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Bastia Umbra
6 Luglio 2020
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Assisi Cultura

Il vescovo: “ È il momento di ripartire come Francesco di fronte al crocifisso di San Damiano”.

Presentato a Roma il libro di monsignor Sorrentino. Il cardinale Bassetti: “Il Coronavirus ci impone un ripensamento di tanti stili di vita e parametri culturali”

 Riccardi: “Non si può ricominciare come prima, serve un nuovo entusiasmo creativo che coinvolga tutti: presbiteri, laici, religiosi con una coscienza responsabile del momento”

ASSISI – È stato presentato mercoledì 24 giugno nella sala Convegni della Comunità di Sant’Egidio l’ultimo libro scritto dal vescovo della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino, intitolato “Crisi come grazia. Per una nuova primavera della Chiesa”, pubblicato da Edizioni Francescane Italiane. Sono intervenuti, insieme all’autore, il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana e Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio. Questa presentazione, organizzata in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio, è stata moderata dalla giornalista Safiria Leccese.

All’inizio dell’incontro il cardinale Bassetti in riferimento al momento attuale che il mondo sta vivendo a causa del coronavirus ha spiegato che il libro scaturisce da una causa recente, anzi tristemente attuale, ma viene da lontano. “Nasce – ha detto – da un lungo percorso di studio e di meditazione, maturato ad Assisi, alla splendida, luminosa ombra di San Francesco. Il libro viene da lontano anche perché la riflessione teologica incrocia il percorso bimillenario della Chiesa di Gesù Cristo che il Poverello ha tanto amato e a cui è rimasto sempre fedele. In questo denso volume si ragiona di come la Chiesa abbia camminato, di quale crisi abbia attraversato fin dai primordi e di quanto abbia potuto e possa ancora trasformarle in occasione per dialogare con il mondo attuale proiettando verso il futuro. Il virus, la pandemia di cui stiamo ancora scontando gli effetti ha sconvolto su scala mondiale le nostre società anche quelle che sembravano organizzate al massimo grado di efficienza ponendole di fronte alla loro fragilità e costringendole, oltre alla soluzione dell’emergenza per arginare i danni e limitare il numero delle vittime, a un ripensamento complessivo di tanti stili di vita e parametri culturali. Anche la Chiesa si è trovata e si trova di fronte a una sfida che non è solo motivata dal virus. Per il cammino ecclesiale la crisi non è una novità, ma può essere una riscoperta”.

Il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Riccardi, durante il suo intervento ha spiegato che nel libro l’autore affronta la crisi come un uomo di fede quindi senza paura, ma anche con la sua preparazione e la sua impostazione di storico. “Monsignor Sorrentino – ha detto Riccardi – ha il coraggio di parlare di crisi, ma per parlare di crisi bisogna leggere il nostro tempo. Credo – ha aggiunto – che il tempo del coronavirus non è solo il tempo della crisi, ma il tempo della rivelazione di quella crisi che ci portavamo dentro come società e come Chiesa. Leggere questa realtà ci dà la forza di riprendere il cammino con più coraggio”. Parlando del tema dell’evangelizzazione ha spiegato che per monsignor Sorrentino evangelizzare vuol dire andare nel senso di una chiesa di minoranza. “La chiesa di minoranza che l’autore propone – ha detto il fondatore della Comunità di Sant’Egidio – è una chiesa costruita come famiglia e non una chiesa residuo di una maggioranza che sta larga nei suoi templi”. Nell’affrontare la crisi della Chiesa ha parlato anche della stretta connessione tra questa e l’Europa. “Non dobbiamo arrenderci alla psicologia del tramonto – ha aggiunto – anche se questa nostra uscita dal coronavirus è un’uscita stanca, non mossa da grandi idee. Dobbiamo dare spazio all’entusiasmo di ricostruire qualcosa di antico. Siamo in un tempo denso di domande religiose, di domande di fede. Penso che la sfida di questo tempo è quella di un nuovo entusiasmo creativo per il Vangelo che coinvolga tutti: presbiteri, laici, religiosi con una coscienza responsabile del momento. Credo che in questo momento dobbiamo dire guai a quelli che riaprono le porte e pensano di poter ricominciare come prima. Non si può ricominciare come prima perché è successo qualcosa di profondo o forse ci siamo accorti solamente di una grande emergenza che stavamo vivendo. Credo alla Chiesa europea. Credo che il cristianesimo in Europa assimilato da secoli anche se oggi sembra secco ha in sé la forza di una primavera che sarà rigeneratrice di un vivere ecclesiale, ma anche rigeneratrice dell’essere europei”.

Le conclusioni sono state affidate al vescovo monsignor Domenico Sorrentino il quale ha sottolineato che “oggi è venuto il tempo di un Francesco che richiama le Chiese, che le richiama a ripartire. Questo libro – ha spiegato – ha una vena ottimistica che parte dalla fede, ma con l’occhio dello storico. Questo è un libro che vuole guardare la realtà in maniera cruda. Il senso di questo libro è un sasso nello stagno e dunque qualcosa che in qualche maniera, se il Signore vuole metterlo nel cuore di qualcuno, è qualcosa che vuole costringere a pensare e forse anche ad agire”.

Assisi, 25 giugno ’20

 

Antonella Porzi

Ufficio stampa Diocesi Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino

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