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6 Maggio 2021
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Assisi Politica

“Assisi insieme, ogni giorno”, per una città dinamica e connessa

Intervista a Marco Cosimetti, candidato sindaco di Assisi per il centrodestra

Marco Cosimetti, candidato per il governo della città di Assisi nella tornata elettorale di ottobre, è sostenuto da tutti i partiti del centrodestra: Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e da una o più liste civiche. Una figura della società civile che ha saputo unire lo schieramento, facendo superare i contrasti che compromisero le amministrative del 2016. Ingegnere, sposato con Chiara e padre di tre figli, ha sempre vissuto ad Assisi, dando priorità alla qualità della vita che questo territorio può offrire. Cosimetti vuole portare avanti “strade nuove” per guidare la città di Assisi, con visioni di efficienza e modernità. La coalizione di centrodestra è pronta alla campagna elettorale.

Partiamo con una presentazione. Chi è Marco Cosimetti?
Mi piace definirmi ingegnere atipico, perché nonostante questo titolo di studi ho indirizzato la mia vita professionale nell’ambito commerciale. Sono stato dirigente d’azienda fino a tre anni fa, coltivando parallelamente alcune attività da imprenditore che alla fine mi hanno richiesto un assorbimento totale. Nel 2016 ho seguito un master alla Luiss in ‘Business Administration Executive’, un altro momento centrale nella mia formazione perché mi ha permesso di integrare la parte economico-finanziaria. La volontà di guardare avanti e anticipare i tempi ha sempre caratterizzato le mie scelte.

Cosa la contraddistingue nell’approccio al suo lavoro?
La velocità di reazione. In ogni scelta è fondamentale la rapidità, anche se può comportare decisioni difficili ma necessarie per l’obiettivo che si persegue. Oggi la società è dinamica e connessa: quando diventerò sindaco della città di Assisi, sarà il mio modo di operare.

Cosa l’ha convinta ad accettare la candidatura a sindaco di Assisi?
Due anni fa rifiutai una prima proposta, perché non c’erano le condizioni personali. Ora i miei impegni professionali mi permettono di dedicare il giusto tempo ad un incarico così importante e impegnativo. Assisi ha bisogno di un forte rilancio dal punto di vista economico e penso che una visione come la mia sia la sintesi di una pluralità d’intenti ed esigenze. A ciò si aggiunge il sostegno di un centrodestra compatto, aspetto da non sottovalutare.

La coalizione si sta delineando, da chi è sostenuta?
Ad oggi mi affiancano i tre partiti del centrodestra: Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. Una condizione che ancora non troviamo nelle grandi città a livello nazionale dove si vota. Sono contento che la mia figura abbia permesso di superare le difficoltà e i contrasti che si erano verificati in passato. Ora possiamo programmare un percorso serio per il mandato. Naturalmente ci sarà anche la mia lista civica a cui potrebbero aggiungersene altre.

Quanto è importante il sostegno dei partiti politici nel governare una città?
Credo sia fondamentale, perché la loro macchina organizzativa è ben strutturata e hanno rapporti attivi non solo sul territorio, ma anche a livello nazionale ed europeo e questo permette di essere ben rappresentati. Stiamo comunque lavorando nel raccogliere l’adesione anche di liste civiche: sono aperto a tutte le istanze moderate di centro che vogliono unire le loro forze.

Su cosa rivolgerà il suo impegno, anche alla luce dei devastanti effetti della pandemia sull’economia di Assisi?
Dobbiamo immaginarci che la ripartenza sia già iniziata, c’è bisogno di creare occupazione e sviluppo per avere una tenuta sociale nel territorio. Ci sono tutte le condizioni per poterlo fare bene e in fretta. Non bisogna aspettare che il turismo torni, bisogna cercare nuove opportunità, creare modelli economici diversificati anche attraverso l’innovazione, per aumentare l’offerta e attrarre più tipologie di utenti. La pandemia ci ha messo di fronte al grande limite della nostra città. Succede ogni volta che un evento rilevante crea uno “scompenso”, penso ad esempio al terremoto del 2016. Per questo reputo fondamentale avere, ad esempio, anche una domanda interna.

In che modo si può creare la domanda interna?
Ogni volta che nel mio lavoro ho necessità di “cambiare” le carte, analizzo i punti di debolezza così da produrre nuovo business. La stessa cosa farò nell’amministrare la città di Assisi. Si deve partire dai messaggi che attualmente la città sta veicolando, quali servizi offre e come si può trovare un modello alternativo dedicato ad un pubblico differente. Siamo una città di 28.000 abitanti, con un tessuto sociale che può essere il primo target di consumatori. Se la domanda interna fosse ben strutturata, probabilmente oggi non ci troveremmo a subire la forte crisi causata dalla pandemia. Allo stesso tempo dobbiamo indagare nuovi target per allargare la domanda turistica a livello mondiale.

Gran parte del turismo di Assisi viene dal mondo cattolico. Come si può applicare questa sua considerazione?
La forza del messaggio di pace e di ecumenismo che sprigiona la nostra città può e deve farne un centro di attrazione non solo per i cristiani del mondo ma, al contempo, essere volano di conoscenza della nostra cultura e identità anche per quella ampia parte del pianeta che non si riconosce nella religione cristiana e cattolica. Nel solco di quanto promosso da Giovanni Paolo II nel 1986 e da Benedetto XVI nel 2002. Abbiamo aspetti culturali, ambientali e, se ci si lavora, anche tecnologici. È una questione di modello di comunicazione e promozione mondiale che potrà apparire inizialmente un investimento importante, ma nel futuro potrà diventare esso stesso veicolo pubblicitario verso il pubblico attualmente non presente.

Oltre al turismo, su cosa potrebbe puntare Assisi?
In un territorio splendido come il nostro, con le giuste connessioni anche a livello di infrastrutture, potremmo diventare un centro di eccellenza, di formazione o di investimento anche per grandi società che potrebbero decidere di avere una delle loro sedi di rappresentanza ad Assisi. Potrebbero unire la qualità della vita di un territorio a dimensione d’uomo – oggi così acclamati – con l’efficienza di una città moderna. Non dobbiamo aver paura di guardare la nostra città anche in questa ottica, preservando sempre l’ecosistema e mantenendone l’ecosostenibilità.

Il vostro slogan è “Assisi insieme, ogni giorno”. Cosa rappresenta per lei?
I grandi cambiamenti si fanno stando uniti. Nella gestione della macchina amministrativa avrò bisogno di circondarmi di persone competenti in tutti i settori, con sensibilità differenti e adatte a quel particolare contesto o argomento. La forza è sempre la squadra. E si lavorerà costantemente ogni giorno verso gli obiettivi, goccia dopo goccia.

Come immagina la “sua” Assisi?
Ho scelto di vivere con la mia famiglia e di lavorare in questo territorio, perché la qualità della vita ha certamente un valore importante. Ma le città tecnologiche mi hanno sempre attratto e reputo che possano fornire spunti da ricalibrare nella nostra realtà. Vorrei una città che, accanto al suo fascino storico e culturale, avesse questo respiro di innovazione e modernità. Che fosse aperta ad altri orizzonti e vissuta in modo pieno dai cittadini di ogni fascia d’età. Penso ai giovani, che spesso guardano “fuori” ed invece potrebbero trovare risposte e servizi nella loro stessa città. Su di loro vorrei investire molto nella mia “idea” di città.

ARTICOLO PUBBLICATO SU TERRENOSTRE – NUMERO DI MARZO 2021

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