ASSISI – Il Santo Padre Leone XIV ha nominato Monsignor Felice Accrocca Vescovo delle diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e, insieme, Vescovo di Foligno, unendo le due sedi in persona episcopi. Tanti i messaggi di felicitazioni per il nuovo vescovo, e anche tanti i messaggi di salute al presule uscente, monsignor Domenico Sorrentino, che rimarrà come amministratore apostolico fino all’arrivo del nuovo vescovo.
Appresa la notizia della nomina di Monsignor Felice Accrocca come nuovo vescovo delle Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno – annunciata da Monsignor Domenico Sorrentino questa mattina al termine del Rito di apertura dell’ottavo Centenario del Transito di san Francesco nella Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola – il Custode del Sacro Convento fra Marco Moroni, OFMConv, ha espresso la gioia per la nomina di Monsignor Accrocca e la gratitudine a Monsignor Sorrentino per quanto svolto durante il suo ministero pastorale. «La scelta di papa Leone mi riempie di gioia. Mons. Felice Accrocca è universalmente riconosciuto per la sua straordinaria competenza su san Francesco e sulla storia delle origini del francescanesimo. A ciò si aggiungono la sua umanità e la passione per la vita pastorale e l’evangelizzazione, qualità che abbiamo avuto modo di apprezzare in numerosi incontri qui ad Assisi. L’ultimo di questi, giovedì scorso, lo ha visto parlare a noi superiori francescani d’Italia, offrendoci ancora una volta un segno tangibile del suo impegno e della sua visione. 
Ritengo che questa sia la scelta più appropriata per il tempo presente, in cui celebriamo l’ottavo centenario della morte di san Francesco, ma anche per gli anni a venire. La figura e il messaggio di san Francesco d’Assisi, grazie a questa guida, potranno continuare a portare frutti di fede in una società che ha urgente bisogno di riscoprire il Signore Gesù, di ritrovare la fraternità in un mondo sempre più individualista e di abbracciare quella piccolezza evangelica che rappresenta l’antidoto alla brama di potere dell’uomo contemporaneo. In questo momento, non posso che esprimere la mia gratitudine a Mons. Domenico Sorrentino, che conclude il suo ventennale mandato come Vescovo di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino. Il suo instancabile impegno a favore di questa Chiesa, così ricca di santità, e la cura con cui ha coltivato le relazioni con noi frati, sostenendo la nostra variegata attività in Basilica, meritano il nostro più sincero ringraziamento».
Per i frati minori, “Dopo oltre diciassette anni alla guida della Chiesa assisana — e più recentemente anche di quella folignate — mons. Domenico Sorrentino conclude una stagione che ha lasciato un’impronta profonda e riconoscibile. Pastore dal pensiero ampio e dal passo paziente, ha attraversato il suo ministero con lo sguardo fisso sull’orizzonte, tenendo il Vangelo tra le mani come criterio di discernimento : la sua è stata una Chiesa pensata e vissuta come fraternità, alleggerita da sovrastrutture, capace di abitare le crisi come luoghi di grazia. Fra Francesco Piloni OFM, Ministro Provinciale dei Frati Minori di Umbria e Sardegna, ha voluto affidare a poche parole il senso di un rapporto costruito nel tempo: «La gratitudine per questi vent’anni a servizio della Chiesa di Assisi e, negli ultimi anni, anche di quella di Foligno è profonda e sincera. Monsignor Domenico Sorrentino è stato un pastore dal cuore appassionato, caldo, con una fede solida e lo sguardo sempre in avanti, capace di vedere oltre. Ha guidato le comunità con libertà evangelica e senso ecclesiale, senza mai perdere il contatto con le persone e con le domande reali del nostro tempo».
Parole che restituiscono il clima di una collaborazione ecclesiale non formale, maturata dentro una fiducia reciproca e una comune passione per una Chiesa povera e generativa.
Sulla stessa linea si colloca la riflessione di fra Massimo Travascio OFM, Custode della Porziuncola, luogo-sorgente del carisma francescano: «Mons. Sorrentino ha abitato Assisi con rispetto e con amore, esercitando una paternità profonda che ha saputo farsi presenza quotidiana. Fin dai primi giorni del suo ministero episcopale ha mostrato un legame particolare con la Porziuncola, luogo che ha custodito come sorgente viva da accompagnare. Ha saputo stare accanto ai luoghi simbolici del francescanesimo ricordandoci che essi vivono solo se parlano al presente; alla Porziuncola abbiamo spesso percepito la sua vicinanza silenziosa, il desiderio di proteggere non solo le pietre, ma l’anima stessa di questo luogo, affidandola con cura alla Chiesa e alle generazioni future.»».
Accanto alla riconoscenza per il passato, lo sguardo si apre ora al futuro. Mons. Felice Accrocca non arriva ad Assisi come uno sconosciuto. Storico del medioevo, studioso del francescanesimo, docente alla Gregoriana, Accrocca conosce da tempo il tessuto ecclesiale e culturale umbro. A questa competenza unisce un lungo ministero pastorale e l’esperienza di governo maturata come arcivescovo di Benevento. Una figura che tiene insieme studio e territorio, riflessione e prassi. È ancora fra Francesco Piloni a sottolineare, con realismo e speranza, il senso di questa nuova fase: «A mons. Felice Accrocca va un benvenuto fraterno e grato in questa terra che custodisce la memoria viva di Francesco e Chiara d’Assisi. Per decenni li ha studiati e pregati, fino a diventarne familiare; ora la Divina Provvidenza lo ha voluto a casa, affidandogli una Chiesa che vive di quella stessa eredità spirituale e che attende di essere ancora accompagnata e interpretata nel tempo presente».
Gli fa eco fra Massimo Travascio, con parole che suonano come un augurio e insieme come un affidamento: «A mons. Accrocca auguriamo di lasciarsi sorprendere ancora da Francesco. Assisi non si finisce mai di conoscerla davvero. È una terra che chiede ascolto più che risposte, silenzio più che parole. Siamo certi che saprà camminare con noi in questo ascolto». La scelta di Papa Leone XIV — che affida a un unico vescovo due Chiese segnate da una forte identità — sembra indicare una direzione chiara: continuità senza immobilismo, avvicendamento come atto di responsabilità ecclesiale”.
La presidente della Regione Stefania Proietti ha commentato la nomina e il momento ecclesiale con un messaggio di valore civico e spirituale per il territorio: “Accogliamo con profondo rispetto e gratitudine la nomina del nuovo Vescovo da parte di Papa Leone XIV. La comunicazione ufficiale giunge oggi, nell’ apertura dell’ottavo centenario del transito di San Francesco, e segna un passaggio della nostra storia spirituale e comunitaria come regione Umbria, proprio nell’anno francescano della nostra storia, come cittadini e come comunità. Assisi, Foligno e le rispettive Diocesi rappresentano per il mondo luoghi di incontro, dialogo, cura, cultura e fraternità, valori che rispecchiano l’identità più profonda della nostra regione, che nel 2026 sarà il cuore dell’accoglienza d’Italia. In un tempo in cui la coesione sociale e il dialogo sono fondamentali per le comunità, le parole del Pontefice indicano una direzione chiara per tutti noi, istituzioni comprese: custodia della dignità umana, attenzione verso chi è più fragile, e impegno per la sostenibilità, la solidarietà, la pace, disarmata e disarmante. Monsignor Accrocca, che conosciamo e apprezziamo da molti anni come francescanista e studioso nonché come membro del Comitato Nazionale del centenario francescano e pastore attento alle problematiche di fragilità delle persone e dei territori come le aree interne, contribuirà al bene delle nostre comunità in questo anno specialissimo che per l’Umbria sarà un vero e proprio Giubileo. Dal profondo del cuore voglio esprimere un’immensa gratitudine al Padre Vescovo Domenico Sorrentino che per 20 anni ha guidato con grandissima fede e straordinaria sapienza la chiesa di Assisi, Nocera umbra, Gualdo Tadino e Foligno. Al contempo il nostro fraterno benvenuto al Padre Vescovo Felice Accrocca, ci mettiamo a disposizione sin da ora come Istituzione e comunità umbra affinché il centenario francescano sia occasione di unità, sviluppo, accoglienza, coesione per la nostra intera Umbria”.
“Ho appreso con grande interesse e massima attenzione, della nomina da parte di papa Leone XIV del nuovo vescovo delle diocesi di Foligno e Assisi. La città di Foligno, dà il benvenuto ed è pronta ad accogliere l’arcivescovo Felice Accrocca, con lo spirito di fratellanza e devozione che da sempre caratterizza la nostra gente”. Lo afferma in una nota il sindaco di Foligno, Stefano Zuccarini.
“Il legame tra Foligno ed Assisi è un prezioso valore aggiunto – prosegue il sindaco – sia a livello territoriale che internazionale: due territori e due comunità indissolubilmente legati dalla figura e dalla cultura di San Francesco. Sono assolutamente convinto che con l’arcivescovo Accrocca, continueremo a collaborare in piena sinergia, e sempre nel legittimo e doveroso rispetto delle rispettive istituzioni. Nel prossimo periodo, avremo momenti ufficiali di incontro, e ci sarà modo di stringere anche legami di conoscenza e amicizia. Ringrazio papa Leone XIV per l’attenzione che ancora una volta ha voluto rivolgere a Foligno, e ringrazio monsignor Domenico Sorrentino col quale abbiamo collaborato nel corso di questi anni”.
Di questo anno speciale a me è dato di vivere in prima persona l’alba, giacché, come amministratore apostolico, continuerò a servire le due diocesi fino a quando Mons. Accrocca farà il suo ingresso. Da quel momento anche lui si immergerà nella grazia che segna non solo il “giubileo” francescano, ma tutta la vita di queste due comunità diocesane, ricche di tanta storia e di tanta santità. Terre di santi, e dunque terre dove la santità può ancora germogliare.
Monsignor Accrocca giunge a questo appuntamento con un bagaglio invidiabile. Il suo “curriculum vitae” lo presenta innanzitutto prete ben radicato nella vita parrocchiale e diocesana della sua diocesi di origine, poi studioso, docente alla Pontificia Università Gregoriana ed altrove, anche al nostro Istituto Teologico Assisano, infine pastore impegnato nella prestigiosa arcidiocesi di Benevento, dove si è mostrato attento non solo al cammino pastorale della sua Chiesa ma anche ai problemi sociali del territorio di cui si è fatto appassionatamente carico, facendosi apprezzare per l’impegno a favore delle “aree interne” a rischio di spopolamento, oblio e declino.
È provvidenziale che egli venga nella terra del Poverello con un percorso culturale, e sicuramente anche spirituale, in massima parte dedicato a san Francesco e al francescanesimo. Nessuno come lui poteva vantare un credito così spiccato anche come pastore di questa comunità assisana che è “madre” di Francesco, e che in armonia con i suoi figli presenti in Assisi, in Foligno, e sparsi nel mondo, sente il privilegio e la responsabilità di annunciare il Vangelo sulle orme del nostro Santo, perché egli possa ancora oggi assolvere al mandato ricevuto otto secoli fa dal Crocifisso di san Damiano: Francesco, va’, ripara la mia casa.
Auguri, fratello e padre, caro vescovo Felice. Possa davvero il tuo servizio essere fecondo. Ti lascio il testimone con infinita gratitudine al Signore per quanto mi ha dato e grande affetto per questo popolo che mi resterà nel cuore mentre entra nel tuo. Le nostre due diocesi ti abbracciano. Prima dei nostri abbracci, ti accoglie la nostra preghiera. Benvenuto tra noi!
+ Domenico Sorrentino, vescovo
Assisi, 10 gennaio ’26
BIOGRAFIA S.E. MONS. FELICE ACCROCCA
È nato il 2 dicembre 1959 a Cori, in provincia di Latina, nella diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno.
Dopo la maturità scientifica ha frequentato i corsi teologici presso il Pontificio Collegio Leoniano di Anagni. Successivamente ha conseguito la Laurea in Lettere all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e il Dottorato in Storia Ecclesiastica presso la Pontificia Università Gregoriana.
È stato ordinato presbitero a Cori il 12 luglio 1986, incardinandosi nella diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno.
Dopo l’ordinazione ha svolto i seguenti incarichi pastorali più significativi: Viceparroco della parrocchia S. Maria Assunta in Cielo, a Cisterna (1986-1989); Parroco della parrocchia S. Luca, a Latina (1989-2004); Moderatore della Curia Vescovile (2001-2003); Parroco della parrocchia S. Pio X, a Latina (2003-2012); Assistente diocesano dell’Azione Cattolica (2003-2007); Segretario del Sinodo Diocesano (2005-2012); Coordinatore della Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali e Caporedattore del mensile della Diocesi “Chiesa Pontina”; Direttore della Scuola Diocesana di Teologia “Paolo VI” (dal 1994) ; Vicario Episcopale per la Pastorale diocesana (dal 1999); Responsabile dei seminaristi diocesani (dal 2007); Parroco della parrocchia Sacro Cuore e Amministratore Parrocchiale di S. Pio X, a Latina (dal 2012) e Docente di Storia della Chiesa medievale presso la Pontificia Università Gregoriana.
Partecipa come relatore in molti convegni in Italia e all’Estero, specialmente sul Francescanesimo. Ha all’attivo numerose pubblicazioni, tra libri, articoli e saggi.
Il 18 febbraio 2016 è stato nominato arcivescovo metropolita di Benevento e consacrato il 15 maggio nella parrocchia del Sacro Cuore in Latina. Ha preso possesso canonico dell’Arcidiocesi il 12 giugno del 2016.
Dal 5 dicembre 2020 è Membro della Congregazione delle Cause dei Santi.
Nella sessione del 27 – 29 settembre 2021 del Consiglio Episcopale Permanente è stato nominato Membro della Commissione Episcopale per l’Evangelizzazione dei Popoli e la Cooperazione tra le Chiese e ricopre per lo stesso settore l’incarico come delegato regionale della Conferenza Episcopale Campana.
Lo stemma di S. E. Mons. Felice Accrocca
Arma: d’azzurro alla torre d’argento, merlata di quattro pezzi, aperta e finestrata di nero, fondata su una roccia al naturale, accompagnata da una colomba del secondo, radiosa d’oro, nel canton destro, e da una stella d’argento nel canton sinistro del capo.
Motto: Nisi Dominus ædificaverit
Spiegazione: lo stemma dell’arcivescovo mons. Accrocca richiama il suo motto, Nisi Dominus ædificaverit, tratto dal salmo 126: “Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori”.
Lo scudo è quello detto sannitico, perché ha la medesima forma di quello utilizzato dai guerrieri sanniti, antichi abitanti delle terre dell’archidiocesi. La torre rappresenta la “casa” dell’arcivescovo, ossia la Chiesa di Benevento, costruita sulla roccia che è Cristo (Mt 7,24-29; 1Cor 10,4); dalla terra essa s’innalza verso il cielo illuminata da fede, speranza e carità (1Cor 13,13), simboleggiate dalle tre aperture che compaiono sull’edificio, costruita giorno dopo giorno sotto la luce dello Spirito Santo, che ordina e rende salde le “pietre vive” (1Pt 2,5) che la formano. Ciò avviene sotto lo sguardo delicato e attento di Maria (Gv 2,1-11), Stella del Mattino, “Vergine fatta Chiesa” (san Francesco d’Assisi), a cui la Chiesa tutta guarda come a sua “figura ed eccellentissimo modello” (LG 53).
Monsignor Domenico Sorrentino
Nato il: 16-05-1948
Ordinato Sacerdote il: 24-06-1972
Lo sguardo puntato verso l’orizzonte con il Vangelo tra le mani per costruire, step by step, una Chiesa missionaria, in uscita, spogliata da sovrastrutture e prossima ai più fragili. Monsignor Domenico Sorrentino, vescovo della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, lo ripete sempre ai suoi collaboratori, ai sacerdoti, ai movimenti, alle aggregazioni laicali, a tutti coloro che, come pastore, incontra nel suo cammino. Un cammino iniziato come vescovo, ben 20 anni fa quando, il 19 marzo del 2001, venne ordinato vescovo da San Giovanni Paolo II nella Basilica di San Pietro. Ma la sua formazione e soprattutto la sua fede vengono da lontano. Nato a Boscoreale (Napoli), diocesi di Nola, il 16 maggio 1948, ha compiuto gli studi medi nel seminario vescovile di Nola e nel Seminario Regionale di Salerno, e quelli teologici a Roma, come alunno dell’Almo Collegio Capranica, presso la Pontificia Università Gregoriana, conseguendo il dottorato in Teologia e poi la laurea in Scienze Politiche presso l’Università di Roma. Appare subito evidente la sua spiccata vocazione allo studio, all’approfondimento, alla lettura. E’ un divoratore di libri sacri, testi storici, collane teologiche. Ordinato sacerdote della diocesi di Nola il 24 giugno 1972, come sacerdote diocesano ha espletato diversi incarichi: dal 1972 è stato vicario parrocchiale nella parrocchia Maria SS. Della Stella; dal marzo 1989 parroco di S. Giorgio martire di Liveri. Dal 1972 al 1975 è stato assistente del Movimento Lavoratori dell’Azione Cattolica; dal 1975 al 1985 ha insegnato religione nel Liceo vescovile parificato di Nola. È stato quindi direttore dell’Ufficio Catechistico, vicario per l’Evangelizzazione e la Cultura, canonico teologo e membro del Consiglio presbiterale e del Collegio dei Consultori. Nel 1975 ha fondato, nel Seminario di Nola, la Biblioteca diocesana «San Paolino» di cui è stato direttore fino al 2001. In quest’ultima ha promosso la costituzione del Centro di Studi e Documentazione su Paolino di Nola, che ha prodotto in questi anni una collana di volumi scientifici sulla figura e le opere di questo Padre della Chiesa. È stato direttore dell’Istituto Superiore di Scienze religiose ’Duns Scoto’ (Nola) e professore presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, Sezione S. Tommaso d’Aquino, dove ha insegnato teologia spirituale, diverse discipline dell’area dommatica e dottrina sociale della Chiesa. Ha promosso in seno alla facoltà Teologica un seminario permanente sulla ’teologia del vissuto’, sottolineando un orientamento della ricerca teologica sensibile al ’luogo teologico’ del vissuto cristiano, e in particolare al vissuto dei santi. Di tale orientamento portano il segno diversi suoi volumi e articoli. Dal 1992 al 2001 ha prestato servizio, coniugandolo con l’insegnamento teologico, presso la Prima sezione della Segreteria di Stato. È membro della Pontificia Accademia Teologica. Ha pubblicato numerosi volumi ed articoli in diverse riviste. Il 17 febbraio 2001 San Giovanni Paolo II lo ha nominato arcivescovo-prelato di Pompei. A Pompei vive un breve ma intenso periodo caratterizzato dall’Anno del Rosario, che lo vede al fianco di San Giovanni Paolo II mentre questi firma la Lettera Apostolica ’Rosarium Virginis Mariae’. Lo ha accolto poi a Pompei alla fine dello speciale anno. Il 2 agosto 2003 è stato nominato segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Il 19 novembre 2005 è stato nominato vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino (conservando il titolo personale di arcivescovo) facendo il suo ingresso in diocesi l’11 febbraio 2006. Nella Città di San Francesco ha accolto due volte papa Benedetto XVI, Il 17 giugno 2007 per la visita alla Diocesi, e il 27 ottobre 2011 in occasione del venticinquesimo anniversario della Giornata Mondiale di Preghiere per la Pace che vide San Giovanni Paolo II e i leader religiosi del mondo raccolti nella Città serafica. Ha accolto Papa Francesco nelle sue Visite ad Assisi: il 4 ottobre 2013, il 4 agosto 2016, il 20 settembre 2016 e il 3 ottobre 2020. Nella Conferenza Episcopale italiana è membro della Commissione liturgica. È vicepresidente della Conferenza Episcopale umbra. Postulatore della Causa di beatificazione di Giuseppe Toniolo è fra i maggiori studiosi della figura del grande economista leader dell’impegno sociale dei cattolici all’epoca della Rerum Novarum. E’ questa sua importante conoscenza del Beato Toniolo, la convinzione che la tradizione francescana dei Monti di Pietà sia più attuale che mai, insieme alla convinzione che il Vangelo sia la migliore espressione per costruire un mondo più equo e solidale lo portano a lanciare una nuova visione economica, basata sulla spogliazione di sé, come fece San Francesco. Gettando al vento vestiti e denaro, ponendosi “nudo” davanti a Dio e, perciò stesso, anche a fianco di tutti gli “spogliati” della storia, il Poverello di Assisi ripudia l’idolatria del denaro e dell’economia fine a se stessa e getta le basi per un sistema economico condiviso. Per questo nel 2017, con la benedizione del Santo Padre, istituisce il Santuario della Spogliazione nel complesso monumentale del Vescovado-Chiesa Santa Maria Maggiore, che racconta quel gesto e ne testimonia l’attualità. Un luogo divenuto il fulcro di questo percorso di rinnovamento dove, il 15 giugno 2021, ha presentato il «Premio internazionale Francesco di Assisi e Carlo Acutis per un’economia della fraternità», con il quale monsignor Sorrentino vuole dare il suo contributo al processo innescato dal papa con Economy of Francesco e sostenere ogni anno progetti produttivi e generativi partiti dal basso soprattutto nelle regioni più povere del mondo. Su questa nuova visione dell’economia ha scritto ‘Francesco d’Assisi e l’economia della fraternità’, (2021), un volume in otto capitoli ricco di spunti e bibliografia che è stato presentato al Senato dal professor Luigino Bruni il 23 giugno scorso. Fra le sue pubblicazioni più importanti si ricordano: ‘L’esperienza di Dio. Disegno di teologia spirituale’, (2007); ‘Nella notte una luce’, (2010); ‘Giuseppe Toniolo. Una Chiesa nella storia’, (2012 – 2 edizione); ‘Un Papa di nome Francesco. Riflessioni dalla terra del Poverello’, (2013); ‘Complici nello nello Spirito. La Sala della Spogliazione. Francesco e il Vescovo Guido’, (2013 – 2 edizione); ‘Oggi ho toccato il cielo. Teologia del vissuto di Francesco Saverio Toppi’, (2013); ‘Chiesa come famiglia. Una via di rinnovamento della parrocchia: le Comunità Maria Famiglie del Vangelo’, (2014); ‘Laudato Si’. Dal Cantico di frate Sole all’Enciclica di Papa Francesco’, (2015 – 1 edizione); ‘Vita consacrata e Chiesa particolare. Teologia ed esperienza’, (2015); ‘Tu sei la nostra gioia! Libro del Sinodo della Chiesa di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino’, (2016); ‘Il Santuario della Spogliazione. La Chiesa di Santa Maria Maggiore e il Vescovado di Assisi. Fonti e documenti’, (2017); ‘Crisi come grazia. Per una nuova primavera della Chiesa’,(2019); ‘Originali non fotocopie. Carlo Acutis e Francesco d’Assisi’, (2019); ‘Introduzione del libro: Gli abitanti del Castelletto. Una luce nel buio della shoah’, (2020); Economia Umana, la profezia del Toniolo (2022); Carlo Acutis sulle orme di Francesco e Chiara d’Assisi (2024); Il Cuore nascosto dal Cantico, da sora morte a frate Sole, san Francesco e le strofe nascoste del vescovado (2025).
10/01/2026
Marina Rosati
Antonella Porzi
Facebook: Diocesi Assisi-Nocera-Gualdo
