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9 Agosto 2022
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Attualità Politica

Terremoto nel centro Italia (e in Umbria): più risorse certe, mancano le "casette per tutti" e meno burocrazia come citato nell'Angelus da Papa Francesco.

Se pure il Santo Padre, Papa Francesco, ha sentito la necessità, nell’Angelus domenicale, di fare un forte richiamo perché la burocrazia non rallenti gli interventi della ricostruzione, nel Centro Italia, vuol dire che la “situazione è molto seria”.
Basterebbe citare i 13 milioni di “certificati inutili” all’anno, che pesano per il 4% nei fatturati delle attività. Sul terremoto i fatti sono chiari: dopo 150 giorni le “casette” non ci sono per tutti (addirittura si registra un morto causa freddo), molto “appare bloccato dalla burocrazia” (e dalle Autorità garanti) e non si conoscono le risorse certe subito disponibili (sarebbero necessari 20 miliardi di euro nei prossimi 5 anni: fra danni diretti e indiretti).
Basta parlare con qualche sindaco o tecnico (impegnato nelle zone del terremoto) per capire che i decreti attivati sinora non semplificano affatto ma complicano.
È necessario che: ci siano più risorse, meno burocrazia con l’autocertificazione totale e più potere, in deroga ad ogni normativa, ai sindaci e in capo ad un solo organo (persona), tecnico politico, protezione civile/presidenza del Consiglio dei Ministri. Siamo come in una “guerra” e non si può, per paura di qualche disonesto (che sempre ci sarà), morire di burocrazia che può fare “più danni del terremoto”.
29/01/2017
Claudio Ricci
(Consigliere Regionale)

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