperta. Chiuderla significa violare l’articolo 32 della Costituzione. IO la difenderò in ogni sede, fino alle aule di giustizia se necessario.»

  1. PORTA NUOVA — SETTE ANNI DI BUGIE, 6 MILIONI DI EURO, DUE ASCENSORI CHE NESSUNO HA CHIESTO

Il Capogruppo di Forza Italia interviene con durezza anche sulla vicenda del sistema di risalita meccanizzata di Porta Nuova, definendola «la pietra tombale della credibilità di questa Amministrazione». Nel 2018 arriva la chiusura per «scadenza della vita tecnica». L’USTIF di Firenze, con nota n. 86305 del 2 aprile 2021, certificò che quegli impianti erano già «cessati al pubblico esercizio il 29 settembre 2018», qualificando il periodo successivo come «servizio di pubblico esercizio non autorizzato». Nonostante questo, la Giunta ha speso 120.000 euro — Delibera n. 66 dell’8 giugno 2021 — per una manutenzione straordinaria su un impianto già dichiarato morto. Poi 400.000 euro a bilancio 2021-2023 per un «nuovo sistema di risalita». Risultato: zero. Oggi il progetto è lievitato a 6 milioni di euro: 3,9 milioni per demolire la scala mobile e costruire due ascensori, altri 2 milioni — fondi ancora da reperire — per rimettere, forse, una scala mobile. «Un ossimoro finanziario», lo definisce Fasulo, che cita la Relazione Illustrativa e Tecnica agli atti: la soluzione standard era stimata in circa 2,9 milioni, ma una variante con uscita interna ai giardini ha fatto raddoppiare l’importo a oltre 6,5 milioni. «Chi paga questa differenza? Con quali coperture?», chiede il Capogruppo forzista, denunciando inoltre che il progetto è già stato discusso in tre incontri con la Soprintendenza — due in loco, uno a Perugia — mentre il Consiglio Comunale non ne ha mai saputo nulla. Fasulo punta il dito anche contro la «soluzione» dei due ascensori: «È una resa. Da un sistema a flusso continuo che trasportava centinaia di persone in pochi minuti a un sistema a scomparti chiusi che diventerà un collo di bottiglia, con code sotto il sole e costi energetici fuori controllo, in aperta violazione di ciò che prescrive l’articolo 41 del Codice Appalti». Il bilancio, per Fasulo, è impietoso anche sul fronte umano ed economico: disabili e anziani esclusi dal centro storico da sette anni; e un’emorragia economica permanente che Sindaco e Giunta hanno lasciato colare per tutto questo tempo, mettendo in ginocchio il tessuto imprenditoriale e commerciale di Borgo Aretino, Santa Chiara, Via Roma, Via San Paolo, Via San Gabriele dell’Addolorata. Saracinesche abbassate, vetrine spente, attività soffocate: il prezzo pagato da chi vive e lavora in queste vie, mentre l’Amministrazione volta la testa dall’altra parte.

Le sette proposte di Fasulo:

  • Navetta gratuita immediata per disabili, anziani e persone fragili, con coinvolgimento di taxi e NCC
  • Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche serio e aggiornato
  • Accessibilità garantita senza interruzioni durante i lavori, con penali nel capitolato
  • Esenzione TARI e canone di suolo pubblico per i commercianti di Borgo Aretino, Santa Chiara, Via Roma, Via San Paolo, Via San Gabriele dell’Addolorata
  • Fondo straordinario per la riqualificazione delle attività commerciali delle vie colpite
  • Congelamento immediato del progetto ascensori e riprogettazione di un sistema di risalita meccanizzata con scale mobili di nuova generazione, in grado di garantire: funzionamento continuo senza interruzioni, maggiore capacità di trasporto, nessun impatto paesaggistico aggiuntivo, costi significativamente inferiori rispetto ai 6 milioni previsti per gli ascensori
  1. IL CASO DELLA PISCINA. FASULO CONTESTA, LA MAGGIORANZA APPROVA.

Sul punto 8 dell’ordine del giorno — relativo a un procedimento SUAP ai sensi dell’art. 8 DPR 160/2010 per la realizzazione di un impianto a servizio di una struttura turistico-ricettiva, con contestuale variante al PRG e permuta di aree — Francesco Fasulo, Consigliere Comunale di Opposizione e Capogruppo di Forza Italia, ha sollevato una questione che ha acceso il dibattito in aula.

Primo. Ha chiesto al Sindaco e all’Assessore competente di dichiarare immediatamente a verbale se la piscina — oggetto del procedimento — fosse già stata realizzata, in tutto o in parte, e in forza di quale titolo abilitativo, ovvero se la stessa non fosse stata ancora realizzata.

Secondo. Ha chiesto l’immediata acquisizione agli atti del Consiglio — prima del voto — della seguente documentazione:

  • ogni documentazione fotografica, anche aerea o da drone, relativa allo stato attuale dell’area interessata in possesso del Comune;
  • i verbali di qualsiasi sopralluogo effettuato dall’Ufficio Tecnico e dalla Polizia Municipale sulla medesima area negli ultimi dodici mesi, con relativi allegati;
  • i titoli edilizi riguardanti la struttura interessata, ivi compresa la piscina;
  • le richieste di allaccio alle utenze pubbliche per l’area in questione.

Terzo. Ha inoltre depositato una richiesta formale di sopralluogo, ai sensi dell’art. 27 del DPR 380/2001, rivendicando il diritto di presenziare personalmente nell’esercizio delle funzioni di consigliere comunale ex art. 43 TUEL, con piena facoltà di documentare lo stato dei luoghi. «La vigilanza edilizia — ha dichiarato — non è una facoltà del dirigente: è un obbligo. Ha preteso che il verbale e la documentazione fotografica fossero trasmessi a tutti i consiglieri con la massima urgenza.

Poiché il sopralluogo non poteva materialmente concludersi prima della discussione, Fasulo ha chiesto il rinvio del punto 8 a data immediatamente successiva all’esito del sopralluogo. Non per ostruzionismo, ha precisato, ma per una questione elementare: «Non possiamo votare un atto senza sapere se ciò che autorizziamo è già stato costruito oppure no. Non è una questione politica: è una questione di legalità. La vigilanza edilizia non è una facoltà dell’amministrazione: è un obbligo. E il nostro voto deve essere informato, non rassegnato».

Nonostante le richieste e le argomentazioni avanzate, il Sindaco, la Giunta e la maggioranza hanno respinto la richiesta di rinvio e hanno votato a favore del punto, approvando l’atto così come presentato.

Fasulo ha inoltre annunciato che invierà una richiesta formale di sopralluogo al Comando della Polizia Locale, nonché una richiesta di sopralluogo, ispezione e documentazione fotografica, per accertare lo stato effettivo dei luoghi.

  1. IL “MARCO DA PAZ” DEMOLITO — LA PACE SMANTELLATA CON LE RUSPE AL PARCO REGINA MARGHERITA DI ASSISI “PINCIO”

Mentre la maggioranza discuteva di una mozione sulla pace piena di parole solenni — Nazioni Unite, Corte Internazionale di Giustizia, criteri etici — Fasulo ha ricordato a tutti cos’è la coerenza. La coerenza è l’unica unità di misura della credibilità politica. E questa Giunta l’ha demolita con una ruspa.

Il “Marco da Paz” non era un arredo urbano. Era un monumento internazionale nato da accordi tra Assisi, l’Associazione Commerciale di São Paulo e la Santa Sede. Inaugurato il 13 novembre 2011 con la partecipazione dell’Ambasciatore brasiliano João Bico. Tre giorni dopo l’intera delegazione fu ricevuta in Udienza Generale da Papa Benedetto XVI, al quale venne consegnata la replica benedetta del trofeo. Un arco in pietra rosa e bianca lavorato a mano, con la colomba, la campana e le piastre dei cinque continenti. Un simbolo di fratellanza universale. Demolito. Con una ruspa. Nel silenzio.

Un atto gravissimo, ha tuonato Fasulo, compiuto senza trasparenza, senza deliberazione, senza informare il Consiglio Comunale. Violando i doveri istituzionali del Sindaco. L’articolo 50 del TUEL affida al Sindaco la rappresentanza dell’ente. L’articolo 78 impone imparzialità e buona amministrazione. L’articolo 107 fissa il confine tra indirizzo politico e gestione amministrativa. La Cassazione (sentenza 37517/2020) ha scolpito il dovere di controllo e imparzialità in capo al primo cittadino. Rimuovere unilateralmente un monumento frutto di accordi internazionali è l’esatto contrario: è arbitrio.

E l’ipocrisia è colossale. La stessa Giunta che ha demolito il Marco da Paz si presenta in pompa magna a inaugurare il laghetto riqualificato a poche decine di metri. Una mano inaugura, l’altra demolisce.

Le conseguenze sono già esplose. L’Associazione Commerciale di São Paulo e l’Associazione Marco da Paz del Brasile hanno formalizzato vibrate proteste. È un incidente diplomatico. Il Brasile non dimenticherà. E il danno reputazionale per Assisi, Città della Pace, è incalcolabile.

Fasulo ha già depositato istanza di accesso agli atti, fondata sull’articolo 43 del TUEL. Il Consiglio di Stato (sentenza 5750/2024) ha ribadito che il consigliere comunale ha un «non condizionato diritto alla conoscenza di tutti gli atti». «Voglio sapere tutto: chi ha deciso, chi ha firmato, chi ha pagato, quanto è costato. E dove si trova ora il monumento. Se l’Amministrazione non risponderà, sono pronto a rivolgermi al TAR dell’Umbria.»

«La coerenza non si declama: si pratica — ha chiuso Fasulo —. E questa Giunta non l’ha praticata. Forza Italia darà battaglia in ogni sede, dal Consiglio Comunale alla Prefettura fino alle aule di giustizia. Assisi merita rispetto. Il Brasile merita rispetto. La pace merita rispetto. Il Sindaco ha violato tutto questo. Ora risponda.»

IL GIORNO DOPO — STOPPINI SI TIENE TUTTO, SCARICA I SUOI, TACE IN AULA E PARLA CON UN COMUNICATO STAMPA

Mentre Fasulo inchiodava la Giunta per Cinque ore, il Sindaco taceva. Taceva su Porta Nuova. Taceva sulla TARI. Taceva sulla Guardia Medica. Taceva sul Marco da Paz. Taceva sul Migaghelli. Taceva sul parcheggio fantasma di Piazza Matteotti, dove i residenti di Assisi non trovano un posto auto e il cantiere è un monumento al degrado. Taceva sui commercianti di Borgo Aretino, Santa Chiara, Via Roma, Via San Paolo, Via San Gabriele dell’Addolorata. Poi, il 31 luglio, ha parlato: non in Consiglio Comunale, ma con un decreto firmato in silenzio.

Lavori Pubblici e Tributi — le due deleghe su cui Fasulo ha inchiodato la Giunta — Stoppini se le è tenute per sé. A Francesca Corazzi ha tolto i Lavori Pubblici — il disastro della struttura polivalente del Migaghelli e della scala mobile di Porta Nuova le è costato la delega — e le ha dato la Farmacia Comunale come contentino. A Donatella Casciarri ha tolto i Tributi — dopo l’aumento TARI che sfonda il limite ARERA — senza darle nulla in cambio. Zero. Il capro espiatorio perfetto.

«Non è un rimpasto — commenta Fasulo —. È la certificazione del fallimento. Il Sindaco scappa dalle macerie, si prende le deleghe che contano e scarica i suoi. Ma i problemi di Assisi e delle frazioni non si risolvono con le redistribuzioni di poltrone. Si risolvono con i fatti. E in sette anni, di fatti, non ne abbiamo visto nemmeno uno.»

IL CONSIGLIERE DI STRADA NON SI FERMA

«IO non mi volto. Non abbasso la testa. Non mi arrendo. In Consiglio Comunale ho presentato proposte, ho portato documenti, ho citato sentenze, ho preteso votazioni. E continuerò a farlo in ogni Consiglio Comunale, in ogni Commissione, in ogni aula di giustizia. Perché Assisi e le sue frazioni non sono un feudo. Sono la città di San Francesco e di Santa Chiara. Sono le case di chi ogni giorno si alza, lavora, paga le tasse e pretende rispetto. E io quel rispetto lo pretendo per loro.

Non sono un consigliere da salotto. Sono un consigliere di strada. E dalla strada non me ne vado.

La battaglia continua sempre al servizio dei cittadini e delle cittadine.»

 

 


Francesco Fasulo
Consigliere Comunale di Opposizione
Capogruppo di Forza Italia Assisi e Frazioni
Consigliere di Strada

 

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