COMUNICATO STAMPA
STRUTTURA POLIVALENTE DELLO STADIO “GIUSEPPE MIGAGHELLI” DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI, FASULO DOPO IL SOPRALLUOGO: «QUASI DUE MILIONI DI EURO PUBBLICI, L’OPERA È ANCORA INCOMPIUTA E IL CANTIERE È NEL DEGRADO: MACERIE, APERTURE ESPOSTE ALLA PIOGGIA, ABBANDONO, INCURIA E LAVORI LENTISSIMI. STOPPINI E LA GIUNTA HANNO TRADITO LE PROMESSE FATTE ALLE ASSOCIAZIONI SPORTIVE, AI GIOVANI E ALLA COMUNITÀ»
«Il 18 agosto, in qualità di Capogruppo di Forza Italia, ho ispezionato approfonditamente il cantiere e documentato una situazione gravissima: aperture prive di chiusura che espongono gli ambienti alle precipitazioni e al possibile ingresso di roditori, volatili e altri animali, lavorazioni incomplete, macerie, materiali abbandonati, vegetazione incontrollata e recinzioni precarie. Pretendo verità su tempi, costi e responsabilità. Porterò avanti ogni iniziativa istituzionale, politica e amministrativa, dentro e fuori il Consiglio Comunale, ivi compreso il ricorso agli organi di controllo competenti, affinché la struttura venga completata e finalmente restituita alle associazioni sportive e ai giovani»
Assisi, 21/08/2026 – Il 18 agosto 2026, alle ore 17:30, Francesco Fasulo, Consigliere Comunale di Opposizione, Capogruppo di Forza Italia e Consigliere di Strada del Comune di Assisi, ha effettuato il sopralluogo istituzionale presso il cantiere della struttura polivalente dello stadio “Giuseppe Migaghelli” di Santa Maria degli Angeli.
Il sopralluogo è stato svolto a seguito della formale richiesta di accesso, ispezione e documentazione fotografica presentata dal consigliere.
Un’ispezione condotta personalmente, ambiente per ambiente, all’interno e all’esterno dell’edificio, per verificare lo stato effettivo delle lavorazioni, documentare fotograficamente le condizioni del cantiere e svolgere fino in fondo la funzione di vigilanza e controllo politico-amministrativo affidata dal mandato elettivo.
Fasulo ha esaminato approfonditamente gli ambienti interni ed esterni, le opere murarie, gli impianti ancora incompleti, i locali di servizio, le coperture, le aree perimetrali e le condizioni generali del cantiere, realizzando un’estesa documentazione fotografica.
Quello che emerge, secondo il Capogruppo di Forza Italia, è un quadro incompatibile con le promesse di un’opera imminente, pronta e rapidamente fruibile formulate dal sindaco Stoppini e dalla sua maggioranza.
«Non si è trattato di una visita superficiale – dichiara Fasulo –. Ho controllato, visionato e ispezionato ogni ambiente. Ho verificato lo stato delle lavorazioni, dei locali, degli impianti e delle aree esterne. Il risultato è una documentazione fotografica imponente che racconta una realtà molto diversa da quella rappresentata per mesi dall’Amministrazione comunale».
Aperture superiori, ambienti esposti all’acqua e struttura ancora accessibile dall’esterno
Tra gli elementi più preoccupanti documentati durante il sopralluogo vi sono ampie aperture superiori presenti in più ambienti della struttura, ancora prive delle necessarie chiusure e direttamente esposte alle intemperie.
In particolare è stata documentata un’ampia apertura nel solaio degli ambienti accessori, direttamente esposta al cielo. A questa si aggiungono numerose aperture di porte e finestre ancora sprovviste di infissi, serramenti e protezioni definitive.
Una condizione che non espone gli ambienti soltanto alle precipitazioni atmosferiche. La presenza di aperture ancora prive di chiusure definitive può infatti rendere possibile anche l’ingresso all’interno della struttura di roditori, volatili e altri animali, con potenziali conseguenze sotto il profilo igienico, della conservazione degli ambienti e della tutela delle opere già realizzate.
In particolare, l’eventuale presenza di roditori potrebbe comportare il danneggiamento per rosicchiamento di cavi elettrici, guaine, materiali isolanti, tubazioni o altre componenti impiantistiche, mentre l’ingresso di volatili o altri animali potrebbe determinare accumulo di deiezioni, sporcizia e ulteriori deterioramenti. Si tratta di rischi che devono essere prevenuti proprio perché siamo di fronte a un’opera pubblica finanziata con risorse dei cittadini.
«Non stiamo parlando di una piccola fessura o di un dettaglio marginale – sottolinea Fasulo –. Le fotografie mostrano aperture consistenti e numerosi vani ancora privi delle necessarie chiusure. Da una parte vi è il rischio che, in caso di pioggia, l’acqua penetri all’interno causando infiltrazioni e danneggiando murature, intonaci, impianti e lavorazioni già eseguite; dall’altra, una struttura lasciata così aperta può consentire l’ingresso di roditori, volatili e altri animali, con il rischio di ulteriori danni anche agli impianti e ai materiali presenti. Chi sta proteggendo concretamente un’opera costata quasi due milioni di euro? Chi verifica che il denaro pubblico già investito non venga compromesso dall’esposizione alle intemperie e dalla mancata chiusura degli ambienti?»
«È necessario sapere immediatamente quali misure siano state adottate per proteggere l’edificio, se siano state effettuate verifiche dopo le precipitazioni, se siano già presenti infiltrazioni o deterioramenti e quali interventi urgenti siano previsti per chiudere e mettere realmente in sicurezza tutti gli ambienti. Un’opera pubblica non può essere lasciata aperta, esposta all’acqua e potenzialmente accessibile ad animali e agenti esterni mentre i cittadini continuano a sostenerne i costi».
All’interno risultano inoltre documentati locali ancora privi di infissi e chiusure definitive, vani incompleti, cavi, corrugati e tubazioni sporgenti o ancora scoperti, predisposizioni impiantistiche non completate, impianti elettrici e idraulici da ultimare, servizi igienici non completati, pavimentazioni mancanti o ancora grezze e numerose lavorazioni ancora da eseguire.
Sono inoltre presenti ponteggi, cavalletti, tavole, attrezzature e materiali accatastati. Anche alcuni servizi igienici provvisori risultano utilizzati come deposito di sacchi, contenitori, imballaggi e residui di cantiere.
Degrado, abbandono e incuria nelle aree del cantiere
La documentazione fotografica mostra cumuli di macerie e materiali di risulta, pezzi di laterizio e calcestruzzo, materiali da demolizione, pannelli e scarti di polistirene, tubazioni, legname, pallet, ferri, sacchi, plastiche e altri materiali disseminati o accatastati in più punti del cantiere.
Nelle aree esterne sono visibili vegetazione incontrollata, erba alta e sterpaglie cresciute lungo i muri e le recinzioni, materiale abbandonato in prossimità delle delimitazioni, passaggi ingombri e tratti delle recinzioni inclinati, deformati, piegati o sistemati in maniera precaria.
Una situazione ancora più grave perché collocata a ridosso degli impianti sportivi frequentati dalla comunità.
«Degrado, abbandono e incuria non possono diventare la cornice permanente di un’opera pubblica finanziata con i soldi dei cittadini – attacca Fasulo –. Un cantiere pubblico deve essere ordinato, controllato, protetto e gestito con la massima attenzione. Non può trasformarsi in un deposito disorganizzato di macerie, legname, polistirene, tubazioni, sacchi e materiali di ogni genere. Non si tratta di una singola imperfezione, ma di un insieme esteso di criticità, lavorazioni incomplete e situazioni che impongono spiegazioni immediate».
«Il dato politico e amministrativo è uno solo: dopo il tempo trascorso, dopo le promesse formulate e dopo una mole di risorse pubbliche che ormai sfiora i due milioni di euro, la struttura non è ancora completata, non è fruibile e non è stata consegnata alla comunità. È questo il risultato che oggi hanno davanti agli occhi i cittadini: un’opera ancora incompiuta, un cantiere caratterizzato da ritardi, degrado e incertezza sui tempi definitivi di apertura. Sindaco e Giunta non possono più rifugiarsi negli annunci: devono rispondere dei fatti e spiegare perché la polivalente non sia ancora a disposizione delle associazioni sportive e dei giovani di Santa Maria degli Angeli».
Il cantiere infinito: lavori lentissimi e tempi contrattuali da chiarire
Il sopralluogo conferma, per il consigliere, che la struttura non è ultimata, non è utilizzabile e non appare prossima alla consegna.
«I lavori procedono con una lentezza esasperante. A distanza di anni dall’avvio della vicenda e di oltre un anno dalle promesse elettorali del maggio 2025, nessuno è ancora in grado di indicare una data certa e vincolante per l’apertura della struttura. Le associazioni sportive e i giovani di Santa Maria degli Angeli continuano ad aspettare».
Il cartello di cantiere riporta l’inizio dei lavori al 13 novembre 2024, un tempo contrattuale di 127 giorni e un importo dei lavori a base d’asta pari a 584.331,15 euro.
Da allora è trascorso un periodo enormemente superiore ai tempi indicati, mentre la struttura continua a presentare ambienti incompleti, aperture prive di chiusura, lavorazioni da ultimare e sistemazioni esterne ancora lontane dalla conclusione.
«Di fronte a un tempo contrattuale indicato in 127 giorni e a un’opera ancora incompiuta nell’agosto 2026, i cittadini hanno diritto di conoscere tutto: eventuali sospensioni, proroghe, varianti, ordini di servizio, stati di avanzamento, lavorazioni effettivamente eseguite, pagamenti effettuati e nuova data prevista per la conclusione, il collaudo e la consegna».
«Questa è la fotografia di un’Amministrazione che non riesce a trasformare gli annunci in risultati: tanto annuncio, zero realizzazione; tante promesse, nessuna consegna; tanta propaganda, nessuna data certa».
Il cartello ufficiale di cantiere parla da solo
A rendere ancora più evidente la gravità della situazione sono gli stessi dati riportati nero su bianco sul cartello ufficiale di cantiere della Città di Assisi, presente sul posto e fotografato durante il sopralluogo del 18 agosto.
Sul cartello è chiaramente riportata la dicitura “Realizzazione di una struttura polivalente presso lo stadio di Santa Maria degli Angeli – Lotto 1”.
- titolo abilitativo: D.G.C. n. 112 del 28 luglio 2022 e D.D. n. 816 del 1° luglio 2024;
- committente: Comune di Assisi – Settore Lavori ed Opere Pubbliche, Servizi alla Città;
- responsabile del procedimento: ing. Matteo Castigliego;
- importo dei lavori a base d’asta: 584.331,15 euro;
- progettista: ing. Maurizio Pergalani;
- direttore dei lavori: ing. Maurizio Pergalani;
- coordinatore della sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione: ing. Maurizio Pergalani;
- impresa esecutrice: Legnomaster Società Cooperativa – Agrigento;
- direttore tecnico di cantiere: arch. Alberto Vitiello;
- data di inizio dei lavori: 13 novembre 2024;
- tempo contrattuale: 127 giorni.
Sul posto è inoltre presente il cartello recante la dicitura “Vietato l’ingresso ai non addetti ai lavori”, ulteriore elemento visibile di un’area che, nell’agosto 2026, permane ancora nella condizione di cantiere e non è stata restituita alla piena fruizione della comunità.
«Non sono mie valutazioni: sono i dati riportati sul cartello ufficiale di cantiere presente sul posto e da me fotografato durante il sopralluogo. Data di inizio lavori: 13 novembre 2024. Tempo contrattuale: 127 giorni. Importo dei lavori a base d’asta: 584.331,15 euro. E il 18 agosto 2026 mi sono trovato davanti a una struttura ancora incompiuta, con ambienti aperti, lavorazioni da ultimare, macerie, materiali abbandonati e sistemazioni esterne ancora lontane dalla conclusione. Il cartello parla da solo».
«Sindaco e Giunta devono spiegare pubblicamente ai cittadini che cosa sia accaduto dal 13 novembre 2024 a oggi. Perché, a fronte di un tempo contrattuale indicato nel cartello in 127 giorni, nell’agosto 2026 siamo ancora davanti a un cantiere incompiuto? Quali sospensioni, proroghe, varianti, ordini di servizio o altre circostanze hanno inciso sui tempi? Chi ha controllato l’andamento dell’opera? Qual è oggi il cronoprogramma reale e definitivo?»
«Qui non servono interpretazioni e non servono altri annunci. Ci sono un cartello ufficiale presente sul posto, una data di inizio lavori, un tempo contrattuale, un importo e una documentazione fotografica che mostra lo stato del cantiere il 18 agosto 2026. Questi sono i fatti. E sui fatti l’Amministrazione Stoppini deve fornire risposte pubbliche, puntuali e verificabili».
Da circa 450 mila euro a quasi due milioni: i cittadini meritano chiarezza
A rendere ancora più grave la vicenda è il progressivo incremento delle risorse pubbliche destinate all’opera.
Secondo la ricostruzione contabile già illustrata da Fasulo in Consiglio Comunale e attraverso i precedenti atti istituzionali, il quadro economico complessivo dell’intervento, originariamente rappresentato per una cifra di circa 450 mila euro, sarebbe arrivato ormai a sfiorare i due milioni di euro.
Nel Documento unico di programmazione, a pagina 161, compare inoltre la voce relativa alla “Struttura polivalente dello Stadio Migaghelli – secondo stralcio”, per ulteriori 500 mila euro, da finanziare attraverso l’accensione di un mutuo nel 2026 e destinati a interventi di finitura e sistemazioni esterne.
«Siamo arrivati a quasi due milioni di euro e l’opera non è ancora completata né fruibile. È una circostanza che esige trasparenza assoluta. I cittadini hanno il diritto di conoscere quanto sia stato complessivamente stanziato, quanto sia stato impegnato, quanto sia stato già liquidato, quali lavorazioni siano state eseguite, quali debbano essere ancora finanziate e quanto altro denaro pubblico sarà necessario per arrivare all’apertura».
Fasulo chiede quindi la ricostruzione analitica dell’intero quadro economico dell’opera, comprendente tutti gli stanziamenti, i finanziamenti, le variazioni, gli affidamenti, gli eventuali incrementi, le somme già liquidate, quelle ancora disponibili e quelle ulteriormente necessarie per il completamento.
«Se il primo stralcio era già finanziato, perché oggi servono altri 500 mila euro a mutuo? Quali opere erano comprese nel primo affidamento? Quali sono state effettivamente realizzate? Cosa manca ancora? Che cosa finanzierà esattamente il nuovo mutuo da 500 mila euro? E soprattutto: il costo finale si fermerà davvero a quasi due milioni di euro oppure ai cittadini verranno chieste ulteriori risorse?».
Fasulo chiede inoltre di conoscere quali risorse siano effettivamente disponibili per completare gli ambienti interni, installare le attrezzature, ultimare gli impianti, eseguire i collaudi, acquisire tutte le certificazioni necessarie e rendere concretamente utilizzabile la struttura.
«Non basta parlare genericamente di finiture e sistemazioni esterne mentre gli ambienti interni risultano ancora incompleti. Il Comune deve spiegare come verranno allestiti gli spazi, quali attrezzature saranno acquistate, con quali fondi e con quale cronoprogramma».
Le contraddizioni tra annunci e documenti ufficiali
Fasulo richiama anche le incongruenze già denunciate tra le dichiarazioni rese dall’Amministrazione e quanto emergerebbe dai documenti contabili.
Da una parte, nelle relazioni comunali si è affermato che sarebbero stati in corso gli interventi di completamento della struttura e della relativa impiantistica. Dall’altra, nel programma triennale delle opere pubbliche compare un nuovo intervento da 500 mila euro per un secondo stralcio, mentre manca ancora una data certa per la conclusione e la consegna dell’opera.
«Qual è la verità? Quella raccontata a voce dal sindaco e dalla Giunta oppure quella scritta nei documenti ufficiali? Se gli interventi di completamento erano già in corso, perché occorre un nuovo mutuo? E se occorre un secondo stralcio tanto consistente, come è stato possibile promettere alle associazioni sportive che la struttura sarebbe stata rapidamente disponibile?».
Secondo il consigliere, questa vicenda impone di fare chiarezza anche sui contratti stipulati, sugli stati di avanzamento, sulle eventuali sospensioni e riprese, sulle proroghe, sulle varianti, sugli ordini di servizio, sulle cause dei rallentamenti e sulle responsabilità connesse alla gestione e al controllo del cantiere.
Un monumento al fallimento politico della Giunta Stoppini: la promessa elettorale tradita
La struttura polivalente del Migaghelli è stata una delle bandiere elettorali di questa Amministrazione durante la campagna per le elezioni comunali del 25 e 26 maggio 2025.
È stata presentata pubblicamente come una delle opere simbolo destinate a essere rapidamente messe a disposizione del territorio, prospettata alle associazioni sportive come una struttura ormai imminente e capace di rappresentare un punto di svolta per lo sport, l’aggregazione e la vita sociale di Santa Maria degli Angeli.
Le associazioni sportive hanno fatto affidamento su quelle promesse. Hanno programmato e organizzato le proprie attività confidando nella disponibilità della nuova struttura.
E oggi, a distanza di oltre un anno dalle elezioni comunali, che cosa resta di quelle promesse?
La struttura non è ultimata. Non è utilizzabile. Non è stata consegnata. Non esiste ancora una data certa e vincolante per la sua apertura.
Le associazioni sportive che avevano confidato negli annunci dell’Amministrazione continuano ad aspettare: senza la polivalente promessa, senza una data definitiva e senza quelle certezze sulle quali avevano impostato la propria programmazione.
«Questa è la parte politicamente più grave dell’intera vicenda – attacca Fasulo –. Durante la campagna elettorale avete trasformato la polivalente in una bandiera. L’avete annunciata, rivendicata, promessa. Avete alimentato aspettative tra associazioni sportive, giovani e famiglie. Oggi, dopo più di un anno dalle elezioni, quelle persone si trovano ancora davanti a un cantiere e a una struttura incompiuta. Questa non è soltanto inefficienza amministrativa: è il tradimento di una promessa fatta pubblicamente a un’intera comunità».
E mentre la struttura continua a non essere fruibile, nei documenti ufficiali compare un ulteriore capitolo.
A pagina 161 del Documento unico di programmazione figura infatti la voce “Struttura polivalente dello Stadio Migaghelli – secondo stralcio”, per altri 500.000 euro da finanziare tramite mutuo nel 2026.
Un secondo stralcio per un’opera che, nelle aspettative create dall’Amministrazione, avrebbe dovuto rappresentare uno dei risultati simbolo del mandato e che invece, nell’agosto 2026, risulta ancora incompiuta.
Nel frattempo, secondo la ricostruzione politico-contabile già illustrata da Fasulo negli atti e in Consiglio comunale, il quadro delle risorse pubbliche destinate all’intervento sarebbe passato da una previsione iniziale di circa 450 mila euro fino a sfiorare complessivamente i due milioni di euro.
«Prima circa 450 mila euro. Poi ulteriori finanziamenti. Adesso altri 500 mila euro a mutuo per il secondo stralcio. E alla fine arriviamo a sfiorare i due milioni di euro di risorse pubbliche mentre la struttura non è ancora utilizzabile. È questo il punto che Sindaco e Giunta non possono più eludere: dove sono i risultati? Quanto altro dovranno pagare i cittadini? E soprattutto, quando riceveranno finalmente in cambio un’opera completata, collaudata e funzionante?»
Per Fasulo devono essere chiariti anche tutti gli aspetti riguardanti la piena funzionalità futura dell’edificio: allacciamenti elettrici, approvvigionamento idrico, riscaldamento, scarichi e fognature, completamento degli impianti, certificazioni, collaudi, allestimenti e attrezzature.
«Non voglio annunci generici. Voglio documenti. Voglio sapere se e come la struttura sarà collegata a tutti i servizi essenziali, quali impianti siano effettivamente completati, quali siano ancora da ultimare, quali certificazioni manchino, quali attrezzature debbano essere acquistate e con quali risorse. Voglio un cronoprogramma vero, scritto, verificabile e vincolante».
La documentazione fotografica acquisita direttamente durante il sopralluogo del 18 agosto mostra oggi la realtà degli ambienti interni ed esterni: aperture prive delle chiusure definitive, impianti e predisposizioni ancora da ultimare, locali incompleti, macerie, materiali di cantiere e sistemazioni esterne non concluse.
«Per troppo tempo alle parole non sono seguiti i risultati promessi. Adesso ci sono le fotografie, ci sono i documenti, ci sono le date e ci sono i numeri. Dietro quel cantiere non ci sono soltanto cemento, impianti e finanziamenti: ci sono associazioni sportive, ragazzi e famiglie che aspettano da anni».
«Quasi due milioni di euro pubblici, una struttura ancora incompiuta e una comunità ancora in attesa. Questo è oggi il Migaghelli. Una delle grandi bandiere elettorali della Giunta Stoppini si è trasformata nel simbolo delle promesse non mantenute. Un cantiere che continua ad assorbire risorse pubbliche senza avere ancora restituito alla comunità la struttura promessa. Questo è il monumento al fallimento politico della Giunta Stoppini».
Il decreto del 31 luglio e le deleghe: «La certificazione politica del fallimento»
Per Fasulo, la vicenda della struttura polivalente assume un significato politico ancora più forte alla luce delle scelte compiute dal sindaco il 31 luglio, attraverso il decreto di ridefinizione delle deleghe all’interno della Giunta.
«Il 31 luglio il Sindaco ha parlato. Non in Consiglio comunale, non davanti ai cittadini, ma attraverso un decreto. E quello che è scritto in quel decreto, politicamente, pesa come un macigno».
Fasulo punta l’attenzione in particolare su due deleghe: Lavori Pubblici e Tributi, entrambe successivamente assunte direttamente dal sindaco Stoppini.
Secondo la lettura politica del Capogruppo di Forza Italia, non si tratta di un elemento marginale.
«Sono esattamente due dei settori sui quali in questi mesi ho incalzato più duramente questa Amministrazione: i Lavori Pubblici, con la struttura polivalente del Migaghelli, la scala mobile di Porta Nuova e le numerose criticità del territorio; e i Tributi, con la battaglia sulla TARI. E alla fine il Sindaco quelle due deleghe se le è riprese direttamente. Questo dato politico non può essere cancellato».
A Francesca Corazzi è stata tolta la delega ai Lavori Pubblici e attribuita quella relativa alla Farmacia comunale. A Donatella Casciarri è stata revocata la delega ai Tributi.
Fasulo legge queste decisioni come un vero e proprio giudizio politico sull’azione amministrativa della Giunta.
«Per quanto riguarda i Lavori Pubblici, la mia valutazione politica è chiarissima: il disastro della polivalente del Migaghelli, insieme alla vicenda della scala mobile di Porta Nuova e alle tante criticità che ho denunciato sul territorio, ha avuto un peso politico enorme. Alla fine la delega ai Lavori Pubblici è stata tolta all’assessore e assunta direttamente dal Sindaco. Se tutto avesse funzionato così bene come hanno raccontato per mesi, perché cambiare?»
E sui Tributi Fasulo aggiunge:
«Anche sui Tributi il Sindaco ha deciso di intervenire direttamente dopo mesi di polemiche e contestazioni sulla TARI. Ai cittadini e all’opinione pubblica non basta sapere che una delega cambia titolare: voglio conoscere le ragioni politiche di queste decisioni e sapere chi si assume la responsabilità delle scelte compiute fino a quel momento».
Per Fasulo, dunque, il decreto del 31 luglio non può essere liquidato come una semplice redistribuzione tecnica delle competenze.
«Non chiamatelo rimpasto. Per me è la certificazione politica di un fallimento. Il Sindaco si riprende direttamente proprio le deleghe più esposte alle contestazioni e alle criticità che ho denunciato. Ma cambiare le deleghe non cancella i problemi, non chiude i cantieri, non fa funzionare la scala mobile, non abbassa le tasse e non restituisce la polivalente alle associazioni sportive».
«Le responsabilità politiche non si cancellano con un decreto e non si trasferiscono da una scrivania all’altra. La struttura polivalente resta incompiuta. La comunità continua ad aspettare. Quasi due milioni di euro continuano a pesare sulle risorse pubbliche. Il Sindaco può cambiare le deleghe, ma non può cambiare la realtà documentata dai fatti».
«I problemi di Assisi e delle sue frazioni non si risolvono con la redistribuzione delle poltrone. Si risolvono con i risultati. E qui il risultato è davanti agli occhi di tutti: una struttura promessa, finanziata con enormi risorse pubbliche e ancora non consegnata. Questa è la vera certificazione politica del fallimento della Giunta Stoppini».
Le risposte che il Comune deve fornire
Alla luce di quanto constatato e documentato, Fasulo chiede al sindaco Stoppini e alla Giunta:
- la pubblicazione di un cronoprogramma aggiornato, preciso e vincolante;
- la comunicazione di una data realistica e definitiva per il completamento, il collaudo, l’apertura e la consegna della struttura;
- la ricostruzione completa e aggiornata del quadro economico dell’opera, ormai prossimo ai due milioni di euro;
- l’indicazione delle somme impegnate, liquidate e ancora disponibili;
- l’indicazione delle lavorazioni comprese nel primo e nel secondo stralcio;
- la trasmissione e la ricostruzione degli stati di avanzamento delle lavorazioni;
- la spiegazione delle cause dei rallentamenti e delle eventuali sospensioni, proroghe, varianti, ordini di servizio e lavorazioni aggiuntive;
- la verifica delle condizioni degli ambienti esposti alle precipitazioni;
- l’accertamento di eventuali infiltrazioni o danneggiamenti;
- la messa in sicurezza e la chiusura delle aperture presenti nei diversi locali;
- la verifica dell’eventuale presenza o ingresso di roditori, volatili o altri animali e di eventuali danni prodotti agli impianti, ai materiali o agli ambienti;
- l’adozione delle necessarie misure per impedire l’accesso di animali dall’esterno;
- la rimozione delle macerie, dei materiali abbandonati e dei rifiuti di cantiere;
- il ripristino del decoro e della sicurezza delle aree esterne e delle recinzioni;
- l’indicazione della destinazione esatta degli ulteriori 500 mila euro previsti per il secondo stralcio;
- l’indicazione delle risorse necessarie per allestimenti interni, attrezzature, completamento degli impianti, collaudi e certificazioni;
- una relazione dettagliata del responsabile del procedimento, del direttore dei lavori e dell’impresa esecutrice;
- il chiarimento delle responsabilità organizzative e amministrative connesse ai ritardi;
- la comunicazione di quando la struttura sarà effettivamente consegnata alle associazioni sportive;
- la piena trasparenza sull’utilizzo di ogni euro pubblico destinato all’opera.
«Non accetterò altri annunci, altri rinvii o risposte generiche. Dopo quasi due milioni di euro, i cittadini devono sapere esattamente che cosa è stato realizzato, che cosa manca, quanto altro costerà e quando la struttura sarà davvero utilizzabile».
Controlli periodici, nuovi accessi agli atti e atti in Consiglio comunale
Fasulo annuncia che il sopralluogo del 18 agosto non resterà un’iniziativa isolata.
«Presenterò periodicamente nuove richieste di accesso e di sopralluogo ispettivo per verificare costantemente lo stato dei luoghi, l’effettiva ripresa delle attività, l’avanzamento delle singole lavorazioni e il rispetto degli impegni che saranno assunti. Saranno controlli continui e documentati, non visite simboliche».
Il Capogruppo di Forza Italia depositerà inoltre ulteriori istanze di accesso agli atti per acquisire il cronoprogramma aggiornato, gli stati di avanzamento, le varianti, gli ordini di servizio, i verbali di sospensione e ripresa, le fatture, i certificati di pagamento, le relazioni della Direzione dei lavori, le certificazioni e il quadro economico completo dell’intervento.
A queste iniziative si affiancheranno atti politici, ispettivi e di indirizzo in Consiglio comunale: interrogazioni, interpellanze, mozioni e ogni altro strumento previsto dal regolamento, affinché l’Amministrazione sia chiamata a fornire risposte pubbliche, puntuali e verificabili.
«La battaglia continuerà dentro e fuori il Consiglio Comunale»
Fasulo annuncia che l’attività di vigilanza e controllo non si fermerà al sopralluogo.
«Porterò avanti ogni iniziativa istituzionale, politica e amministrativa, dentro e fuori il Consiglio comunale, ivi compreso il ricorso agli organi di controllo competenti. Lo farò per ottenere piena chiarezza sullo stato del cantiere, sulle risorse impiegate, sui ritardi accumulati, sulle responsabilità e sui tempi effettivi di completamento».
«Questa battaglia non riguarda una parte politica. Riguarda il rispetto dovuto ai cittadini, alle associazioni sportive, ai giovani e a tutta Santa Maria degli Angeli. Quasi due milioni di euro di denaro pubblico non possono tradursi in un cantiere infinito, esposto alle intemperie e circondato da degrado, abbandono e incuria».
«Il sindaco Stoppini e la sua Giunta devono assumersi la responsabilità politica delle promesse formulate e mai mantenute. Le associazioni sportive non possono continuare ad aspettare. I giovani non possono continuare a essere presi in giro. I cittadini non possono continuare a finanziare un’opera incompiuta senza conoscere la data della sua apertura».
«Non consentirò che, dopo quasi due milioni di euro di risorse pubbliche, questa struttura resti un cantiere eterno. Porterò avanti ogni iniziativa istituzionale, politica e amministrativa, dentro e fuori il Consiglio comunale, ivi compreso, ove necessario, il ricorso agli organi di controllo competenti. Continuerò a vigilare, ispezionare, acquisire documenti e denunciare ogni ritardo e ogni incongruenza fino a quando la struttura non sarà realmente completata, collaudata e restituita alle associazioni sportive, ai giovani e all’intera comunità».
«La polivalente del Migaghelli deve essere completata, collaudata e resa fruibile. Continuerò questa battaglia con fermezza, determinazione e responsabilità fino a quando quella struttura non sarà finalmente consegnata alla comunità».

Dott. Francesco Fasulo
Consigliere comunale di opposizione
Capogruppo di Forza Italia – Assisi e frazioni
Consigliere di strada del Comune di Assisi
