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Bastia Umbra
4 Marzo 2026
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Assisi Associazioni

Da Assisi a Betlemme: Punto Assisi e Tatreez palestinese

COMUNICATO STAMPA

Mostra culturale sul ricamo “UNITE DA UN FILO D’AMORE”

DA ASSISI A BETLEMME: PUNTO ASSISI E TATREEZ PALESTINESE

8 marzo – 12 aprile
ASSISI, Piazza del Comune, Sala ex Pinacoteca (vedi locandina)

La sapienza delle mani delle donne nel Punto Assisi e nel Tatreez palestinese

 

Assisi, 04/03/2026 – E’ bellissimo scoprire come ci sia un fil rouge, e mai termine fu più adatto, fra il Tatreez, il millenario ricamo della tradizione palestinese, e il Punto Assisi che, pur avendo una storia meno antica, ha sorprendenti legami con i disegni dei ricami di quei luoghi dell’oltremare, perché il punto a croce viene di certo dal Medio Oriente, così come l’Oud, strumento tipico della Palestina e di tutto il Medio Oriente, è papà del Liuto che risuona nei vicoli d’Assisi durante la festa del Calendimaggio.

Questa mostra nasce proprio dall’idea di porre a confronto due tecniche di ricamo che utilizzano il punto a croce, sì in modo diverso, ma con la stessa forza e bellezza. Tovaglie, cuscini e arazzi preziosi messi in mostra dall’ “Accademia Punto Assisi” si mescolano ad abiti ed ogni forma di oggetti e complementi d’arredo prestati dalla “Rete Radiè Resch” e da privati, riccamente ricamati con il Tatreez palestinese.

L’idea, abbracciata con entusiasmo dal Comune di Assisi, vuole così fare conoscere ai visitatori in questo anniversario degli 800 anni dalla morte di Francesco, che il suo insegnamento dell’andare incontro al diverso, al Sultano, con un gesto di pace, si attua in tanti modi, anche mettendo assieme le sapienze femminili di culture diverse.

Dal lontano 1989 Assisi è gemella della città di Betlemme, l’una per l’ineguagliabile motivo dell’essere città natale di Gesù e l’altra dell’Alter Christus: Francesco. Entrambe le città sono patrimoni dell’umanità dell’Unesco. Il Tatreez stesso è patrimonio culturale immateriale dell’Unesco dal 2021, mentre il Punto Assisi è uno dei pochi che vanti di condividere il proprio nome con la città in cui è nato e viene ricamato, una sorta di DOP del ricamo!

Ce n’è abbastanza in tutto ciò per voler esplorare queste due tecniche e le loro storie che di certo accomunano il lavoro delle donne, chine sul loro pezzo di stoffa a ricamare un’arte appresa fin dall’infanzia, magari radunate con le amiche fuori dalle case, nei giardinetti, nei vicoli delle loro antiche città. Un patrimonio immateriale, in realtà materialissimo, perché rimane sulle stoffe che sono le testimoni della cultura, della storia e anche della resistenza a tutto ciò che vuole appiattire le diverse forme culturali che rendono bella e ricca l’umanità tutta.

 

 

 

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