TRASPORTO FERROVIARIO IN UMBRIA:
L’URGENZA DI ROMPERE L’ISOLAMENTO
Bastia Umbra, 25/02/2026 – L’Auditorium Sant’Angelo è stato teatro, nella serata di martedì 24 febbraio, di un acceso e partecipato confronto sul futuro della mobilità su ferro nella nostra regione. L’incontro, promosso dal Comitato “Ultimo Treno” in collaborazione con i Comuni di Bastia Umbra, Assisi e Perugia, ha messo a nudo le criticità strutturali e i ritardi infrastrutturali che da troppi anni condannano l’Umbria a una progressiva marginalizzazione. Nonostante l’assenza del sindaco di Assisi Valter Stoppini e della presidente regionale Stefania Proietti, il dibattito ha visto una platea qualificata e interventi di peso che hanno tracciato un quadro netto della situazione attuale.
A fare gli onori di casa, coordinati dall’ingegner Federica Lunghi, è stato Vannio Brozzi, ex sindaco di Bastia ed ex ferroviere, rappresentante del Comitato “Ultimo Treno”, nato nel 2017 proprio per sollecitare l’istituzione di un collegamento veloce per il Nord. Brozzi ha ricordato con orgoglio i numeri del Frecciarossa Perugia-Milano: “Trenitalia prevedeva 30 passeggeri al giorno; dalla sua istituzione nel 2018 ne trasporta oltre 200,
a dimostrazione che il mercato e la necessità di trasporti efficienti ci sono”. Tuttavia, il confronto con il resto d’Italia è impietoso. Mentre altre regioni hanno guadagnato fino al 60% in termini di efficienza e velocità, l’Umbria è rimasta “al palo”. I dati presentati parlano chiaro: se tra Milano e Bologna il tempo di percorrenza è quasi dimezzato dal 1997 ad oggi (da 2 ore a circa 1 ora), la tratta Perugia-Roma è rimasta pressoché invariata, passando da 2h 23′ a 2h 20′.
L’architetto Luigi Fressoia (Italia Nostra) ha ricordato come l’isolamento umbro non sia solo un fatto recente: se nel 1866 la linea Milano-Napoli passava per Perugia, le scelte successive, culminate con l’istituzione dell’Alta Velocità nel 2009 sulla dorsale appenninica, hanno sistematicamente escluso il nostro territorio. Un isolamento che ha pesanti ricadute economiche: l’assessore ai Trasporti di Perugia, Pierluigi Vossi, ha infatti evidenziato come la perdita della dimensione industriale della regione sia strettamente legata a questa carenza di collegamenti.
Il sindaco di Bastia Umbra, Erigo Pecci, ha ribadito la necessità di una visione d’insieme che colleghi la rete ferroviaria ai punti nevralgici della regione, come l’aeroporto “San Francesco” e il Quartiere fieristico regionale, specialmente in momenti cruciali per il turismo come il Giubileo francescano che in questi giorni vede presenze importanti provenienti da tutta Italia e dall’estero.
Uno degli interventi più attesi è stato quello dell’assessore regionale ai Trasporti, Francesco De Rebotti, che ha focalizzato l’attenzione sulla quotidianità di chi il treno lo usa per lavoro o studio. De Rebotti ha denunciato un peggioramento del servizio regionale: “Da quando il tema principale è l’alta velocità, il pendolarismo è uscito dal dibattito”. Il problema è tecnico e politico allo stesso tempo: i treni “a mercato” (le Frecce) sottraggono tracce e investimenti ai treni per i pendolari, rendendo il servizio locale sempre meno efficiente.
A conclusione del dibattito, il Comitato “Ultimo Treno” si è dichiarato particolarmente soddisfatto dell’esito del confronto, poiché le proposte avanzate sono state giudicate non solo interessanti, ma tecnicamente fattibili. L’obiettivo è duplice e punta a collegare il cuore della regione con le grandi direttrici nazionali: l’istituzione di un treno diretto Perugia – Reggio Calabria, con un tempo di percorrenza stimato di circa 7 ore e mezza e un collegamento veloce da Terni a Milano con ritorno in giornata, “Freccia Tacito”, capace di coprire la distanza in circa 4 ore, accorciando drasticamente le distanze con il polo economico del Nord. La vera novità emersa riguarda tuttavia il trasporto merci. Su input di diverse aziende del territorio, sta nascendo in Umbria un Consorzio tra operatori dei settori mangimistico, cereali e molitorio, che guarda alla sostenibilità ecologica e alla transizione green. L’iniziativa coinvolge circa 15 importanti aziende regionali operanti su scala nazionale ed estera, con l’obiettivo di trasferire la movimentazione delle materie prime dalla gomma alla rotaia. I numeri del progetto sono imponenti: il passaggio al ferro permetterebbe di togliere dalle strade circa 80-100 autotreni al giorno per una movimentazione quotidiana di circa 25.000 – 30.000 quintali di prodotto.
La serata, che ha visto anche il contributo dell’ex presidente della Regione Maria Rita Lorenzetti, si è conclusa con una consapevolezza condivisa da tutti: la tecnica esiste e i problemi sono superabili, ma serve un “pieno e totale cambiamento di impegno politico” che coinvolga tutta la collettività regionale.
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di Claudia Lucia – Redazione Terrenostre
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