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19 Agosto 2022
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Attualità Politica

Claudio Ricci sulla ‘spazzatura d’oro’: è bene attendere gli esiti delle indagini. Certamente sono necessarie verifiche su Ponte Rio, Pietramelina, Borgiglione (e il lago di Pietrafitta per Valnestore).

Sono “abituato”, cita Claudio Ricci (consigliere regionale dell’Umbria), a “fare dichiarazioni” solo se supportato da “documentazione certa” e quindi, per quanto attiene ai “provvedimenti” giudiziari odierni relativi alla GESENU, è opportuno attendere gli “esiti conclusivi” delle indagini con ampio e doveroso garantismo per tutti gli indagati (sino al terzo grado di giudizio).
Fatta questa premessa necessaria emergono “elementi da verificare” nei riguardi delle aree (discariche/impianti) in Ponte Rio, Pietramelina e Borgiglione (foto, stralcio, di alcuni documenti): dalle “carte” (acquisibili sin anche da atti informatici “pubblici”), e da oltre un anno e mezzo, emergevano tali “perplessità”. Certamente desta “una riflessione” la lettura dei quotidiani che da un lato il 9 novembre riportano “il venir meno dei presupposti provvedimenti” (in capo a GESENU) e questa mattina, invece, si leggono fatti (ovviamente da dimostrare) relativi a “associazione a delinquere per traffico di rifiuti”. Come dire le “due affermazioni” non “connettono” (dovrei citare il grande Totò).
Vi sarebbe da domandarsi poi, come da me indicato in Consiglio Regionale, come mai, da anni, nelle gare (afferenti a GEST, partecipata da GESENU, e ATI 2) non sia stato mai previsto il sistema “GIS GPS” per il controllo “automatico” degli itinerari degli automezzi (da origine a destinazione) che trasportano rifiuti. E, per completare (anche se attiene ad una altro “filone”), perché non è stata chiarita la “salute” delle “belle carpe” (vedi la foto) nei fondali del lago di Petrafitta (in Valnestore).
Avrò modo, in Consiglio Regionale (ne abbiamo chiesto uno per approfondire il tema rifiuti), di illustrare i contenuti e soprattutto uno: anche se l’Umbria raggiungerà il 70% di raccolta differenziata rimarranno, da smaltire, 115.000 tonnellate di rifiuti all’anno (evitando, ovviamente, il ricorso a discariche). Su questo bisogna prendere una decisione e la Regione, attraverso il costituendo AURI (che riaggregherà i 4 ATI sui rifiuti), deve “darsi una strategia chiara”.
Per il resto i “buoi stanno scappando” (vedi la foto) e il recinto “non tiene”: il “cambiamento dell’Umbria” (sfiorato il 31 maggio 2015) è, forse, molto vicino (come il 4 dicembre 2016).
30/11/2016
Claudio Ricci
Consigliere regionale dell’Umbria

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