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Bastia Umbra
20 Agosto 2026
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Bastia Umbra Editoriale

Il cambiamento climatico passa anche per Bastia Umbra

Editoriale del 20agosto 2026

IL CAMBIAMENTO CLIMATICO PASSA ANCHE PER BASTIA UMBRA

 

Il cambiamento climatico è una condizione con la quale ogni scelta urbanistica è ormai chiamata a confrontarsi. Le estati sempre più calde, il fenomeno delle isole di calore, gli eventi meteorologici estremi pongono una domanda precisa: come devono essere progettate, trasformate e rigenerate le nostre città?

La recentissima vicenda dell’abbattimento dei sei pini di via Gramsci a Bastia Umbra, dove è in corso la realizzazione di un supermercato in attuazione di un piano attuativo approvato nel 2024, rappresenta un campanello d’allarme su come la nostra comunità affronta – o piuttosto elude – le grandi sfide del nostro tempo. Al di là delle valutazioni che hanno condotto alla loro rimozione, che sicuramente si saranno basate su solide considerazioni, la perdita di sei alberi adulti lungo una strada urbana molto trafficata impone una riflessione più ampia su un tema che oggi riguarda direttamente l’urbanistica, l’architettura e il futuro delle nostre città: il rapporto tra trasformazione urbana e verde esistente.

In questa prospettiva, il verde urbano assume un ruolo sempre più centrale. Gli alberi, specialmente quelli d’alto fusto, non sono soltanto elementi di arredo da conservare finché non ostacolano un nuovo progetto, vanno abbattuti solo per motivi di sicurezza pubblica e sono da sostituire con nuove piantumazioni adeguate al contesto urbano. Sono parte integrante dell’infrastruttura della città. Contribuiscono alla regolazione del microclima, all’ombreggiamento degli spazi pubblici e privati, alla mitigazione delle temperature, all’intercettazione degli inquinanti atmosferici e alla qualità complessiva dell’ambiente urbano. In un certo senso rappresentano anche l’identità del luogo e anche questo non è un aspetto secondario.

È per questo che l’abbattimento dei sei pini di via Gramsci rappresenta una perdita importante nel breve e medio periodo. Quegli alberi erano già una risorsa della città. La loro presenza contribuiva a definire il carattere della strada e offriva una copertura vegetale che nessuna nuova piantumazione potrà sostituire nell’immediato. Un giovane albero ha bisogno di decenni per raggiungere le dimensioni e sviluppare la capacità di svolgere quelle funzioni ecosistemiche che un esemplare adulto assicura già oggi.

È questo uno degli aspetti che più spesso rischiamo di sottovalutare nel dibattito pubblico e nell’ambito della progettazione urbana. Piantare nuovi alberi è fondamentale, ma non può diventare automaticamente la giustificazione per perdere quelli maturi che già possediamo. Piantumare e conservare non sono due azioni equivalenti. La prima guarda necessariamente al futuro; la seconda tutela una risorsa che quel futuro è già in grado di servire.

Nel caso di via Gramsci resta dunque il rammarico per sei alberi che facevano già parte del paesaggio della città e che oggi non ci sono più. Ed è un rammarico che va oltre la vicenda specifica. Perché ogni volta che perdiamo un albero adulto nelle nostre aree urbane dovremmo chiederci non soltanto se sarà sostituito, ma quando e in quale misura la città tornerà effettivamente a beneficiare di ciò che ha perduto.

Per questo la vicenda dei sei pini di via Gramsci merita di essere ricordata come una domanda rivolta al futuro: nelle città che dovremo costruire e trasformare nei prossimi anni, sapremo progettare con gli alberi che già abbiamo, prima ancora di pensare a quelli che pianteremo?

Se davvero vogliamo che Bastia Umbra diventi una città resiliente e preparata ad affrontare la transizione ecologica, dobbiamo iniziare a considerare gli alberi adulti come un patrimonio pubblico non negoziabile. Il cambiamento climatico non si combatte con gli slogan nelle campagne elettorali, ma con le scelte strategiche sostenute da adeguate risorse economiche, matita e calcolatrice alla mano, anche e soprattutto nelle vie centrali della nostra città.

 

 


di Claudia Lucia
(© Riproduzione Riservata)

 

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